Les Uns et Les Autres – A recomposed Bolero

Napoli - 20/12/2019 : 29/02/2020

Tre generazioni di artisti in dialogo lungo il crinale della storia contemporanea e del nuovo provvidenzialismo.

Informazioni

  • Luogo: PRIMOPIANO
  • Indirizzo: Via Foria 118 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 20/12/2019 - al 29/02/2020
  • Vernissage: 20/12/2019 ore 19
  • Curatori: Antonio Maiorino Marrazzo
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: La mostra sarà visitabile su appuntamento fino al 29 febbraio 2020

Comunicato stampa

ES UNS ET LES AUTRES

A RECOMPOSED BOLERO
a cura di Antonio Maiorino Marrazzo

Vernissage: 20 dicembre 2019 h.19:00 > 22:30
Galleria PrimoPiano – Via Foria, 118 Napoli

La mostra sarà visitabile su appuntamento fino al 29 febbraio 2020

ARTISTI:
Chiara Arturo | Pasquale Autiero | Elvira Buonocore | Zehra Çırak e Jürgen Walter | Cristina Cusani | Piotr Hanzelewicz | Mario Laporta | Pietro Lista | Salvatore Manzi | Roberto Marchese | Peppe Pappa | Massimo Pastore | Pier Paolo Patti | Jasmine Pignatelli | Antonella Raio | Lucio Rosato | Roxy in the box | Anna Santonicola | Karen Stuke | Andrea Tarantino | Attila Tremblay | Ciro Vitale | Oni Wong |Luca Zanier | MACRO Roma Residenza ‘Vicinanze Day-4’ (collettivo)

PrimoPiano è lieta di presentare il progetto espositivo collettivo
‘Les Uns et Les Autres – A recomposed Bolero’

Tre generazioni di artisti in dialogo lungo il crinale della storia contemporanea e del nuovo provvidenzialismo. Ventisei artiste e artisti in un convivio visivo e sonoro che trascende l’ordine temporale pur avendo il suo avvio nella cronografia e nell’evidente atteggiamento culturale che ha considerato la storia come accumulazione di progresso e di irreversibile verità.
Le idee di coesione, che avevano animato le nazioni europee alla fine della seconda guerra mondiale, condussero alla costruzione di una Europa unita pronta a respingere ogni tentativo di scontro militare tra i contraenti. In pochi decenni tale coesione è andata frantumandosi con crescenti fronti nazionalisti/sovranisti con non pochi sospetti che il vecchio continente sia ormai terreno di conquista delle potenze mondiali.

Ventisei artiste e artisti: dagli artisti nati mentre la seconda guerra sconvolge e devasta l’Europa, facendo diventare ancora più intensa la sua profonda crisi di continente, non più centro che struttura il pensiero universale (Croce parlò di finis europae), fino agli artisti nati mentre il muro di Berlino viene abbattuto dal popolo della Germania Est e che vivono pienamente la fase storica post-ideologica.

Il progetto espositivo attraversa la polverizzazione degli ideali del XX secolo e si confronta con la contemporaneità degli uni e degli altri in una ricomposizione/riproposizione di quegli ideali che animarono un mondo e che sembrano spegnersi sotto le ceneri dell’ignavia o bruciare sulle alte fiamme dell’egoismo in questo primo ventennio del XXI secolo.

LES UNS ET LES AUTRES | A recomposed Bolero sarà una esposizione/laboratorio con ulteriori innesti e interventi con impossibilità di calendarizzazione perché in continua composizione.





Informazioni sul titolo del progetto espositivo

Nel 1981 il cineasta francese Lelouch realizzò il film dal titolo ‘Gli uni e gli altri’ utilizzando, senza alcuna remora intellettualistica o idea di ‘purezza autoriale’, vari generi che si intersecano, si incrociano, si sovrappongono come accade alle storie delle quattro famiglie protagoniste.
Film storico, sociale, musicale. L’elemento che riunirà le dolorose storie che hanno attraversato questi mondi nel corso della seconda guerra mondiale, in un atto finale di catarsi, sarà l’arte; la musica e nello specifico il Bolero di Maurice Ravel composto nel 1928 e la danza nella memorabile coreografia di Maurice Béjart interpretata da Jorge Donn.

Informazioni sul compositore del Recomposed Bolero
Andrea Tarantino, direttore d’orchestra e compositore, ha realizzato per questo progetto un Bolero ripreso e ricomposto dai suoi scritti giovanili: “…ricordo cosa provavo nello scriverlo, sentivo ogni variazione come uno scalino dell’esistenza da affrontare sempre con dignità e forza. E poi sentivo la parte finale come il raggiungimento della libertà, quella vera.”