La via dei laghi
La project room a cura di Rosita Ronzini nell’ambito della mostra NEVEr alone.
Comunicato stampa
Sabato 24 gennaio alle ore 17.00, nell’ambito della mostra NEVEr alone in corso a Casa Testori, inaugura la nuova project room La Via dei Laghi, a cura di Rosita Ronzini, visitabile fino al 28 marzo 2026. Il progetto nasce da un’azione partecipata e laboratoriale condotta dall’artista Simone Scardino (1995) con i bambini di Novate e prende avvio dall’osservazione dello stato attuale dei ghiacciai in scioglimento, trasformandone la drammaticità in occasione di immaginazione e possibilità. Da qui prendono forma nuovi laghi alpini, magici e fantastici, che diventano il cuore di una reinterpretazione poetica del paesaggio montano.
I nuovi bacini d’acqua, generati dallo scioglimento dei ghiacciai – simboli fragili e insieme potenti del cambiamento climatico – si trasformano in punto di partenza per un percorso che intreccia ricerca scientifica, immaginazione e partecipazione collettiva. La project room diventa così un laboratorio condiviso, in cui bambine e bambini sono invitati a “inventare” nuovi laghi, dando loro forma, nome e identità attraverso geografie immaginarie. Disegni, collage e maquette compongono una vera e propria “pista-gioco” installativa che anima lo spazio: un ambiente praticabile e poetico, dove la fantasia si fa esperienza concreta.
L’opera finale, costruita a partire dai gesti e dalle visioni dei partecipanti, restituisce una riflessione sul paesaggio come spazio in continua trasformazione, in cui natura e comunità si incontrano per immaginare insieme il futuro.
Le attività laboratoriali condotte da Simone Scardino in preparazione all’allestimento della project room sono state rese possibili grazie al finanziamento della Fondazione Comunitaria Nord Milano attraverso il bando Che bello essere noi!.
La Via dei Laghi, a cura di Rosita Ronzini, segue la prima project room melatonina, a cura di Greta Martina (chiusa lo scorso 17 gennaio), ed è parte integrante della mostra collettiva di arte contemporanea NEVEr alone, curata da Giacomo Pigliapoco e ospitata al piano terra di Casa Testori, dove gli artisti si confrontano con la neve nei suoi significati simbolici e poetici.
Al primo piano, i visitatori possono invece scoprire un focus sulla storica nevicata del 1985, in cui l’editoriale di Giovanni Testori dialoga con gli scatti realizzati dal fotografo Mario De Biasi (1923–2013) nei giorni di quell’evento eccezionale.
Il progetto NEVEr alone di Casa Testori è realizzato grazie al bando Olimpiadi della Cultura, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, ed è inserito nel calendario dei Giochi della Cultura. Progetto multidisciplinare, NEVEr alone nasce dall’editoriale di Giovanni Testori Benedetta tu, sorella neve, pubblicato il 17 gennaio 1985 sul Corriere della Sera in occasione della grande nevicata: una scintilla originaria da cui ha preso forma l’intero percorso espositivo.
Rosita Ronzini
(1996, Maglie)
È curatrice e ricercatrice che vive tra Torino e il Salento. Si forma in Cinema, Arti Performative e Media presso l’Università di Torino e in pratiche curatoriali presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. È fellow di ricerca presso CADSR e membro di After School. Attualmente è assistente curatrice al PAV – Parco Arte Vivente di Torino e fa parte di Collettivo Crampo, collettivo informale torinese attivo tra ricerca, curatela e pratiche educative. La sua ricerca esplora i temi della ritualità, del commoning e della resistenza ecologica nel contesto mediterraneo, costruendo connessioni tra arte, attivismo e sostenibilità.
Simone Scardino
(1995, Venaria Reale)
È artista visivo che vive e lavora a Torino. Si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, nel corso di Scultura. La sua ricerca indaga la relazione tra pratiche sociali radicali ed ecologie dei diversi ecosistemi, intrecciando cultura e natura in un dialogo costante. La sua pratica artistica, ispirata anche dall’esperienza di insegnante e coltivatore, si sviluppa in una dimensione sperimentale e transdisciplinare, abbracciando diversi linguaggi: scultura, video, performance, installazione, web art spesso utilizzati per la creazione di progetti di arte partecipata.