Lito Kattou – Unknown Synergy

Milano - 27/05/2019 : 29/06/2019

Per Unknown Synergy, sua prima mostra personale in Italia, Lito Kattou (Nicosia, Cipro 1990) ha prodotto una nuova serie di sculture dalla forma umanoide, composte da elementi anatomici, tecnologici e naturali associati per dare forma a qualcosa che sembra appartenere a creature ambientali nuove e sconosciute.

Informazioni

  • Luogo: TILE PROJECT SPACE
  • Indirizzo: Via Garian 64 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 27/05/2019 - al 29/06/2019
  • Vernissage: 27/05/2019 ore 19
  • Autori: Lito Kattou
  • Curatori: Mattia Giussani
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

"La natura è globalmente in declino con ritmi senza precedenti nella storia umana - e il tasso di estinzioni delle specie viventi sta accelerando, con probabili conseguenze sulle popolazioni di tutto il mondo".

Questa è l'allarmante dichiarazione di apertura di un recente rapporto pubblicato alla fine di aprile 2019, dalla piattaforma Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), organismo indipendente creato dalle Nazioni Unite nel 2012



In questo nuovo mondo ecologico ‘senza natura’, dove le condizioni di sopravvivenza delle specie sul pianeta Terra si stanno deteriorando anno dopo anno, come è possibile affrontare e analizzare le relazioni tra agenti umani e non umani? Guardando alla struttura tecno-capitalistica contemporanea, in che termini dovremmo discutere delle relazioni tra esseri umani e non umani che convivono nello stesso mondo incerto?

Come afferma lo studioso tedesco Erich Horl, l’ecologia ha iniziato a suggerire la collaborazione della molteplicità di agenti umani e non umani: "qualcosa come il codice di un nuovo modo di pensare l'unione e la grande cooperazione di entità e forze, ha iniziato ad essere significativo per il pensiero contemporaneo." (Hörl, 2017)

Per Unknown Synergy, sua prima mostra personale in Italia, Lito Kattou (Nicosia, Cipro 1990) ha prodotto una nuova serie di sculture dalla forma umanoide, composte da elementi anatomici, tecnologici e naturali associati per dare forma a qualcosa che sembra appartenere a creature ambientali nuove e sconosciute.
Osservando la serie di lavori Body (Corpo), 2019, colpisce la complessità delle forme utilizzate in ciascuna delle tre sculture. In queste opere in alluminio e concepite digitalmente, i diversi elementi compositivi sono fluidi, armonici e interconnessi tra loro. Un corpo con una testa-fiore e gambe con un trigone annesso, è controllato da uno schermo; un altro ha le sembianze di un pesce; una figura umana è decostruita e alimentata da un motore a turbina. Le sculture presentano inoltre disegni realizzati a mano e dipinti acrilici di tramonti e paesaggi, portati su di sé come "equipaggiamenti", attributi, ornamenti e abilità astratte dei corpi.

L'influenza e il ruolo della tecnologia su questi esseri ibridi è visibile nel loro funzionamento e, come è espresso dalla teorica Luciana Parisi, è possibile comprendere come oggi "l'ecologia coinvolge le proprietà dell'ambiente, definite in termini di una molteplicità di scenari o località interconnesse, per diventare generativa di nuove forme e modelli". (Parisi, 2017)

Proprio questi nuovi modelli di composizione di forme sono esempio di ciò che l’artista cipriota cerca di mettere in luce con le sue sculture. L’ecologia, intesa come una sinergia di differenti organismi e agenzie, che mette in atto nuove tipologie di immagini e configurazioni, può essere vista come la realizzazione di ciò che la teorica postumanista Rosi Braidotti osserverebbe come un modello post-antropocentrico di conservazione della “struttura dinamica e autorganizzata della vita stessa”. (Braidotti, 2013)

È possibile affermare che la sinergia è il "principio dei principi dell'ecologia" (Neyrat, 2017) che caratterizza la nostra condizione contemporanea. Ormai riconosciuto che la natura non esiste più come inteso precedentemente, nella nostra condizione ecologica "tutto si ricompone continuamente, costituendosi all'infinito e ricostituendosi, incessantemente in divenire". (Neyrat, 2017)

A questo possono richiamare i fragili cardi mediterranei essiccati che l'artista utilizza. In una nuova versione, i cardi, placcati in rame, assumono diversi significati. Possono essere usati per un incontro, come regali donati agli altri corpi, omaggi a corpi che non esistono più. Una natura che si ripete all'infinito portando con sé valori e usi diversi.

Estratto dal testo di Mattia Giussani
Lito Kattou (Nicosia, Cyprus 1990) vive e lavora ad Atene, laureata al Royal College of Art di Londra con un Master in Scultura e School of Fine Arts di Atene.
Nel 2018 Kattou riceve il New Positions Award per Art Cologne e nel 2017 viene invitata per il 89plus Google Residency curata da Hans Ulrich Obrist e Simon Castets al Google Cultural Institute di Parigi.
Lito Kattou ha presentato il suo lavoro da Artothek, Cologne; Polansky Gallery, Prague; Benaki Museum, Athens; ROOM E1027, Berlin; Point Centre for Contemporary Art, Nicosia; Eleni Koroneou Gallery, Athens; Clearview.ltd, London; Pierre Poumet, Bordeaux; Radical Reading, Athens e ha partecipato a mostre collettive in spazi, gallerie e musei tra cui Nottingham Contemporary, Nottingham; Kraupa-Tuskany Zeidler, Berlin; Changing Room, London; Foothold, Bari; Komplot, Brussels; Midway Contemporary, Minneapolis; Benaki Museum and Deste Foundation, Athens. Le sue opere sono incluse in importanti collezioni private e internazionali come la Dakis Joannou Collection, la collezione della National Bank of Greece, la collezione Deutsche Telekom.
www.litokattou.com

Mattia Giussani è un artista, curatore ed editore con base a Londra. Dopo essersi laureato in Fotografia al Camberwell College of Arts nel 2015, si è laureato in un master in Curating presso la Goldsmiths University di Londra. La sua ricerca è orientata verso la relazione tra le tecnologie digitali, i cambiamenti sociali e la risposta che l’arte dà a questi stimoli. Recentemente, ha portato la sua ricerca nel campo del Postumano, utilizzandolo come strumento di navigazione tra le diverse teorie, specialmente in relazione con l’arte, la cultura computazionale, la tecnologia e i nuovi media. Tra i suoi progetti artistici e curatoriali recenti: Heedful Sight at Like a Little Disaster (Polignano a Mare, Nov 2018, IT); Future Fictions, Assembly Point (Londra, Settembre 2017); Non Standard, t-Space (Milano, Giugno 2017); We are having a great time :), Rockelmann & (Berlino, 2016); 9 Evenings: Theatre and Engineering Revisited 1966/2016, Arts Catalyst (Londra, 2016); Into The Fold, Camberwell College of Arts (Londra, 2016); USE/USER/USED, Zabludowicz Collection (Londra, 2016); ICA Student Forum (Londra, 2015-2016). www.mattiagiussani.com