La quarta prosa

Milano - 19/11/2015 : 25/03/2016

Laura Bulian Gallery è lieta di annunciare la mostra che aprirà la prossima programmazione stagionale e che inaugurerà il nuovo spazio espositivo di Via Piranesi, all’interno dei Frigoriferi Milanesi. L’esposizione, a cura di Marco Scotini, intende proseguire l’impegno della galleria nell’esplorazione della scena artistica dell’Est Europa ma proponendo un tema del tutto nuovo come quello della poesia visiva e concettuale nell’area in oggetto, dagli anni’70 in poi.

Informazioni

Comunicato stampa

Laura Bulian Gallery è lieta di annunciare la mostra che aprirà la prossima programmazione stagionale e che inaugurerà il nuovo spazio espositivo di Via Piranesi, all’interno dei Frigoriferi Milanesi. L’esposizione, a cura di Marco Scotini, intende proseguire l’impegno della galleria nell’esplorazione della scena artistica dell’Est Europa ma proponendo un tema del tutto nuovo come quello della poesia visiva e concettuale nell’area in oggetto, dagli anni’70 in poi

L’esposizione dal titolo La Quarta Prosa presenterà importanti opere grafiche e documenti rari di quattro artisti già noti nella scena internazionale come Vyacheslav Akhunov (Uzbekistan, 1948), Babi Badalov (1959, Azerbaigian), Vlado Martek (1951, Croazia) e Dmitrij Prigov (1940-2007, Russia).

Nella letteratura universale io distinguo tra opere scritte con o senza permesso. Le prime sono una porcheria, le seconde sono aria rubata. Questa ferma invettiva contro ogni negazione della libertà di parola è al centro di Quarta Prosa del grande poeta russo Osip Mandel’stam. Scritto nel 1930 in netta antitesi al servilismo degli scrittori sovietici e alla mistificazione della burocrazia culturale, il testo viene pubblicato in Unione Sovietica soltanto nel 1988 e prima conosce una circolazione esclusiva in copia manoscritta e poi sotto forma di samizdat. In opposizione tanto alle forme tradite della scrittura quanto all’adesione alla “canea di farabutti che scrive” in Mandel’stam c’è la volontà di sottrarsi ai caratteri tipografici e di rivendicare la materialità della parola. In compenso ho un sacco di matite, di tanti colori e tutte rubate. Si tengono appuntite con una lametta Gillette.

Pagine dattiloscritte, disegni e collage polimaterici, alfabeti grafici, taccuini manoscritti, volantini ciclostilati, serie di cartoline, slogan fotocopiati, pagine di giornale, opuscoli artigianali a tiratura limitata, tatuaggi e poemi-oggetto sono al centro de La Quarta Prosa. La mostra presenta quel paesaggio “pre-gutemberghiano” che, pur essendo parte costitutiva della tradizione culturale russa fin dal cubofuturismo o El’Lisickij, negli anni Settanta incontra tanto la forma di dissenso ideologico della circolazione clandestina del samizdat quanto le attitudini dell’arte concettuale in tutto l’Est Europa. In questa necessaria e politica contestazione dell’autorità del testo a stampa c’è una dimensione di ‘esodo dal libro’ che intensifica gli aspetti performativi e visuali del testo: non solo le forme della sua produzione ma anche quelle della sua diffusione nei canali sottratti al controllo. In sostanza, in tutte queste proposte di auto-edizione risultano indissociabili l’alto esito estetico e la libertà da qualsiasi condizionamento.

Situati alla frontiera tra il dominio letterario e quello visuale, gli artisti de La Quarta Prosa condividono tutti un senso di militanza libertaria nel rapporto con il potere che ha registrato diverse declinazioni: dal trattamento psichiatrico forzato (nel caso di Prigov) alla negazione del visto di uscita (nel caso di Akhunov) alla ricerca di asilo politico (nel caso di Badalov). Se la pratica del croato Vlado Martek è quella di un attivismo poetico che scende per strada e interagisce con il pubblico dei passanti, quella di Vyaceslav Akhunov trova nel format del taccuino il medium privilegiato per il suo esercizio quotidiano di una silenziosa e solitaria ribellione. Da un lato la cifra artistica di Martek si risolve nel ridurre il testo ad una dimensione di ‘pre-poesia’ in cui, decostruendo la scrittura ai suoi strumenti ed elementi basilari, intende mostrare la pura potenza della rappresentazione come tale. Dall’altro lato l’attività di Akhunov si può sintetizzare nella sua riduzione degli slogan politici socialisti a dei mantra che, nella continua ripetizione, perdono il loro significato acquistando una nuova aura.

Tra i massimi esponenti del concettualismo moscovita, Dmitrij Prigov negli anni ’80 si concentra nelle pagine di un unico giornale come la Pravda quale supporto dei suoi layout grafici e nella selezione di pochi nomi (quali Gorbachev, Sakharov o Glasnost) che, invariati, ritornano continuamente e isolati sul letto di parole stampate della cronaca. A questa riduzione estrema e minimalista fa da contraltare la babele linguistica e alfabetica che, senza tregua, Babi Badalov trascrive e inventa secondo una modalità nomade, permeabile, trans-locale che forza i limiti del linguaggio stesso. Neologismi assurdi, collage visivi e fonetici, giochi di parole inattesi, frasi grammaticalmente scorrette sono, in Badalov, sempre il segno di uno spazio intermedio o di transizione. L’invito rivolto dagli artisti de La Quarta Prosa è quello di far esperienza, non di questo o quel contenuto della lingua, ma del linguaggio stesso, della facoltà di dire in quanto tale.

Vyacheslav Akhunov was born in 1948 in Och, Kyrgyzstan. He lives and works in Tashkent, Uzbekistan
Selected shows since 2007
2015: Early Too Late. Middle East and Modernity, curated by Marco Scotini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna, Italy.
2014: And the trees set forth to seek for a king, curated by Raphie Etgar Museum On the Seam (MOTS), Jerusalem, Israel; The Other & me, curated by Jassim Alawadhi and Colin Reaney, Sharjha Art Museum, Sharjha, UAE; The empty pedestal, curated by Marco Scotini, Museo Archeologico, Bologna, Italy
2013: The Red Line, solo show curated by Marco Scotini, Laura Bulian Gallery, Milan, Italy; Lost to the Future, Institute of Contemporary Arts, Singapore Biennale 2013, If the World Changed, Singapore; More light, 5th Moscow Biennale 2013, curated by Catherine de Zegher, Moscow, Russia; Winter, curated by Ayatgali Tuleubek and Tiago Bom, Central Asian Pavillion- 55. Venice Biennial, Venice, Italy; The Collection As A Character MuHKA museum, Antwerp, Belgium
2012: Documenta (13), curated by Carolyn Christov-Bakargiev, Kassel, Germany; Arsenale 2012, Ukrainian Biennale of Contemporary Art, curated by David Elliott, Kiev
Revolution vs Revolution, Beirut Art Center, Beirut;
2011: I´ve Dreamt About, MUDAM - Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Luxembourg; Atlas. How to carry the world on one's back?, Deichtorhallen Hamburg, Hamburg -ZKM, Karlsruhe, Germany
Between Heaven and Earth - Contemporary Art from the Centre of Asia, Calvert22, London, UK; Ostalgia, curated by Massimiliano Gioni, New Museum of Contemporary Art, New York City, NY, USA
2010: Watchmen, Liars, Dreamers (Erudition concrete 3), FRAC - Ile-de-France Le Plateau, Paris, France; Ground Floor America, Den Frie Centre of Contemporary Art, Copenhagen, Denmark; Lonely at the Top #5, curated by Viktor Misiano, MuHKA, Antwerp, Belgium
2009: Changing Climate, WUK Kunsthalle Exnergasse, Vienna, Austria; 11th International İstanbul Biennial, curated by WHW/What, How & for Whom collective, Istanbul, Turkey; The view from elsewhere. Small Acts , Queensland Art Gallery / Gallery of Modern Art, Brisbane, Australia; For Keeps: Sampling Recent Acquisitions 2006 – 2009, Auckland Art Gallery, Auckland, New Zeland; Monument to Transformation 1989-2009, City Gallery Prague / Galerie Hlavního Města Prahy, Prague, Czech Republic
2008: Busan Biennale 2008, Busan, South Corea; I dream of the stans: videos actuales de Asia central, Museo de Arte de El Salvador, MARTE, San Salvador, Bahamas
Traces du Sacré - Centre Pompidou - Musée National d´Art Moderne, Paris, France; Tracing Roads through Central Asia, Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco, USA
2007: Live Cinema/The Return of the Image: Video from Central Asia - Philadelphia Museum of Art, Philadelphia, USA; Time of the Storytellers, curated by Viktor Misiano, Kiasma, Museum of Contemporary Art, Helsinki, Finland; 52nd International Art Exhibition Venice Biennale, Venice, Italy; La Biennale de Montréal 2007, Montreal, Canada

Babi Badalov was born in 1959 in Lerik, Azerbaïdjan. He lives and works in Paris, France.
Selected shows since 2007
2015: 6th Moscow Biennale of Contemporary Art, Moscow, Russia; Too early, too late: Middle East and Modernity, curated by Marco Scotini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna, Italy; Babi Badalov - Migrant Poetry, Halle sud du chantier Sang neuf, Nice, France
2014: Report on the Construction of a Spaceship Module, New Museum of Contemporary Art, New York, USA
2013: Jakarta Biennale 2013, Jakarta, Indonesia
2012: Adaptation, Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic; Migrasophia, curated by Sara Raza, Maraya Art Centre - Barjeel Art Foundation, Sharjah, UAE;2011: The Journey to the East, Museum of Contemporary Art in Kraków (MOCAK), Krakow, Poland; Constitution of the Damned, Landings Projectspace, Vestfossen, Norway
2010: Manifesta 8 - Manifesta European Biennial of Contemporary Art, Murcia, Spain;Watchmen, Liars, Dreamers (Erudition concrete 3), FRAC - Ile-de-France Le Plateau, Paris, France -Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic; Lonely at the top #5, curated by Viktor Misiano, MuHKA Museum voor Hedendaagse Kunst Antwerpen, Antwerp, Belgium; Babi Badalov. My Life Report In Paris, Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic
2009: Artisterium, National Art Center NAC, Tbilisi, Georgia; Monument to Transformation, Centre for Visual Introspection, Bucharest; Monument to Transformation 1989-2009, Billek VIlla, Prague, Czech Republic
2007: Progressive Nostalgia, curated by Viktor Misiano, Centro per l´Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Italy

Vlado Martek was born in 1951 in Zagreb, Croatia, where he lives and works.
Selected shows since 2005
2015: Vlado Martek. The boundaries of language, Wroclaw Contemporary Museum, Wroclaw, Poland; What WeCall Love, The Irish Museum of Modern Art, Dublin, Ireland; Hommage à Malevich- 100 yearsof the black square, Mestna galerija Ljubljana, Ljubljana, Slovenia
2014: Personalcuts, Carré d‘Art - Musée d‘art contemporain, Nîmes, France
2012: You are kindly invited to attend, Open Systems – Zentrum für Kunstprojekte, Vienna, Austria; The present and presence, Moderna Galerija, Ljubljana, Slovenia
2011: Scenes from Zagreb: artists´ publications of the new art practice, MoMa - Museum of Modern Art, New York, New York, USA; Museo de las narrativas paralelas. En el marco de la internacional, MACBA, Barcelona, Spain; Volume Collection, MMSU – Museum of Modern and Contemporary Art Rijeka, Rijeka, Croatia
2010: Volume collection, Fondazione Bevillacqua La Masa, Venice, Italy; Ground floor America, Den Frei Centre of Contemporary Art, Copenhagen, Denmark
Art always has its consequences, Muzeum Sztuki Lodz, Lodz, Poland; Quartet-four biennials reflected inprints, International Centre of Graphic Arts, Ljubljana, Slovenia
2009:Gendercheck, Museum Moderner Kunst SLW, Vienna, Austria
2008: Retrospective, Modern Gallery, Zagreb, Croatia; Kontakt... aus der Sammlung der Erste Bank-Gruppe, Museum Moderner Kunst SLW, Wien, Austria
2006: Arteast Collection 2000+23, Moderna galerija Ljubljana, Ljubljana; Essence of Life Art, Marble Palace, St. Petersburg
2005: Collective creativity, Kunsthalle Fridericianum, Kassel, Germany; Essence of Life Art, The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia; Essence of Life. Essence of Art, Ludwig Museum, Museum of Contemporary Art, Budapest, Hungary; First Person Singular, Museum of Modern Art Dubrovnik, Dubrovnik, Croatia

Dmitrij Prigov, 1940-2007, Moscow, Russia
Selected shows since 2008
2015: Grammar Of Freedom / Five Lessons: Works From Arteast 2000+ Collection, Garage Museum of Contemporary Art, Moscow, Russia; Adventures of the Black Square: Abstract Art and Society 1915 – 2015, Whitechapel Art Gallery, London, UK
2014: Dmitrij Prigov. From Renaissance to Conceptualism , The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia;Ludwig 25. The Contemporary Collection, Ludwig Museum, Museum of Contemporary Art, Budapest, Hungary; Russian Performance: A Cartography Of Its History, Garage Museum of Contemporary Art, Moscow, Russia;Russian Contemporary Art, Havremagasinet Art Center, Boden, UK
Сontemporary Drawing, Marble Palace, St. Petersburg, Russia; Grovigli? Scritture, segni, sculture, Galleria Melesi, Lecco, Italy
2013: Space Of Exception - 5Th Moscow Biennale Special Project, Artplay Design Center, Moscow, Russia; Dreams For Those Who Are Awake, Moscow museum of modern art, MMOMA, Moscow, Russia
2012: John Cage’s Experiments In Context, Ekaterina Foundation, Moscow, Russia; Breaking The Ice: Moscow Art, 1960-80s, The Saatchi Gallery, London, UK
The Way of Enthusiasts, Casa dei Tre Oci, Venice, Italy; The Hero, the Heroine and the Author, Ludwig Museum - Museum of Contemporary Art Budapest, Budapest, Hungary
2011: Passion Bild. Russische Kunst seit 1970, Kunstmuseum Bern, Bern, Switzeralnd; Arteast 2000+ Collection, Selection of Works from the National Collection, Museum of Affects - Museum of Contemporary Art Metelkova , Ljubljana, Slovenia; Ostalgia, curated by Massimiliano Gioni, New Museum of Contemporary Art, New York, USA; Field Of Action. The Moscow Conceptual School In Context. A Special Adaptation For Calvert 22, Calvert22, London, UK
2010: If I Only Knew... ,Moscow museum of modern art - MMOMA, Moscow, Russia; Boomerang. Perm Biennial of Graphic Arts, Perm Museum of Contemporary Art, Perm, Russia; Field of Action. The Moscow Conceptualist School in Context 1970s-1980s, Cultural Foundation Ekaterina, Moscow, Russia; Les Promesses du passé, Centre Pompidou - Musée National d´Art Moderne, Paris, France; Russian Utopias, Garage Center for Contemporary Culture - GCCC, Moscow, Russia
2009: Dmitry Prigov / Said Atabekov - LONELY AT THE TOP, curated by Viktor Misiano, MuHKA Museum voor Hedendaagse Kunst Antwerpen, Antwerp, Belgium
2008: Kandinsky Prize 2008. Nominees exhibition, Central House of Artists, Moscow, Russia; La Ilustracion total - Rte Conceptual de Moscu 1960-1990, Fundación Juan March, Madrid, Spain