L’ideologia del traditore

Firenze - 05/04/2013 : 05/04/2013

Presntazione de L’ideologia del traditore di Achille Bonito Oliva. La nuova edizione aggiornata del volume, uscito per la prima volta nel 1976, comprende una postfazione inedita, scritta da Andrea Cortellessa.

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Comunicato stampa

Nell’arte c’è una gioia che porta in sé il piacere della distruzione.
F. NietzscheTorna in libreria per Electa L’ideologia del traditore di Achille Bonito Oliva. La nuova edizione aggiornata del volume, uscito per la prima volta nel 1976, comprende una postfazione inedita, scritta da Andrea Cortellessa.
L’estrema attualità del contenuto del libro rispetto alla situazione “dell’artista” di oggi, e che fu profetico per gli anni ‘70, è motivo di attenta rilettura: un’opera seminale e fondamentale nella storia della critica, in quanto non solo compie un atto di ricostruzione storica, ma anche di invenzione

L’analisi che Achille Bonito Oliva conduce sul Manierismo italiano, riferito al linguaggio artistico, architettonico, letterario, poetico, teatrale … , è interessante perché propone un laboratorio astorico applicabile alla realtà delle corti della seconda metà del ‘500, come alla Transavanguardia a partire dalla fine degli anni ‘70 e ancora perfettamente calzante oggi. Connette quindi passato e contemporaneità.
A seguito del testo introduttivo dell’autore, il saggio è composto da quaranta brevi capitoli, ognuno dei quali è titolato da una terna di termini, una sorta di ironico gioco linguistico, es. Interstizio, congiunzione, vuoto; Dolore, esaltazione, sospensione … A tal proposito afferma Andrea Cortellessa nella postfazione: “le terne concettuali de L’ideologia del traditore hanno valore nella situazione storica e, insieme, su un piano trans-storico: anche su quello attuale e contingente, dunque. Non ci sono dubbi, insomma, che il libro del ‘76 – senza mai usare il termine ominoso, che com’è noto verrà divulgato solo tre anni dopo da Jean Francois Lyotard – sia il vero incunabolo da noi della mentalità, e anzi si deve dire in questo caso dell’ideologia, postmoderna … La ricomparsa de L’ideologia del traditore, proprio oggi, sta a segnalare che siamo di fronte a una nuova crisi epistemologica e culturale. Una nuova “transizione”, insomma, che ci induce a un nuovo “strabismo”.
Il Manierismo è stato rivisitato con un’ottica che ne ha messo in luce i caratteri di affinità con la nostra epoca: lo sradicamento dell’intellettuale, la perdita dei valori sociali, la crisi politica e religiosa. Partendo da questa crisi l’autore ha tracciato una mappa del comportamento manierista: alla disperazione subentra il malcontento, all’umor nero la malinconia, alla geometria della ragione l’arma ragionevole dello stile, la mania, la maniera. L’ideologia del manierista è l’ideologia del traditore, intesa come coscienza della posizione obliqua, ambigua e laterale dell’uomo rispetto alla storia e dell’artista rispetto al linguaggio. La citazione diventa il procedimento che ispira la ripresa di modelli culturali con i quali l’artista non può identificarsi, per cui opera una strumentalizzazione, traccia deviata e deviante che implica una perdita di aura. Lo stile lavora sulla frantumazione, attraverso un’economia dello spreco, dell’accumulo e dell’eclettismo.
Traditore è colui che pensa di modificare una realtà inaccettabile. Manieristica è la formazione di compromesso fra due estremi: la volontà di rifarsi a un modello preesistente, ubbidire a una norma prefissata; e insieme di discostarsi da quei modelli, di trasgredire quelle norme, con un atto di tradimento. Il Manierismo vive sotto il segno dell’inadempimento, cosciente delle difficoltà che incontra la cultura a trasformare il mondo.
Dice Bonito Oliva: “La Transavanguardia e anche gli artisti della generazione successiva ripercorrono le maniere di prodursi del linguaggio in un inarrestabile nomadismo che non conosce linee di scorrimento privilegiate, esclusive e obbligate. L’esperienza del farsi dell’opera è l’unico spazio possibile per l’artista che circoscrive in tal modo la coscienza della propria minorità, l’insufficienza storica dell’arte di fronteggiare il mondo, dentro il riparo ed il recinto del linguaggio, dentro le sue articolate maniere, le uniche capaci di dare al soggetto frantumato il collante di una precaria onnipotenza”.
La rilettura de L’ideologia del traditore ispira una profonda riflessione sulle complesse relazioni tra Arti Visive, Design, Architettura, Letteratura … in un’epoca di crisi, la nostra, che dovrebbe segnare un passaggio oltre la cultura postmoderna. E conduce a chiederci se l’assenza di un’idea di futuro ci imbrigli tutt’ora nell’esclusiva capacità di identificazione con il presente.
L’ideologia del traditore è un’ideologia della parola che porta con sé tutte le caratteristiche del postmodernismo: complessità, labirinticità, relativismo, decostruttivismo, antimodernismo.Copertina .300 in jpgSommario in.pdfConversazione tra Achille Bonito Oliva e Maurizio Ferraris sul postmodernismo in filosofia e in arte, in occasione della presentazione del libro al Circolo della Stampa di Torino del 29 maggio 2012. Link a you tube BiografiaAchille Bonito Oliva è professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Curatore della XLV Biennale di Venezia e di numerose mostre nazionali e internazionali fra cui: Amore mio (1970), Vitalità del negativo (1970), Contemporanea-Arte (1973), Aperto ‘80 (1980), Avanguardia Transavanguardia (1982), Ubi Fluxus ibi motus (1990), Minimalia (1997), Le tribù dell’arte (2001), Mario Schifano (2008), Mettere all’Arte il Mondo: Alighiero & Boetti (2009), Gino De Dominicis. L’immortale (2010). Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres de la République Française, ha ricevuto il premio per la critica Biennale di Pechino. Tra le sue pubblicazioni: Il territorio magico (Centro DI, 1971); L’ideologia del traditore (prima edizione 1976); La Transavanguardia italiana, (Politi, 1980); Dialoghi d’artista (Skira, 2008), Enciclopedia delle arti contemporanee. I portatori del tempo (Electa, 2010).