Lenti divergenti sulle social practices

Bologna - 25/01/2014 : 25/01/2014

In occasione di Art City 2014 si svolgerà il talk Lenti divergenti sulle social practices. Case study Bologna per coinvolgere punti di vista differenti che rifletteranno sulle pratiche partecipative in arte e nel sociale, analizzandone i processi di sviluppo e realizzazione.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione di Art City 2014 si svolgerà il talk Lenti divergenti sulle social practices. Case study Bologna per coinvolgere punti di vista differenti che rifletteranno sulle pratiche partecipative in arte e nel sociale, analizzandone i processi di sviluppo e realizzazione.



Lenti divergenti è il primo appuntamento a Bologna di presentazione el progetto "wave equation_pratiche di attivazione", di AnnaMaria Tina e Katia Baraldi. Wave equation_pratiche di attivazione è un dispositivo di analisi e azione di arte pubblica che presenta una tensione costante verso i cambiamenti socio-politici della contemporaneità





Visioni divergenti, sguardi obliqui, per iniziare a fare il punto su pratiche che hanno raggiunto il riconoscimento del "sistema arte" e l'avallo delle istituzioni pubbliche che sempre più spesso le sostengono e promuovono.

Wave equation_ pratiche di attivazione per "Lenti divergenti" ha scelto voci provenienti dalle discipline filosofiche, dalla sociologia, dal mondo della comunicazione, dall'architettura, dal sistema dell'arte e dal mondo dell'associazionismo cittadino:



Daniele Lupo e Angelika Burtscher fondatori Lungomare Gallery, Bolzano,

Emilio Fantin, artista, Bologna,

Roberto Grandi, docente di Sociologia di processi culturali e comunicativi, Università degli Studi di Bologna, Alessandro Miti, socio dello Studio Ciclostile Architettura, Bologna,

Andrea Sassi, fondatore e direttore Galleria Dispari&Dispari Project, Reggio Emilia,

Anna Stuart Tovini fondatrice portale culturale undo.net,

Portavoce del Gruppo Residenti in Via Fondazza, Bologna.





Saranno inoltre presentate al pubblico, per la prima volta, le nterviste alle varie figure professionali che si occupano di pratiche partecipative, raccolte negli ultimi mesi:

Mili Romano, artista e curatrice:

Emilio Fantin, artista,

Pierluigi Musarò e Gliulia Allegrini, dipartimento di sociologia dell'Università degli Studi di Bologna,

Elisa Del Prete, curatrice e fondatrice di Nosadella.due art residence;

Giusy Checola, curatrice e ricercatrice per l'International Award for Exellence in Public Art



L'azione partecipativa, considerata nel suo bisogno di collaborazione attiva con le persone e col tessuto sociale in un’ottica di scambio e arricchimento di competenze, ha reso la collettività contemporaneamente protagonista e testimone del suo agire e tende sempre più a rapportarsi con criteri di efficienza e valutazione dei risultati, con una tensione che la porta a confrontarsi con gli intenti di progettualità delle scienze sociali, oltre che del mondo dello spettacolo.

Bologna,con la sua perspicua attenzione nei confronti dei progetti di arte pubblica e di arte partecipativa e la sua lunga storia di associazionismo e collaborazione attiva e partecipata, tanto da aver creato una propria tradizione, ci sembra il luogo più adatto per poter attivare un'analisi critica su quanto è stato realizzato. Si vogliono mettere in evidenza i meccanismi vincenti tanto quanto gli aspetti meno funzionali,tentando un primo bilancio su queste modalità di azione artistica e di pratica sociale. L'intento è di innescare contemporaneamente nuove energie.



La scelta della Biblioteca Roberto Ruffilli, come luogo dell'iniziativa è collegata alla sua vocazione per le discipline artistiche e per il suo ruolo – ormai consolidato dalle diverse attività culturali promosse – di catalizzatore di saperi e competenze diverse. La biblioteca è luogo di circolazione e diffusione di idee, dove la parola cultura si declina in diversi modi e in particolare in azioni che non si esauriscono all’interno della struttura ma si espandono all’esterno nel contesto sociale.



Nel mese di febbraio 2014 sarà realizzato un appuntamento-confronto con gli abituali utenti della biblioteca per raccogliere opinioni e punti di vista riguardanti il concetto di "partecipazione" (nelle sue forme più varie, dalle scelte che si esplicano nei social network e attraverso il web, all’azione sociale condivisa) e restituire al luogo che ha ospitato il nostro appuntamento un apporto di idee che possa entrare a far parte del suo patrimonio culturale.