Lorenzo Mariotti – Il Mare–La Terra

Nettuno - 24/10/2014 : 01/11/2014

Le oltre quaranta opere ad olio su tavola ripercorrono la produzione artistica di Mariotti sia per ciò che riguarda le sue straordinarie vedute romane, sia per la sua parallela grandissima passione per la marineria.

Informazioni

  • Luogo: FORTE SANGALLO
  • Indirizzo: Via Antonio Gramsci 10 - Nettuno - Lazio
  • Quando: dal 24/10/2014 - al 01/11/2014
  • Vernissage: 24/10/2014 no
  • Autori: Lorenzo Mariotti
  • Curatori: Caterina Nobiloni
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedi a giovedi ore 15:00 – 17:30 sabato e domenica ore 16:00 – 18:00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: www.artmethod.it
  • Email: info@artmethod.it
  • Patrocini: Comune di Nettuno; Fondazione Ettore Paratore

Comunicato stampa

Dal 24 ottobre al 1 novembre 2014 si svolgerà a Nettuno, nelle antiche sale del Forte Sangallo, la mostra “Il Mare – La Terra” dell’artista Lorenzo Mariotti, curata da Caterina Nobiloni, con il Patrocinio del Comune di Nettuno ed il sostegno della Fondazione Ettore Paratore. organizzata da Art Method Fine Art Gallery & Productions.
Le oltre quaranta opere ad olio su tavola ripercorrono la produzione artistica di Mariotti sia per ciò che riguarda le sue straordinarie vedute romane, sia per la sua parallela grandissima passione per la marineria


Mariotti, infatti, nasce a Roma nel 1972 ed oltre ad una formazione professionale che lo vede impegnato in studi classici prima e laurea in ingegneria edile poi, é ufficiale cpl dello Stato Maggiore MM imbarcato su Nave Vespucci, passione che non lo abbandonerà mai e che attraversa tutta la sua produzione pittorica. Ad aprile 2014, infatti, Lorenzo Mariotti è stato nominato “Pittore benemerito della Marina Militare”, unendosi ad una nutrita schiera di artisti che annovera, tra gli altri, Giacomo Balla, Benedetta, Duilio Cambellotti, Rudolf Claudus, Giovanni Fattori, solo per citarne alcuni.
Ideale continuatore della tradizione pittorica romana, così si esprime su di lui il famoso esperto Renato Mammucari:
“…A tale conclusione Lorenzo Mariotti è arrivato subito consapevole che l’arte deve essere innanzitutto espressione di ciò che vedono i nostri occhi col solo filtro dei sentimenti e la mediazione degli stati d’animo, e non costruzioni simbolico-allegoriche, enfaticamente definite installazioni, che contengono messaggi a volte decodificabili solo attraverso una “lettura” a dir poco forzata. Con una coerenza che denota anche sicurezza questo sensibile quanto coraggioso artista porta avanti un discorso ancorato al passato pur non rinunciando al presente, riuscendo in tale modo, dopo aver fatte proprie le precedenti espressioni figurative, ad essere sorprendentemente moderno restituendoci la realtà circostante filtrata e ulteriormente arricchita dalla propria personale esperienza essendo la sua, come bene ha sottolineato Letizia Muratori, una “pittura della ragione”.
Quel grande maestro che fu Nino Costa compendiava i suoi ideali in una frase che soleva ripetere continuamente ai numerosi allievi che lo seguivano a dipingere all’aria aperta: «fare l’artista sol quando uno ama tanto l’arte da non poter essere capace di far qualunque altra cosa al mondo». Corrisponde perfettamente a questo insegnamento l’attività artistica che, con grande passione e direi anche fermezza, Mariotti da diversi anni sta portando avanti.
Le sue opere, siano esse rappresentate da paesaggi romani quasi “sorpresi” in un colloquio mai interrotto con la natura circostante e ancora di più negli scorci, nei particolari e nei soggetti marini dimostrano a prima vista che questo artista possiede innato il gusto del colore, il senso dell’equilibrio, del taglio e della composizione e soprattutto il tormento di una lettura interiore della realtà che ricrea sulla tela con entusiasmo e naturalezza.
Nelle sue vedute da Piazza del Popolo alle Riflessioni di San Pietro, da Porto d’Anzio a Orbetello, tutte giocate su luci sfumate e su tenue ombre, si riconoscono quei monumenti immortali, quelle località marine ondulate nelle quale vive quotidianamente ed è ben evidente la ricerca atmosferica più che il mero dato oggettivo.
I suoi quadri, quindi, incisivi come delle acqueforti, materici come degli oli e delicati al pari degli acquerelli, rivelano il segno dell’ingegnere qual è, puntuale, immediato e robusto, sfumato e pur sobrio “disegnatore nato”, per dirla sempre con Muratori, in quanto per poter dipingere è necessario prima ancora saper tratteggiare, delineare, schizzare…”