Local Objects

Milano - 18/11/2015 : 15/01/2016

IKEYAZHANG è un’organizzazione nomade e itinerante che deve il proprio nome a quello di una cometa e al suo lungo strascico di vapori e luminosità.

Informazioni

Comunicato stampa

IKEYAZHANG
Local Objects
Alessandro Agudio, Vanessa Billy, Tim Ellis, Mark Essen, Hannah Lees, Santo Tolone
a cura di Rita Selvaggio

19 novembre 2015 – 15 gennaio 2016
opening mercoledì 18 novembre, ore 18,30

Via Donatello, 36 Milano

IKEYAZHANG è un’organizzazione nomade e itinerante che deve il proprio nome a quello di una cometa e al suo lungo strascico di vapori e luminosità. Come questa, si stacca da quel serbatoio di comete dormienti che è la Nube di Oort, appare, concepisce il proprio corso intorno al sole e nuovamente si dissolve nella profondità della galassia



Nella notte del 1 febbraio 2002, occhio a occhio e servendosi di telescopi amatoriali, tre astrofili avvistano quasi contemporaneamente la C/2002 C1 che attraversa il nostro sistema solare. Sono: Karou Ikeya, della prefettura di Shizuoka (Giappone) e Daquing Zhang della provincia di Henan in Cina, dai quali l’astro ha poi adottato il proprio nome e, solo poche ore dopo, Paulo M.Raymundo in Brasile. Tutti dilettanti che, scrutando in solitudine il buio del cielo, scoprono una cometa di nona magnitudine. E’ nella costellazione della Balena (Cetus), bassa nel cielo serale d’Occidente, e appare di bellezza inattesa e vertiginosa.
Dalle determinazioni della sua orbita è evidente che si tratta di una cometa di “lungo periodo”, che potrebbe aver già visitato il sistema solare interno nel XVII secolo. La sua traiettoria infatti è molto simile a quella di un corpo astrale osservato dall’astronomo polacco Johannes Hevelius nel 1661. Si presenta con una chioma di un lucore diffuso e inafferrabile e con una lunghissima e sottile coda di ioni, ricca di multipli filamenti gassosi.

Con Local Objects, IKEYAZHANG inaugura la propria attività a Milano, in Via Donatello 36, il 18 novembre 2015 alle ore 18,30.
Opere di: Alessandro Agudio, Vanessa Billy, Tim Ellis, Mark Essen, Hannah Lees, Santo Tolone.
Versi di Wallace Stevens.

Sapeva di essere uno spirito senza foyer
E che al suo occhio gli oggetti locali diventavano
Più preziosi dei più preziosi oggetti domestici:

Gli oggetti locali di un mondo senza foyer,
Senza un passato ricordato, un passato presente,
O un futuro presente, sperato in una speranza presente.

Oggetti non presenti pacificamente
Sul lato oscuro dei cieli o quello chiaro,
In quella sfera tanto povera di oggetti suoi.

Poco esisteva per lui salvo le rade cose
Per le quali veniva sempre un nome nuovo, come
Se egli volesse produrle, trattenerle dal perire,

Le rade cose, gli oggetti dell'intuito, le integrazioni
Del sentimento, le cose che venivano di propria iniziativa,
Perché desiderava senza sapere di preciso cosa,

Che erano i momenti del classico, del bello.
Era questa la serenità che egli era sempre andato avvicinando
Come un foyer assoluto oltre il romanzo.


IKEYAZHANG è un progetto a cura di Rita Selvaggio.
Per Local Objects
Producer: Giovanni Bonelli
Un grazie speciale a Christoph Jenny



Alessandro Agudio, Vanessa Billy, Tim Ellis, Mark Essen, Hannah Lees, Santo Tolone
curated by Rita Selvaggio

19 November 2015 – 15 January 2016
opening 18 November, 6.30 pm

Via Donatello, 36 Milan

IKEYAZHANG is a nomadic and itinerant organization that takes its name from a comet and its long trail of vapours and light. Like its namesake, it detaches itself from the repository of dormant comets that is the Oort cloud, appears, makes its run around the sun and disappears once again into the depths of space.

On the night of 1 February 2002, making visual observations through amateur telescopes, three astronomers almost simultaneously discovered the comet, initially designated as C/2002 C1, as it came deeper into our solar system.
They were: Karou Ikeya, of the prefecture of Shizuoka (Japan) and Zhang Daqing of the province of Henan in China, after whom the comet has been named and, just a few hours later, Paulo M. Raymundo in Brazil. All amateurs who, peering into the dark sky in solitude, found a comet that had a magnitude of nine at the time. It was in the constellation of the Whale (Cetus), low in the evening sky to the west, and turned out to be an object of unexpected and stunning beauty.
Calculations of its orbit have shown that it is a ‘long-period’ comet, which may have already visited the inner solar system in the 17th century. In fact its trajectory is very similar to that of a heavenly body observed by the Polish astronomer Johannes Hevelius in 1661. It appeared with a coma of diffused and elusive light and with an extremely long and thin tail of ions, filled with a multitude of gaseous filaments.

With Local Objects, IKEYAZHANG is inaugurating its activity in Milan, at Via Donatello 36, at 6:30 pm on 18 November 2015.
Works by: Alessandro Agudio, Vanessa Billy, Tim Ellis, Mark Essen, Hannah Lees and Santo Tolone.
Verses by Wallace Stevens.

He knew that he was a spirit without a foyer
And that, in his knowledge, local objects become
More precious than the most precious objects of home:

The local objects of a world without a foyer,
Without a remembered past, a present past,
Or a present future, hoped for in present hope,

Objects not present as a matter of course
On the dark side of the heavens or the bright,
In that sphere with so few objects of its own.

Little existed for him but the few things
For which a fresh name always occurred, as if
He wanted to make them, keep them from perishing,

The few things, the objects of insight, the integrations
Of feeling, the things that came of their own accord,
Because he desired without knowing quite what,

That were the moments of the classic, the beautiful.
These were that serene he had always been approaching
As toward an absolute foyer beyond romance.


IKEYAZHANG is a project curated by Rita Selvaggio.
For Local Objects
Producer: Giovanni Bonelli
Special thanks to Christoph Jenny