L’eredità di un sogno

Bologna - 28/01/2012 : 28/01/2012

Happening party: L'eredità di un sogno, per Arte Fiera OFF. Il progetto è articolato in una mostra fotografica che verrà proiettata in modalità di installazione durante la serata. Una performance di teatro contemporaneo e un party a tema.

Informazioni

Comunicato stampa

Happening party: L'eredità di un sogno, per Arte Fiera OFF

Questo progetto è stato creato per Pas d’Abitude un’idea creativa che raggruppa in una serie di appuntamenti alcune realtà culturali della città di Bologna.

Nello specifico l’associazione culturale Broche inserisce L’eredità di un sogno tra gli eventi della settimana di ArteFiera.

Sabato 28 gennaio 2012 l’evento si terrà nell’ex Teatro San Leonardo ora "Sì" in via San Vitale a Bologna e si inserirà nel programma della Art White Night

Il progetto è articolato in una mostra fotografica che verrà proiettata in modalità di installazione durante la serata. Una performance di teatro contemporaneo e un party a tema.

Il soggetto drammaturgico dell’evento L’eredità di un sogno è il cappellino da donna:

“una raccolta di cappellini d’epoca ereditati sarà il pretesto per pensare alla decadenza pop della nostra società”

la mostra fotografica sarà un percorso storico della modisteria del ‘900, con scatti di Stella Bonasoni e cappelli della raccolta Broche.

Per il party (22:30) dresscode consigliato cappellino vintage

Fiandrix dj e ETR dj

PAS D’HABITUDE /Sì*METRICA FRATELLI BROCHE e inaugurazione “Un’opera per la porta del Sì” (in collaborazione con ARTE FIERA OFF E ART WHITE NIGHT) Sabato 28 gennaio 2012 per Sì*metrica (sezione Pas d’Habitude), in collaborazione con Arte Fiera Off, al Sì di Via San Vitale 67, Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino presenta l’inaugurazione dell’installazione vincitrice del bando “un’opera per la porta del Sì”, dedicato a giovani artisti, quest’anno alla sua seconda edizione. A seguire, la performing-art factory Fratelli Broche presenta la mostra e performance “L’eredità di un sogno (storia del cappellino nel '900)”,. Il Sì è atelier di Teatrino Clandestino e luogo nel quale oltre alle attività produttive della compagnia si snodano progetti realizzati in ascolto della città e dei suoi artisti.
Programma:
ore 18.30
inaugurazione della nuova opera per la porta del Sì. Apre alla cittadinanza l’installazione del giovane artista vincitore della seconda edizione del bando “un’opera per la porta del Sì”,
installazione fotografica curata da Fratelli Broche: L'eredità di un sogno (storia del cappellino nel '900) scatti di Stella Bonasoni
ingresso gratuito
ore 22.30 performance di Fratelli Broche L'eredità di un sogno (storia del cappellino nel '900)
e a seguire: Ascot Party con dj Fiandrix, dresscode consigliato: sbizzarrisciti col cappellino.
Ingresso 6 euro una collezione di cappellini d’epoca, che attraversano temporalmente l’arco del novecento, è il focus da cui sono state realizzate un’installazione fotografica e una performance di teatro contemporaneo. L’idea è quella di portare in scena il cappello rendendolo protagonista per evidenziarne la storia e il ruolo simbolico che ha avuto nella società moderna. Abbiamo scelto Arte Fiera Off per adottare l’esposizione come modalità comunicativa e l’ibrido arte-moda ancor più in questo momento storico è l’ideale substrato alfabetico su cui costruire drammaturgie possibili. L’happening L’eredità di un sogno è ideata e curata da Fratelli Broche, gli scatti fotografici sono di Stella Bonassoni, la performance è realizzata da Fratelli Broche. Durante la serata il pubblico verrà intrattenuto da un dj-set.
Pas d'Habitude
Pas d'Habitude è un palinsesto di spettacoli nato dalla volontà di alcuni artisti di presentare al Sì le proprie opere. La compagnia Fiorenza Menni/Teatrino Clandestino, in seguito alle richieste di numerose compagnie teatrali, ha scelto di aprire il proprio atelier per valorizzare il fermento creativo esistente, per sostenere gli artisti e le loro produzioni attraverso una cornice che racchiude le presentazioni pubbliche dei loro spettacoli.
Un calendario di appuntamenti che propone alla città di Bologna di incontrare artisti provenienti da diverse città d'Italia, che hanno riconosciuto nel Sì un luogo prezioso per rendere visibile il proprio lavoro.
Ad oggi partecipano e sostengono il progetto Pas D'Habitude: Anna Amadori (Bologna), ErosAntEros (Ravenna), Fratelli Broche (Bologna), Kataklisma (Roma), Daniele Timpano (Roma), Rossella Dassu-Andrea Fugaro-LucaPiga (Bologna), Stefano Questorio (Bologna), Macellerie Pasolini (Bologna). Ha inoltre collaborato all'attuazione e alla cura del progetto Eva Geatti, artista visiva e perfomer residente a Bologna. Il Sì e Sì*metrica di teatrino Clandestino
A partire dal 2008, anno di concessione dell'atelier a Teatrino Clandestino ad opera del Comune di Bologna, la compagnia ha sviluppato una forma di relazione aperta con la città, configurando il Sì come luogo in grado di contenere una varietà di proposte e progettualità, che trovano una propria collocazione nel progetto Sì*metrica la cui prima edizione ha inaugurato nel gennaio 2011 e che quest’anno arricchisce ulteriormente la sua proposta. Il bando per giovani artisti, di età compresa tra i 15 e 30 anni risponde precisamente alla volontà della compagnia di aprire le porte del proprio atelier ad altri soggetti, che con le proprie forme e modalità di intervento lo arricchiscono di lavoro e tempo per l'elaborazione e lo studio di progetti specifici. I Fratelli Broche
Queste collaborazioni si inseriscono all'interno della vocazione del Sì che è quella mantenersi in ascolto di quei soggetti che, con i loro percorsi autonomi di creazione e studio, desiderano aprire un dialogo con altri nuclei artistici e relazionarsi con il territorio, e offrire visibilità a giovani creativi del territorio
I Fratelli Broche
Fratelli Broche si occupa di performing-art e divulgazione delle arti applicate con particolare attenzione al settore della moda d’epoca. Ha ricevuto riconoscimenti nel settore della performing-art ed ha instaurato collaborazioni organizzative con uffici istituzionali.
I fratelli Broche sono un gruppo che attingendo dalle discipline di teatro e danza si occupa di ricerca in ambito performativo, video e installazione.
Il loro lavoro è miscellanea e ossimoro di estetica decadente e POP; nell’ immaginario del gruppo oggetti e spazi divengono conturbanti, perché sconvolti dalla loro quotidianità. Le caratteristiche della fiaba vengono introdotte come sublimazione dell'abisso psicologico. Le icone familiari perdono i confini della familiarità e l'ambiguità viene usata come metodo di espressione catalizzatrice. L'ironia porta alla trasfigurazione dei simboli rendendoli familiari e anche se perturbanti divengono innocui, finendo così per perdere la pesantezza acquisita dalla storia. Le convenzioni della società vengono indossate e interpretate per essere distrutte e divorate da dentro.