Lenz Rifrazioni – I Promessi Sposi

Parma - 13/05/2014 : 23/05/2014

Il percorso di ricerca ultradecennale, unico in Europa per intensità e risultati espressivi, di Lenz Rifrazioni con gli attori “sensibili”, ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva, si innesta qui sulla messinscena del grande romanzo storico manzoniano alla ricerca di una visione irrazionale e provvidenziale del teatro contemporaneo.

Informazioni

  • Luogo: LENZ TEATRO
  • Indirizzo: Via Pasubio 3/e - Parma - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 13/05/2014 - al 23/05/2014
  • Vernissage: 13/05/2014 ore 21
  • Generi: teatro
  • Orari: Calendario repliche 13, 14, 16, 17, 18, 21, 22, 23 maggio ore 21
  • Biglietti: intero Euro 10, ridotto Euro 8,00 (over 60, studenti universitari, dipendenti AUSL con prenotazione obbligatoria e fino ad un massimo di 5 ingressi ridotti a replica).

Comunicato stampa

Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto lo scorso novembre nell’ambito della 18a edizione di Natura Dèi Teatri, ritornano a Lenz Teatro dal 13 al 23 maggio, “I Promessi Sposi” di Lenz Rifrazioni, una creazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, per il Bicentenario Verdiano, avvio del nuovo progetto biennale di creazioni sceniche dedicate all’opera di Alessandro Manzoni



Il percorso di ricerca ultradecennale, unico in Europa per intensità e risultati espressivi, di Lenz Rifrazioni con gli attori “sensibili”, ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva, si innesta qui sulla messinscena del grande romanzo storico manzoniano alla ricerca di una visione irrazionale e provvidenziale del teatro contemporaneo.
Al centro della ricerca drammaturgica di Lenz è l’opera fondativa della lingua italiana ritrascritta, come le precedenti riletture della classicità, in visioni contemporanee e rigenerata con estremismo linguistico e antiretorico da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto.
Capolavoro della letteratura italiana, il romanzo della riscossa degli umili e degli esclusi dalla cittadinanza viene qui scomposto in ventiquattro grandi quadri performativi e visuali installati nello spazio monumentale della Sala Majakovskij di Lenz Teatro di Via Pasubio.

Artefici di questa nuova riscrittura drammatica sono gli attori “sensibili” Frank Berzieri, Giovanni Carnevale, Carlo Destro, Paolo Maccini, Andrea Orlandini, Delfina Rivieri, Vincenzo Salemi, Carlotta Spaggiari, Barbara Voghera insieme al nucleo di attori storici di Lenz Valentina Barbarini, Monica Bianchi, Roberto Riseri, Elena Sorbi.
Molti sono i nodi che caratterizzano la vita degli attori di questi “Promessi Sposi”, alcuni sono già stati tagliati nel corso di questi dodici anni di pratica artistica comune, molti sono ancora strettamente intrecciati tra la storia di ognuno e il presente che trae la propria energia da una passione ripetuta di riscatto e reincarnazione. La presa di possesso dei personaggi manzoniani da parte di questi “magnifici umili” diventa una contemporanea rivolta del pane e una ribellione all’oblìo, una pestilenza benefica che costringe alla malattia dell’uguaglianza e alla misericordia dell’attore tragico, di intransigente moralità come l’uomo verdiano.
Melodramma e romanzo si intrecciano nelle ricostruzioni di vite vissute davvero, personaggi manzoniani e verdiani si sovrappongono e si fondono tra identità perdute e ricostruite su di un canovaccio personale che ritrova percorsi comuni, identiche epifanie e uguali sofferenze in un unico grande affresco di verità e rappresentazione.

Il testo recitato è una composizione di frammenti originali, dissertazioni e rielaborazioni filtrate da memorie differenti, substrati di episodi di vita realmente vissuti o immaginati, concerto polifonico di dialoghi metafisici e metapsicologici ma continuamente rientranti e di nuovo uscenti nella corsia maestra del rimando testuale originario.
La moltiplicazione dei personaggi – due Lucia, tre monache di Monza (bambina-donna-vecchia) – la fusione schizofrenica con alterazione timbrica in un unico attore dell’Innominato e del Cardinale Borromeo, l’allegato arbitrario della morte di Don Rodrigo ripresa dal “Fermo e Lucia”, il tremore coreografico di Don Abbondio e il suo interrogarsi sull’amore fisico, sono alcuni dei passaggi metalinguistici più significativi concessi da una drammaturgia libera quanto un blank verse shakespeariano.
Anche la visione dello spettatore è libera e deambulante, invitata a sostare frontalmente allo svilupparsi dell’azione principale ma con ampia possibilità di mutare il proprio punto di vista, attardarsi o precedere la sequenza in atto essendo la scena fisica e virtuale permanentemente attiva senza soluzione di continuità o intervalli. Tutto vive e accade hic et nunc, tutti i dieci attori abitano la scena contemporaneamente nel “Paese delle Stanze Luminose”.

La ricerca musicale di Andrea Azzali è realizzata sul “Requiem” di Giuseppe Verdi. Il metodo di lavoro si è sviluppato su due differenti procedimenti che conducono ad un unico risultato: la ri-drammatizzazione del “Requiem” all'interno della drammaturgia de “I Promessi Sposi” e alla riscrittura della partitura originale nelle sue prime dodici battute ri-assemblate in un nuovo elemento che rinvia ad un ricordo-oblìo della struttura originaria. Il continuo rimando corre di pari passo con lo svilupparsi delle sequenze teatrali che delineano la nuova scrittura narrativo/segnica sul doppio binario personaggio-attore sensibile.

Il progetto è realizzato con il sostegno di Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche AUSL Parma, Comune di Parma, Provincia di Parma, Regione Emilia-Romagna, Mibac - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Monte di Parma, Banca Monte Parma, Camera di Commercio di Parma, Aurora Domus Cooperativa Sociale, in collaborazione con il Centro Polifunzionale “P. Corsini” di Pellegrino Parmense.


Calendario repliche
13, 14, 16, 17, 18, 21, 22, 23 maggio ore 21

Biglietti: intero Euro 10, ridotto Euro 8,00 (over 60, studenti universitari, dipendenti AUSL con prenotazione obbligatoria e fino ad un massimo di 5 ingressi ridotti a replica).

Info e prenotazioni: Lenz Teatro, Via Pasubio, 3/e, Parma
T. + 39.0521.270141
[email protected] | www.lenzrifrazioni.it

I PROMESSI SPOSI
da Alessandro Manzoni
creazione Maria Federica Maestri, Francesco Pititto
imagoturgia Francesco Pititto
regia, installazione, costumi Maria Federica Maestri
musica Andrea Azzali_Monophon

interpreti
Valentina Barbarini, Franck Berzieri, Monica Bianchi, Giovanni Carnevale,
Carlo Destro, Paolo Maccini, Andrea Orlandini, Roberto Riseri, Delfina Rivieri, Vincenzo Salemi, Elena Sorbi, Carlotta Spaggiari, Barbara Voghera

direzione scientifica Rocco Caccavari
responsabile progetto riabilitativo Paolo Pediri
organizzazione e cura Elena Sorbi, Ilaria Montanari
comunicazione e promozione Giulia Morelli
ufficio stampa leStaffette

luci Gianluca Bergamini, Nicolò Fornasini
assistentie alla regia Alice Scartapacchio
osservatorio critico Violetta Fulchiati

produzione Lenz Rifrazioni

progetto realizzato con il sostegno di
Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche AUSL di Parma

con il contributo di
Mibac - Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Parma
Comune di Parma
Fondazione Monte di Parma
Banca Monte Parma
Camera di Comercio di Parma
Aurora Domus Coop. Soc. O.N.L.U.S.

e in collaborazione con Centro Polifunzionale “P.Corsini” di Pellegrino Parmense


Ufficio Stampa leStaffette [email protected]
Raffaella Ilari, mob. +39.333.4301603
Marialuisa Giordano, mob. +39.338.3500177



ESTRATTI STAMPA

Se I Promessi Sposi illuminano il presente
di Laura Bevione, Hystrio
Manzoni nostro contemporaneo? Quanti studenti riderebbero a una simile ipotesi. Eppure se ci si addentra ne I Promessi Sposi abbandonando idiosincrasie e noiose nozioni scolastiche, si possono riconoscere insospettate illuminazioni e riflessioni sullo stato dell’umanità nel ventunesimo secolo. Un itinerario che Francesco Pititto e Federica Maestri hanno compiuto accompagnati, oltre che dagli storici performer di Lenz, da un nutrito gruppo di attori “sensibili”, ossia ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva.
Una comunità eterogenea, dunque, ma compatta nell’interrogare un’opera e il suo autore, in una sorta di incalzante brainstorming collettivo che consente di riconoscere inediti ma lampanti parallelismi fra l’assalto ai forni di Milano e la discesa in piazza dei troppo cassaintegrati di oggi; l’addio ai luoghi natali e il minacciato sfratto da uno spazio teatrale vivo e pulsante; il candido amore fra Renzo e Lucia e il legittimo desiderio di tante coppie di vivere insieme. Mediazioni e suggestioni armoniosamente interpolate al teso del romanzo, a sua volta smontato e rimontato, con cura e ineccepibile fedeltà. Un lavoro drammaturgico in ventiquattro scene, agite all’interno di uno spazio articolato e suggestivo: sei “stanze luminose”, collegate l’una all’altra da tende semitrasparenti. [...] Queste, occupate da nudi materassi, rimandano certo al lazzaretto ma ribadiscono anche, con discreta ma dirompente potenza, la prospettiva scelta da Manzoni e fatta propria dalla compagnia parmense: raccontare la storia con gli occhi degli ultimi. Un’azione che, quando è compiuta senza paternalismo bensì con sincera convinzione, può portare a uno spettacolo denso di emozioni e di pensieri come questo: una generosa rivolta contro tutte le ingiustizie che le musiche, ispirate al Requiem di Verdi – composto proprio per Manzoni – amplificano con struggente impeto etico.


I manzoniani Promessi Sposi, secondo Lenz Rifrazioni
di Giuseppe Di Stefano, Ilsole24 ore.com
In questa rielaborazione operata da Lenz, di straordinaria ed emozionante sintesi, le vicende manzoniane sono tracce fisiche di anime che si muovono dentro un habitat di stanze con materassi sparsi che diventano giaciglio, lazzaretto, piedistallo. [...] Nel panorama teatrale contemporaneo Lenz Rifrazioni, con la loro grammatica scenica-installativa, la rigorosa pratica artistica, l'esclusivo linguaggio estetico, il radicale senso espressivo, rappresentano una compagine unica, per la quale la parola "ricerca" continua ad essere motore della loro visione. Da Shakespeare a Goethe, da Ovidio a Kleist, ogni nuova elaborazione drammaturgica è un autentico viaggio dentro una visione del mondo. E dell'uomo. [...] [I personaggi] hanno la fisicità, fragile e potente allo stesso tempo, di un gruppo di attori "sensibili". Sono ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva [...]. Recitano senza filtri, tra verità e rappresentazione, aderendo al loro vissuto e alle loro emotività, controllata da parole recitate, "dette", che fungono da griglia, creando contemporaneamente una distanza e una immedesimazione con i personaggi della storia. Storia di umili, di ultimi, di esclusi, di semplici. Come lo sono loro. [...] Nell'enorme stanzone che ci accoglie, la visione scenografica è folgorante. Una luminosa installazione a forma di edificio quadrato, sezionato da alti velari grigi che creano una serie di stanze interconnesse da ampie fessure negli angoli, schiuse sulle pareti e sul percorso da uno spazio all'altro. [...] E di rimandi pittorici vive la scenografia attraverso proiezioni sui velari che sono finestre dentro le quali vivono corpi allungati che ricordano le sculture di Giacometti, le figure di Modigliani, o di El Greco. Ma tutta la messinscena vive di arte figurativa: un impianto che respira col magma sonoro drammatizzato da Andrea Azzali partendo dalla rielaborazione musicale del "Requiem" di Verdi. Tutti i concetti dell'opera manzoniana – oppressione, debolezza, viltà, sottomissione, giustizia e ingiustizia, sofferenza, espiazione, speranza – trovano, dentro questa texture, una forte enfasi.

Renzo e Lucia a teatro sfidano la malattia
di Fulvio Fulvi, L’Avvenire
Spiazza, scarnifica, emoziona lo "spettacolo totale" che ogni sera si rappresenta nella sala Majakovskij di Lenz Teatro. [...] Protagonisti, dieci ex lungodegenti psichici, persone con disturbi mentali, attori ipersensibili che sanno strappare dalla propria anima turbamenti profondi e paure per prestarli ai personaggi manzoniani. I quali, così, tornano a vivere destando nuovi stupori. Anche la lingua del Gran Lombardo qui diventa molteplice e impura seguendo le forme della disperazione: urla strozzate, lamenti, dialettismi si mischiano con le note struggenti e potenti della Lacrimosa dalla ‘Messa da Requiem’ di Verdi. Ma la parola non viene mai sopraffatta. [...] Non esiste il palcoscenico nella grande sala dell’ex scatolificio di via Pasubio trasformato in un luogo teatrale di inevitabile contemporaneità: spettatori e attori si muovono sullo stesso piano inseguendo gli sguardi l’uno dell’altro in prospettive sempre diverse, separati solo da paratìe di tela trasparente che ripartiscono, come finestre di una basilica medievale, l’enorme spazio centrale in 6 stanze dove accadono, nella più disarmante originalità, le celebri vicende del romanzo. [...] Ventiquattro situazioni drammaturgiche rafforzate da video- immagini dove i personaggi sono mostrati nella loro solitaria e cruda pazzia. [...] Schizofrenici, autistici, psicotici, down: ognuno ha la sua storia di sofferenze, le sue voglie di tenerezza, le inibizioni, le ambiguità, e una rivolta interiore inespressa. Alterazioni della voce, cambiamenti di umore, silenzi improvvisi, corpi che vibrano o si rannicchiano come feti: tutto viene mostrato al pubblico, senza l’intento di provocarne la morbosità ma per avvicinarlo al Mistero che si rivela attraverso i limiti dell’umano.

Come sono sensibili Renzo e Lucia
di Alessandra Bernocco, EuropaQuotidiano.it
[...] ambientato in sei ‘gabbie’ comunicanti, simmetricamente disposte, dalle pareti di tulle che offuscano la vista e invitano al pudore. Ognuna restituisce un frammento di vita strappato al fluire dell’umana esperienza, un’istantanea, un incontro, un breve dialogo che timidamente si instaura tra personaggi che ben conosciamo, sorpresi nella loro friabilità. [...] Ne I promessi sposi c’è tutto, la nostalgia, la speranza, il desiderio, il distacco, il coraggio e la pavidità, la coerenza e il rigore degli umili e l’arroganza dei forti, e prendere a prestito le avventure di questi piccoli eroi che un po’ ci assomigliano è un affondo nell’anima e nei meccanismi che regolano i nostri rapporti con gli altri.

I Promessi Sposi cyberpunk di Lenz Rifrazioni
di Andrea Alfieri, Krapp’s Last Post
Una condensazione di luoghi metafisici in dissolvenza verso un richiamo al lazzaretto, o ai sotterranei dell'anima creativa. [...] Renzo e Lucia non avrebbero potuto chiedere di meglio: vedere materializzata la loro travagliata vicenda spogliata dal romanticismo manzoniano e scrutata nei suoi più intimi tormenti, nelle sue angosce e nei suoi incubi, per ridare valore concreto al loro intricato vissuto. [...] Ci si ritrova quindi in un cosmo sensoriale parcellizzato da una ricerca musicale basata sul Requiem di Verdi, ri-assemblato all'interno della drammaturgia e intrecciato in un magma sonoro che dialoga con voci sparse e allucinate, che percorrono questi cunicoli installati nel cemento degli spazi ex industriali del teatro Lenz, dove si depositano i turbamenti e le paure che questi “magnifici umili” strappano dalla propria psiche per offrirli ai personaggi manzoniani.