Durante il mese di febbraio Metronom dedica i suoi spazi alla sperimentazione creativa dei giovani artisti che necessitano di un luogo dove realizzare ed esporre i loro lavori. Ad accompagnare il periodo di lavoro nello studio, Metronom prevede anche un programma di iniziative, studio visit e incontri con curatori, editori ed esperti d’arte.

Informazioni

  • Luogo: METRONOM
  • Indirizzo: Via Carteria 10, 41121 - Modena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 02/02/2015 - al 28/02/2015
  • Vernissage: 02/02/2015
  • Generi: incontro – conferenza, serata – evento

Comunicato stampa

Durante il mese di febbraio Metronom dedica i suoi spazi alla sperimentazione creativa dei giovani artisti che necessitano di un luogo dove realizzare ed esporre i loro lavori. Tale necessità ha portato all’ideazione di LIVEstudio, programma che inaugura con la presente edizione e per il quale due artisti, selezionati nel corso delle scorse settimane, sono invitati a utilizzare le sale espositive di Metronom come se fossero all’interno del proprio atelier, quindi con la massima libertà di sfruttare il periodo di residenza nel modo più opportuno rispetto alla propria ricerca e allo sviluppo dell’opera

Ad accompagnare il periodo di lavoro nello studio, Metronom prevede anche un programma di iniziative, studio visit e incontri con curatori, editori ed esperti d’arte che arricchiranno LIVEstudio e il lavoro di creazione delle artiste coinvolte. Tramite il sito, le pagine social e i vari canali di comunicazione, inoltre, Metronom pubblicherà costanti aggiornamenti sullo sviluppo dei progetti proposti.

I numerosi progetti pervenuti in risposta all’open call di LIVEstudio sono stati valutati da un comitato composto da Marcella Manni (Associazione culturale Metronom), Luca Panaro (critico d'arte e curatore, docente all'Accademia di Brera e al Politecnico di Milano), Eleonora Pasqui (editor presso Damiani Editore, Bologna) e Davide Tranchina (artista visivo, docente di Fotografia all'Accademia di Brera e all'Accademia di Belle Arti di Bologna). La giuria ha decretato che le due proposte più adatte a essere sviluppate nel contesto di LIVEstudio fossero quelle di Simona Luchian e Anna Messere, annunciate quindi assegnatarie dello studio.

L’associazione culturale Metronom è da sempre molto attenta alle nuove ricerche dell’arte contemporanea, promuovendo, tra le altre, iniziative come Generazione Critica, convegno dedicato alla fotografia di cui si è svolta da poco la seconda edizione, o ancora Openstudio e Accademia, mostre collettive che hanno segnato un percorso dall’Accademia di Bologna a quella di Brera. LIVEstudio si pone come proseguimento di tale attenzione verso gli artisti emergenti ed è un’ulteriore azione di promozione del lavoro degli artisti delle generazioni più giovani.

Biografie delle assegnatarie di LIVEstudio

Simona Luchian
Nata a Piacenza nel 1987, si è laureata in Filosofia con una tesi in Estetica. Sta terminando il biennio in Fotografia all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e allo stesso tempo lavora come assistente di Paolo Ventura e di Paola Di Bello. Negli ultimi anni ha partecipato a varie mostre collettive ed è stata anche tra i finalisti del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee nel 2014. Si interessa della relazione tra fotografia e scultura, che affronta anche nel progetto proposto per LIVEstudio; il mese di residenza le servirà per costruire un'installazione documentandone ogni passaggio attraverso video, disegni e scritti che comporranno una sorta di diario. Una volta terminata l'opera, verrà fotografata e poi distrutta; essa continuerà ad esistere, quindi, solamente nell'immagine fotografica.

Anna Messere
Nata a Vasto nel 1983, si è laureata in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove attualmente frequenta il biennio specialistico in Fotografia. Le sue installazioni, che utilizzano anche diapositive e proiettori, sono costruzioni di piccoli paesaggi creati su misura per l'ambiente che li ospita. Per LIVEstudio propone "Caligine", un'installazione fotografica che accosta dieci light-box di piccole dimensioni contenenti delle diapositive alla proiezione di una fotografia ottenuta con una reflex analogica, con l'intenzione di alterare la percezione visiva dello spettatore e portarlo al dubbio riguardo alla natura dell'immagine osservata.