La luce e i suoi percorsi passionali

Venezia - 14/06/2012 : 16/06/2012

Convegno a cura di Patrizia Magli e Angela Vettese in collaborazione con Università Iuav di Venezia, Facoltà di Design e Arti.

Informazioni

Comunicato stampa

Da giovedì 14 a sabato 16 giugno 2012, presso la sede di Palazzetto Tito della Fondazione Bevilacqua La Masa, si terrà il convegno La luce e i suoi percorsi passionali, promosso dall'Università Iuav di Venezia, dall'Unità di Ricerca LISaV dell'Università IUAV di Venezia, da Osram e dall’AIDI, volto a indagare i modi in cui l'arte, la scienza, il cinema, l'architettura, la moda e il design si interrogano sulla percezione e sul ruolo della luce.

L'evento fa seguito ai convegni Estetiche del Camouflage (2008), Diafano. Vedere Attraverso (2010) e Back to Black

La nerezza del nero (2011), che hanno interrogato il visibile a partire dalle sue condizioni limite.

Il compito della luce è quello di far emergere dalle tenebre il visibile, attribuendogli valenze diverse. La luce evoca, seleziona, configura, dinamizza lo spazio rendendolo eterogeneo, caratterizzato da morfologie talvolta discordi e dando vita a configurazioni incerte, problematiche, non stabilizzate.

Proprio contro una visione omologante, appiattente e dispotica della luce, il convegno La luce e i suoi percorsi passionali, s’interroga sul modo in cui oggi la scienza, l’arte, il cinema, l’architettura e il design, mettano in scena le origini oscure della luce e come questa si muova ai margini del buio.

Il convegno, a cura di Patrizia Magli e Angela Vettese, si propone di rivelare i percorsi di una luce che, a fatica, si fa strada nell’ombra, una luce che vagamente brilla attraverso i suoi interstizi, che dissemina macchie luminose e chiare nello spazio della notte votato al nero e che molto ha da dirci sulle passioni, sulle incertezze.

Inoltre, venerdì 15 giugno alle ore 19,30 presso la sede dell’Ateneo Veneto, sempre all’interno del programma del convegno, per gentile concessione della Vivo film, verrà proiettato per la prima volta a Venezia il film di Marco Bertozzi Profughi a Cinecittà. Un film che esplora, anch’esso, i margini del visibile raccontando le storie di coloro che scamparono al massacro della Seconda Guerra Mondiale abitando gli spazi di Cinecittà, trasformata dagli Alleati in un enorme campo profughi.

Carlo Bernardini (Accademia di Belle Arti di Brera); Luciano Boi, Yves Hersant (EHESS di Parigi); Chiara Casarin, Eva Ogliotti (LiSaV di Venezia); Giuditta Bassano, Lorenza Di Francesco (Phd student presso il Dottorato in Semiotica del Sum); Lucia Corrain, Patrizia Violi (Università di Bologna); Silvia Viti (Phd student presso il Dottorato in Semiotica dell’Università di Bologna); Carmelo Marabello (Università di Bolzano); Ilaria Bignotti (Phd student presso il Dottorato in Storia delle Arti, Scuola Dottorale Inter-ateneo Ca’Foscari– Iuav); Marco Vannini (Università di Firenze); Stefania Schibeci (Phd student presso l’Università di Genova); Giulio Alessandri, Cristina Baldacci, Marco Bertozzi, Silvia Cattiodoro, Massimiliano Ciammaichella, Elda Danese, Agostino De Rosa, Paolo Garbolino, Mario Lupano, Patrizia

Magli, Andrea Mattiello, Simona Morini, Alberto Pasetti, Raimonda Riccini, Renato Rizzi, Antonio Somaini, Angela Vettese (Università Iuav di Venezia); Claudio Beorchia, Ruggero Blasi, Ruggero Canova, Anastasia Kozlova, Dario Martini, Maddalena Mometti, Teresita Scalco (Dottorato Iuav in Scienze del Design); Maria Barredo, Angelo Di Caterino (Phd student presso il CeReS, Université de Limoges); Azalea Seratoni e Davide Fornari (Università degli Studi di Milano e Laboratorio Cultura Visiva della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana); Cristina Grazioli (Università di Padova); Tonino Griffero (Università di Roma Tor Vergata); Giulia Ceriani (Università di Siena); Giorgio Coratelli (Phd student presso il Dottorato in Semiotica dell’Università di Siena); Alessandro Zinna (Université de Toulouse II); Francesco Federici (Phd student presso il Dottorato Internazionale di Studi Audiovisivi: Cinema, Musica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Udine); Guido Ferraro (Università di Torino).

Il programma del convegno è consultabile sul sito della Fondazione Bevilacqua La Masa