La roccia e l’acqua: Demetra e i suoi riti

Viterbo - 11/04/2014 : 11/04/2014

A pochi anni dalla chiusura dell'ultima campagna di indagine si inaugura al Museo Nazionale Etrusco-Rocca Albornoz di Viterbo una sala interamente dedicata ad un santuario rupestre, rinvenuto in condizioni di scavo del tutto singolari.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO NAZIONALE ETRUSCO ROCCA ALBORNOZ
  • Indirizzo: Piazza della Rocca, 21 B - Viterbo - Lazio
  • Quando: dal 11/04/2014 - al 11/04/2014
  • Vernissage: 11/04/2014 ore 11
  • Generi: inaugurazione

Comunicato stampa

A pochi anni dalla chiusura dell'ultima campagna di indagine si inaugura al Museo Nazionale Etrusco-Rocca Albornoz di Viterbo una sala interamente dedicata ad un santuario rupestre, rinvenuto in condizioni di scavo del tutto singolari. Nei pressi di Vetralla in provincia di Viterbo, in località “Macchia delle Valli”, l'intervento della Soprintendenza, arginando un saccheggio clandestino in atto, ha permesso di recuperare, non solo le offerte devozionali che i frequentatori portavano alle divinità ma, caso del tutto straordinario, le statue venerate: Demetra e la figlia Persefone

I due simulacri in argilla sono stati ritrovati nella stessa giacitura in cui furono abbandonati secoli fa, all'interno di una cella a forma di piccola casa, ora ricostruita a grandezza naturale alla Rocca Albornoz di Viterbo. Oltre alle statue di culto si sono recuperati gli apprestamenti liturgici usati durante i riti propiziatori che si svolgevano nel santuario, insieme a numerosi ex voto di vari tipi, offerti dai devoti che frequentavano il luogo per implorare fertilità e salute. I materiali archeologici rinvenuti assegnano un lungo periodo di vita al santuario che dal III sec. a.C. scende sino al II sec.d.C.

L'allestimento odierno si colloca in sintonia con gli altri interventi del Museo Etrusco di Viterbo, dove ampio spazio hanno le ricostruzioni al vero delle architetture etrusche, come ad esempio, le case di Acquarossa. L’esposizione che si inaugura completa dunque il panorama archeologico proposto dalla struttura museale che, alle case dei vivi e dei morti, oggi aggiunge "la casa" degli dei.

L' intervento è stato realizzato grazie a Fondazione Carivit, che continua nel costante rapporto di sostegno alle iniziative della Soprintendenza, con specifica attenzione alla struttura museale viterbese.