La realtà in black and white

Palermo - 13/09/2013 : 07/11/2013

La realtà in black and white” da Bartolo Chichi - Art & Photo Gallery si tinge di grigio, bianco e nero per offrire una possibilità altra di lettura, il pensiero si nasconde, si illumina e si incupisce, in base ai diversi punti di vista.

Informazioni

  • Luogo: BARTOLO CHICHI - ART & PHOTO GALLERY
  • Indirizzo: Via Vann'anto 16 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 13/09/2013 - al 07/11/2013
  • Vernissage: 13/09/2013 ore 19
  • Generi: fotografia, collettiva

Comunicato stampa

“Il mondo è a colori, ma la realtà è in bianco e nero”, è una affermazione del regista Vim Wenders, partendo da questa idea, siamo andati alla ricerca di una realtà in Black and White, ovvero, quel fondamento in cui la nostra immaginazione, insieme all’occhio e alla mente cattura quell’istante, in cui tutto è essenziale



“La realtà in black and white” da Bartolo Chichi - Art & Photo Gallery è una trasposizione di attimi, momenti, ed emozioni, le fotografie, in mostra, rappresentano delle scene focalizzate verso un divenire, a volte illuminato e oscuro, svelato e segreto, o essenzialmente in bianco e nero.
B/N per i più esperti e conoscitori non sono colori, ma neutri, indicano la scala dei grigi, la profondità dell’assorbimento del colore (nero) o della riflessione di tutti i colori (bianco), le tonalità di grigio sono la profondità e il segreto di ogni buon fotografo che vuole sperimentare le peculiarità specifiche di ogni immagine.
Il buio e la luce scolpiscono e pigmentano lo spazio creando effetti ed espressioni, simboliche ed estreme. Questa primaria dicotomia, nasce dalla necessità di rompere le regole, di sfuggire alle caratteristiche uniche del colore, per rendere valori, azioni e diagrammi temperati con l’elevato uso di grigi.
I fotografi in mostra Alessandra Ruggirello, Andrea Bernabo’, Antonio D'anna, Fabiana Taormina, Francesco Cusimano, Giada Bucciante, Laura Crucitti, Martina Aruta, Martina Vaccaro, Paola Rosselli si sono divertiti a sorprendere e a cogliere le sfumature grigie appartenenti alle forme dell’uomo e della natura alla scoperta del mondo intorno a loro.
Esprimere con chiarezza messaggi e sensazioni ideali, immaginari o reali attraverso la fotografia è un esercizio di stile, utile per colui che ignorando le tecniche e le attrezzature, si avvicina a questo mondo come un bambino curioso e laborioso, che vuole lasciare le tracce di se lungo il proprio cammino.
Queste composizioni trascinano con se infiniti attimi, istanti e strutture, rovesciando il mondo da quella superficie piatta e monotona. Dal bianco e nero biunivoci per natura, usciamo allo scoperto e mostriamo a noi stessi e agli altri che mettere insieme semplici elementi, è per sua natura più complesso, perchè non c’è la sinergia e la magia del colore, ma solo ombre e luci.
Ed ecco come un sentiero di campagna diventa una via buia, dove perdersi o rincontrarsi; una facciata di una chiesa forma un tutt’uno con il cielo e le sue nuvole; un riflesso nel mare infinito spezza una pennellata ondosa; un mercato pieno di persone sfugge al dialogo quotidiano della legge dell’offerta; un vicolo di un centro storico nasconde una movida notturna fatta di volti e gesti inconfessabili alla luce del giorno.
Ancora, un uomo in acqua ritrova la sua primordiale forma di vita; una segnaletica tracciata sull’asfalto trascina due giovani a piedi, dentro l’ironia o il pericolo della strada davanti a loro; un finestrino corre con un sguardo perso, verso l’esterno sfuggente, contemplando la massima velocità; una montagna di valigie sequestrate e tolte insieme all’identità di un popolo, ci ricorda le atrocità dell’umanità; un gatto in bianco e nero diventa simbologia di una superstizione e di una credenza vicina alla leggenda.
Questo ed altro vedrete in questa collettiva fotografica, e come spiegava Ansel Adams: “Una fotografia non viene mai realizzata esclusivamente per sé stessi; è, o dovrebbe essere, un mezzo di comunicazione per raggiungere il maggior numero possibile di persone senza diminuzione di qualità o intensità.
Al commento “non ci sono persone in queste fotografie” in genere replico “ci sono sempre due persone: il fotografo e l’osservatore”.
Lunga vita ai nostri buoni fotografi e osservatori.