Le pietre di via Roma

Torino - 30/10/2013 : 08/12/2013

Il Museo Regionale di Scienze Naturali in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ne ripercorre tappe e storia utilizzando come strumento di lettura le numerose tipologie di pietre scelte per la sua costruzione, un vero e proprio monumento all’industria lapidea nazionale, in più di un caso usate qui per la prima volta, con ardite soluzioni tecnologiche di infissi ed apparati illuminotecnici.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE
  • Indirizzo: Via Fanti 17 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 30/10/2013 - al 08/12/2013
  • Vernissage: 30/10/2013 ore 18
  • Generi: documentaria
  • Orari: 15 > 19 | dal mercoledì al venerdì | 10 > 19 sabato e domenica
  • Biglietti: € 3,00 intero - € 2,50 ridotto

Comunicato stampa

Il 28 ottobre 2013 Via Roma compie 75 anni. Il Museo Regionale di Scienze Naturali in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ne ripercorre tappe e storia utilizzando come strumento di lettura le numerose tipologie di pietre scelte per la sua costruzione, un vero e proprio monumento all’industria lapidea nazionale, in più di un caso usate qui per la prima volta, con ardite soluzioni tecnologiche di infissi ed apparati illuminotecnici.
La mostra prende spunto da una tesi di laurea magistrale in Scienze per i Beni Culturali (2011) di Valentina Berra



L’esposizione “LE PIETRE DI VIA ROMA rilievi architettonici e petrografici dei portici monumentali” che si inaugura mercoledì 30 ottobre, alle ore 18, presso il Centro congressi Torino Incontra, mette in luce la connessione tra forma e materiali e tra materiali e territorio.
Le risorse lapidee sono da sempre uno dei principali componenti dell'edilizia: la conoscenza delle loro caratteristiche minero-petrografiche, dell’uso e delle tecniche di coltivazione dall'Antichità ad oggi, può fornire un ampio panorama del significato storico e culturale, sottolineando l'importanza di un'attività economica rilevante nella storia e nello sviluppo delle diverse civiltà del Mediterraneo.

La ricchezza dei lapidei chiamati nei secoli a formare pavimentazioni, monumenti e palazzi, impreziosire chiese, vetrine e passages commerciali, a tradursi in opere mirabili di ingegneria, rappresenta al meglio il legame della città con il suo territorio e il ruolo di laboratorio di saperi, realtà produttive, che la capitale sabauda ha rivestito per lungo tempo. E’ questa la ricchezza che si avverte percorrendo i portici monumentali lungo gli assi rettori del centro storico, che regalano alla cittadinanza boutiques di lusso incastonate in fughe imperturbabili di arcate.


La storia di via Roma ha inizio nel 1587 quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia commissionò all’architetto Ascanio Vitozzi il progetto di una nuova via porticata.
Le mille vicissitudini incontrate durante la realizzazione della Contrada Nuova, come venne chiamata, portarono alla sua inaugurazione soltanto trentadue anni dopo, sotto la direzione dei lavori di Carlo di Castellamonte che realizzò una via più stretta, senza portici ma con un ampliamento verso Sud, cioé la Contrada di Porta Nuova.
La via sopravvisse pressoché immutata al crollo dell’Ancien Régime, eccetto la Porta Nuova che ne segnava la fine. Lo spiazzo risultante venne in seguito occupato dagli edifici dell’attuale piazza Carlo Felice.
Nel 1848, con l’attestamento della ferrovia sul lato meridionale del piazzale, la via divenne accesso preferenziale alla città che esigeva ormai urgenti cambiamenti urbanistici per quel tratto di arteria. Tuttavia, al di là dell’unificazione toponomastica di Contrada Nuova e Contrada Porta Nuova, rinominatain Via Roma, il suo rinnovamento arrivò soltanto nel 1924 con l’avvio di un piano organico di demolizioni e ricostruzioni, secondo un progetto che contiene alcuni dei caratteri che ancora oggi contraddistinguono la via: portici, allargamento a 18 metri, frazionamento degli isolati castellamontiani, nuovo tono borghese dell’insieme.
I lavori del tratto compreso tra piazza Castello e piazza San Carlo, iniziati nel 1931 sotto il regime fascista con un bando che vincolava all’impiego della pietra per i percorsi coperti e all’osservanza di un non meglio precisato stile settecentesco, si conclusero il 28 ottobre 1933.
Il risanamento del secondo tratto, tra piazza San Carlo e piazza Carlo Felice, portato a termine in poco più di tre anni, si svolse nel segno di un modernismo intriso di classicismo, secondo il gusto della nuova classe politica.
Il 28 ottobre 1938 Via Roma veniva inaugurata e aperta al traffico.

Le foto storiche sono su concessione dell'Archivio Storico della Città di Torino.