Lapo Simeoni – Laboratorio Oceanico

Roma - 28/09/2019 : 30/10/2019

Il Laboratorio Oceanico curato da Camilla Boemio, in collaborazione con AAC Platform, sviluppato al Museo Orto Botanico di Roma, fa parte del programma esteso e parallelo di Climate Justice for a Living Ocean curato da Ocean Archive— un network di eventi autonomi che si svolgeranno il 28 Settembre, 2019.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO ORTO BOTANICO
  • Indirizzo: Largo Cristina Di Svezia 24 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/09/2019 - al 30/10/2019
  • Vernissage: 28/09/2019 ore 16,30
  • Autori: Lapo Simeoni
  • Curatori: Camilla Boemio
  • Generi: arte contemporanea

Comunicato stampa

Laboratorio Oceanico
Lapo Simeoni
A cura di Camilla Boemio

Museo Orto Botanico / Roma
tel: 39 0649917107 (Biglietteria - Ticket Office)
https://web.uniroma1.it/ortobotanico/

Giornate:
Sabato pomeriggio 28 Settembre dalle ore 16.30 alle 18.30
Opening mostra di Lapo Simeoni e sviluppo del programma relativo alla collaborazione con Ocean Archive

Domenica pomeriggio 29 Settembre dalle ore 15 alle 18.30
Performances sonore diffuse nel parco realizzate da Giorgio Staffolani, divise in tre sessioni di venti minuti che avverranno alle 15, alle 16, ed alle 18



Dal 28 Settembre – al 30 Ottobre
(negli orari e nelle giornate ordinare di apertura del museo)
L’Installazioni realizzate dell’artista Lapo Simeoni rimarranno al Museo Orto Botanico fino al 30 Ottobre


Il Laboratorio Oceanico curato da Camilla Boemio, in collaborazione con AAC Platform, sviluppato al Museo Orto Botanico di Roma, fa parte del programma esteso e parallelo di Climate Justice for a Living Ocean curato da Ocean Archive— un network di eventi autonomi che si svolgeranno il 28 Settembre, 2019. Questi eventi previsti in varie Istituzioni internazionali sono parallele al lancio di Ocean Archive, una piattaforma digitale per la ricerca collaborativa sull'oceano, in occasione del quinto rapporto di valutazione sull'oceano e la criosfera dell'IPCC.
Il Laboratorio Oceanico vuole anche porsi come appendice ed intervento attivo rispetto la settimana dedicata al Fridays for Future in vista del summit Onu.
Il programma al Museo Orto Botanico prevede la realizzazione di installazioni site-specific, performances sul suono, dibattiti tesi a sviluppare un senso di comunità esteso, relativo alla difesa dell’ambiente con un fulcro all’ideazione di un nuovo linguaggio sull'oceano, che coinvolga l’arte contemporanea, i cambiamenti strutturali, la scienza e si spera, anche del divertimento in uno dei musei più interessanti della capitale diretto dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza.
Le basi progettuali sono propense verso una visione poliedrica del tema nella quale la narrazione/e la sua costruzione di difesa del clima, e degli oceani; avviene non con un unico approccio filosofico-morale ma si apre a differenti prospettive etiche: dagli imperativi categorici di Kant al contratto sociale di Hobbes e Rawls, dall’etica aristotelica ai concetti di libertà, diritti e giustizia della filosofia politica.
La parte del programma al Museo Orto Botanico si compone attraverso la personale di Lapo Simeoni. L’artista traduce la sua ricerca e l'osservazione degli oceani in opere che esplorano i legami e la sedimentazione,strutturano un atlante di rimandi, mettendo in relazione scenari estesi in macroscala e riflessi del tesutto della città con l’interazione con il Tevere.
L’artista esplora una nuova dimensione dell'ecosistema; strutturando una narrazione fluida nella quale prende forma un percorso che si snoda tra le serre del Museo Orto Botanico con tre installazioni pensate appositamente per il progetto: la serra tropicale con Ophelia project + climate alarm signals, la .serra Corsini con Human history + Water cycle + climate change e la sala Bonsai con Tevere river findings / un installazione che si basa sul ritrovamento dei resti di scarto del fiume + video photo reportage e l’interazione con gli studenti e le persone interessate a collaborare nel ritrovare i materiali che riflettono il paesaggio del fiume Tevere, anche affiancando la fase di realizzazione dell’installazione con un lavoro progressivo nel quale il senso di comunità e di collaborazione saranno le basi stesse dell’opera.
Le ultime opere di Simeoni sono sostenute da una vasta gamma di connessioni personali, di frammenti del linguaggio scritto generati durante l'esecuzione dell'opera stessa, alla quale annette l'uso di materiali riciclabili e forme astratte con le quali il suo progetto genera il suo slancio, evolvendosi secondo una logica visiva-concettuale propria e riconoscibile. Condivide un codice, un allineamento che mette in gioco nel processo di significazione rispetto ai convenzionali arbitrari tra parola e immagine o forma, creando un'apprensione materiale e sensoriale con lo spazio.
Il programma prevede le performances sonore dal titolo Pulsazioni subacquee dell’emergente artista e musicista Giorgio Staffolani che si realizeranno nel pomeriggio di Domenica 29 Settembre in tre sessioni di venti minuti ognuna, dalle ore tre alle sei. Articolate in tre punti del parco saranno dei momenti immersivi in dialogo con lo spazio, le piante acquatiche e l’acqua; il percorso iniziarà intorno la Fontana dei Tritoni per arrivare alla Fontana del Rinascimento per poi concludersi con l’ultima performance nel laghetto.
Staffolani inizia da una riflessione sulla brutalità del suono emesso dai "rifiuti galleggianti", decidendo di rielaborarne ritmicamente il paesaggio sonoro, amplificando musicalmente il problema dell'inquinamento che sta contaminando le nostre acque. Il suono prodotto dagli oggetti di uso comune viene decontestualizzato e fatto ascoltare dal dentro amplificando il punto di vista dell'acqua. Le dinamiche ritmiche fatte di causalità, micro scontri, sfregamenti,(impatti che si creano tra un ramo di legno circondato da bottiglie di plastica e bottiglie di vetro), verranno riproposte utilizzando un set di percussioni. La rielaborazione musicale del rifiuto acquatico verrà così restituito e purificato attraverso il suono. Il suono del rifiuto, da vita ad uno "scarto di suono", memoria gestuale fattasi segno. L'aspetto geografico del problema, viene trasmutato in una geografia di gesti nusicali, volti a ricreare momenti di sospensione, di apnea e di risalita, proprio come un bottiglia in balia delle onde.

Maggiori informazioni ed integrazioni relative alle attività nel museo, le immagini delle installazioni, o/e alle bio degli artisti, curatori, saranno quasi giornalmente inserite nel blog http://aniconics.wordpress.com
Live stream on ocean-archive.org