La schiena di Venere

Roma - 17/10/2012 : 17/10/2012

La galleria ospita il pubblico per la presentazione di un libro, arricchita da un reading, nella cornice di una Mostra al femminile proveniente dalla VIII Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA CESARE LAMPRONTI
  • Indirizzo: via del Babuino 174/175 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 17/10/2012 - al 17/10/2012
  • Vernissage: 17/10/2012 ore 18.45
  • Generi: arte antica, presentazione

Comunicato stampa

UN LIBRO D’ARTE E DI PASSIONI, DUE FINI DICITRICI
E UNA MOSTRA PREZIOSA NELLA GALLERIA LAMPRONTI
DI VIA DEL BABUINO A ROMA


Mercoledì 17 ottobre, alle ore ore 18.45, la GALLERIA CESARE LAMPRONTI (via del Babuino 174/175, Roma) ospita il pubblico per la presentazione di un libro, arricchita da un reading, nella cornice di una Mostra al femminile proveniente dalla VIII Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma



Ne LA SCHIENA DI VENERE Quattro racconti d'arte e di passioni (Società Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena), la scrittrice PATRIZIA CASTAGNOLI, forte di un’acuta e appassionata conoscenza dell’arte pittorica del ‘500 e ‘600, recupera personaggi di un tempo memorabile: da Cecco, misterioso allievo di Caravaggio, a Theòfilos Chatzimichaìl, l’originale pittore itinerante di Lesbo. Dall’avventurosa nobildonna cremonese Sofonisba Anguissola, la più grande pittrice del ‘500, a Fede Galizia, miniaturista e pittrice, specie di nature morte. Fino al grande Diego Velàzquez, chiamato a Madrid da Filippo IV e costretto a lasciare nella Roma barocca l’incanto d’amore per la pittrice Flaminia Triva, forse modella del capolavoro velazquiano Venere allo specchio.
Una narrazione musicale, sostenuta da una prosa di limpide e raffinate trasparenze, ci consegna un libro affascinante, nel quale l’arte e i suoi protagonisti si fanno racconto. Per questa virtù, accanto alle atmosfere e alla cultura di tempi straordinari, sempre sapientemente evocati, si aprono nelle sue pagine le suggestioni dell’amore, lo strazio dei ricordi, la nostalgia e la passione, le esaltanti e dolorose avventure dell’arte e il mistero che ne accompagna la na¬scita.

Interviene, con l’autrice, la storica dell’arte ISABELLA BOTTI

Leggono brani dell’epistolario tra Sofonisba Anguissola e Fede Galizia (che costituisce il secondo racconto), le attrici MARIA ROSARIA OMAGGIO e ALESSANDRA FALLUCCHI

In contemporanea, è possibile visitare la Mostra LA DONNESCA MANO Donne artiste tra XVI e XX secolo: Sofonisba Anguissola, Orsola Maddalena Caccia, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Artemisia Gentileschi, Maria Luigia Raggi, Rosalba Carriera, Ernesta Oltremonti.
L’esposizione, dedicata ad alcune delle donne artiste italiane più significative dell’età moderna, è un omaggio al genio femminile a cura di CONSUELO LOLLOBRIGIDA, illustrato attraverso un percorso di una quindicina di opere.
Contraddistinte dalla critica otto-novecentesca con il facile, e a volte denigratorio, attributo di “naturamortiste”, le artiste dell’età moderna si sono misurate e confrontate con la pittura di storia, di paesaggio e di ritratto, dimostrando una precisa personalità pittorica e ed estetica molto spesso di alto livello qualitativo.
Con l’eccezione di alcune figure “classiche”, come Artemisia Gentileschi, Lavinia Fontana o Giovanna Garzoni, lo sguardo dell’antiquario e dello studioso non si è mai spinto oltre. In realtà, la presenza delle donne nella pittura, nella scultura e nell’architettura nel XVI, XVII e XVIII secolo era un fenomeno più frequente di quanto si pensi.
La mostra raccoglie importanti testimonianze figurative, ponendo all’attenzione del pubblico ragguardevoli lavori di donnesca mano, così come sarebbero stati definiti da Giorgio Vasari.
L’esposizione, che approda in Galleria direttamente da Palazzo Venezia (nell’ambito della VIII Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma) non ha la pretesa di essere esaustiva, ma si prefigge l’obiettivo di partecipare alla revisione storiografica di una parte della storia dell’arte italiana ed europea, ancora in gran parte da analizzare e studiare.