La sostanza dell’architettura

Torino - 03/04/2014 : 09/05/2014

Dall’atmosfera “romantica” che pervade le immagini di Guglielmet alla “solare” selezione di scatti che Patrizia Mussa dedica a La Grande Motte (Montpellier).

Informazioni

Comunicato stampa

I due racconti si svolgono in Francia; il primo nel Lazzaretto, quartiere popolare di Marsiglia, dove Stéphane ha vissuto per 19 anni, dove è cresciuto con i suoi amici d’infanzia. Nel 2010 la municipalità decide di procedere alla demolizione di una parte dell’area, destinata alla costruzione di un nuovo edificio residenziale con parcheggio annesso


Stéphane nel 2011 decide per tre settimane di attraversare il quartiere e il suo vissuto utilizzando la macchina fotografica il suo strumento espressivo, per fissare le tracce e le ferite di un passato ancora troppo vicino per non abbandonarsi alla nostalgia che molto spesso pervade il ricordo e che, in queste immagini, diventa quasi “fisico”. Stéphane passeggia per le strade, di casa in casa, di bottega in bottega, e attraverso le macerie reali ci trasmette il pulsare di tante vite e di tanti lavori in una riflessione che spazia oltre i confini del territorio e dell’architettura per interrogarsi sulle certezze del passato e sulle incognite del futuro. L’architettura diventa quindi metafora del significato valore del Tempo-Vita e di come questo si sedimenta in ognuno di noi.
Dall’atmosfera “romantica” che pervade le immagini di Guglielmet alla “solare” selezione di scatti che Patrizia Mussa dedica a La Grande Motte (Montpellier). Testimonianza della costruzione della “città ideale”, “Le Temple du Soleil” viene realizzato negli anni sessanta dall’architetto Jean Balladur. Con Brasilia di Oscar Niemeyer, La Grande Motte sono gli unici esempi di progetti nati per costruire l’opera d’arte totale.
Nel 1959 lo stato francese lancia l’ambizioso progetto di sistemazione del litorale del Languedoc-Roussillon per reinventare la “stazione balneare” coniugando fantasia, esotismo e la vita al sole e all’aria aperta, in nome della “civiltà del tempo libero”.
La Grande Motte è governata da quattro principi di urbanistica: contenere l’automobile, differenziare i quartieri, alternare volumi e spazi vuoti, edificare una “città verde”.
La proiezione del vivere nel futuro che ancora oggi ci dà tutto il complesso architettonico, viene ben sottolineata dalle immagini di Patrizia Mussa che con un notevolissimo controllo sulla luce, ci accompagna nell’initimità dei particolari architettonici, racontandoci che dietro quei balconi, nel perfetto allineamento geometrico delle migliori composizioni dell’arte cinetica, si delinea un nuovo modo di vivere il mare, il vento, il sole perfettamente dominati dalla progettazione e riconsegnati nella loro naturale sostanza.
Il racconto della Mussa si concentra sull’architettura residenziale: il bianco abbagliante, le curve impossibli, le geometrie piramidali (memorie di antichissime culture), il pieno dell’arancio e del blu, le fessure protettive dei vuoti, concorrono in modo mirabile a fare delle “forme” di Ballandur, dei luoghi dell’anima.
Il lavoro completo della Grande Motte verrà presentato al Pierresvives, nuovo edificio di Zaha Hadid, a Montpellier (inaugurazione 12 giugno) e in autunno a Parigi.
Demolire e costruire azioni in conflitto, alla base della progettazione architettonica, sono all’origine di questi due racconti nei quali la fotografia si interroga, come emerge dai migliori lavori artistici, sulle sue capacità di anadare ben oltre la documentazione apparente del reperto, e aprire interrogativi nella mente e nell’anima di ciascuno di noi, con l’intento di andare oltre la mera osservazione.

Gli autori
Stéphane Guglielmet
Nato a marisglia nel 1970. Vive e lavora a Marsiglia.
E’ fondatore della Galerie Territoires Partagés ( Marseille)
Tra le sue recenti esposizioni
2012 Galerie Françoise Besson (Lyon)
2011 Foire Nofound Photofair (Paris)
2010 Galerie Territoires Partagés (Marseille, France)
2009 Abriès en Queyras (France), Lycée français Jean Giono (Turin, Italie)
2008 L'atelier du presbytère (Marseille, France)
2007 Centre de la vielle Charité (Marseille, France)
2006 Villa Arson (Nice, France), Galerie Territoires Partagés (Marseille, France)
2005 Frac Paca (Marseille,Nice), Galerie du Tableau (Marseille,France)

Patrizia Mussa
Laureata in Filosofia presso l’Università di Torino, ha frequentato iil corso di Anthropologie et Histoire Culturelle a La Sorbonne di Parigi. Pubblica regolarmente per prestigiose riviste di architettura e interior design e per importanti gruppi editoriali internazional. Dal 1985 è membro della Pacific Press Services di Tokyo.
I suoi lavori sono conservati in collezioni pubbliche eprivate in Europa e negli Stati Uniti.

Rececenti mostre personali
2013 "Le Temple du Soleil" Palazzo Morando-Museo della Moda e del Design- Milano
2011 “Le Temple du soleil” Biblioteca Provinciale, Benevento
2010 “Theatres”, Ambassade d’Italie, Parigi
2009 “Le Temple du Soleil” International Design Week, Londra
2007 “Teatro Italia” Galerie Printemps, Parigi
2006 “La Buona Ventura” Maison Européenne de la Photographie, Parigi
2005 “Encore: Une histoire de Beauté” IV International Festival House of Photography, Mosca
2004 “Rénovation” Musée des Beaux Arts, Lille
2004 “Tailles Fortes” V International Festival House of Photography, Mosca