La grande impresa. 1919-2019 Ligabue, cento anni della nostra storia

Venezia - 21/09/2019 : 03/11/2019

100 anni. La Ligabue, la più antica società attiva al mondo di appalto e provveditoria navale, oggi presente in 14 Paesi con oltre 7700 collaboratori, festeggia il suo primo secolo con una grande mostra.

Informazioni

Comunicato stampa

Traguardo importante quest’anno per la Ligabue Spa
- tra i leader mondiali del catering e dell’approvvigionamento navale -
che celebra nel 2019 il centenario dalla fondazione dell’azienda ad opera di Anacleto Ligabue, nonno dell’attuale Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo, Inti Ligabue.

I festeggiamenti - con una mostra che ripercorrerà la storia dell’azienda rievocando gli eventi del XX secolo, un cortometraggio animato d’autore,
un volume monografico, conferenze e tante altre inziative -
partiranno il 22 settembre prossimo



La data è da segnare in agenda perché la Ligabue vuole condividere
la sua storia con i collaboratori, i clienti e i partner internazionali,
ma anche e soprattutto con la città, i giovani e i tanti amanti della cultura
e dei vari settori di studio e attività (dall’archeologia allo sport,
dal collezionismo all’antropologia, dalla ricerca scientifica e medica all’alimentazione) che l’hanno vista impegnata in questi anni.

La storia della Ligabue è quella di una famiglia di imprenditori e di un’azienda, specchio di quella parte dell’Italia che ha scommesso sulla propria
capacità imprenditoriale, accompagnando in questo caso il “fare impresa”
con l’impegno nella cultura, nella crescita del territorio,
nella trasmissione costante dei valori di dialogo interculturale, conoscenza e rispetto delle diversità.

Un’azienda con il cuore a Venezia ma la testa e lo spirito nel mondo:
quel mondo che percorre sulle navi o nelle attività in gestione
e che esplora e fa conoscere attraverso le ricerche
antropologiche e archeologiche condotte per quarant’anni
dal Centro Studi e Ricerche fondato da Giancarlo Ligabue e sviluppate e divulgate ora, con nuovo spirito e passione, da Inti Ligabue
e dalla Fondazione che presiede, dedicata al padre.

Basta ricordare le grandi mostre realizzate in questi ultimi tre anni
intorno alla Collezione Ligabue e agli studi compiuti: “Il Mondo che non c’era” sull’arte precolombiana, “Prima dell’Alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura” e “Idoli. Il potere dell’immagine”.

C’è dunque una storia da raccontare e condividere in questo centenario: quella di tre generazioni di una famiglia che, dalla gestione della mensa ufficiali a Venezia durante la Grande Guerra
e da due piccoli negozi di alimentari aperti a San Marco e a Rialto,
è arrivata a guidare un Gruppo che oggi conta 5 divisioni e 14 società nel mondo, con un totale di 7.720 dipendenti di 42 diverse nazionalità;
gestisce 300 navi, 32 piattaforme e 115 siti remoti; rifornisce 6000 imbarcazioni e assicura circa 40 milioni di pasti all’anno, con un giro d’affari nel 2018 di oltre 321 milioni di euro
( + 12% rispetto all’anno precedente; + 80% dal 2009 ).

Anacleto (Cadelbosco di Sopra 1894 – Venezia 1971)
il pioniere e il visionario, ha precorso i tempi con le sue intuizioni, estendendo l’attività al settore marittimo, inventando il contratto d’appalto
e il servizio di catering quando questi non esistevano ancora e migliorando
la qualità dei servizi a bordo e la vita di tante persone, per esempio con l’introduzione in nave dei forni di panificazione e delle celle frigorifere. Dopo la tragedia del secondo conflitto mondiale ha saputo ripartire e ricostruire l’azienda quasi da zero. Famosi i premi fedeltà e puntualità per i dipendenti
e le tante inziative sociali promosse o sostenute come benefattore
in favore di bambini, orfani, anziani.
A Giancarlo (Venezia 1931 - 2015) imprenditore ma anche esploratore
e uomo di ricerca - un Dottorato in paleontologia alla Sorbona e cinque lauree honoris causa – si deve invece l’internazionalizzazione e la diversificazione della Ligabue, che apre attività in diversi continenti, nel settore aereo, nelle piattaforme industriali on shore e off shore, in luoghi remoti e alle condizioni più estreme, come la spedizione in Antartide del 1985 per il catering della prima base permanente gestita da Enea e Cnr. Con l’istituzione del Centro Studi e Ricerche intreccia l’attività nei luoghi più disparati con la ricerca, lo studio e il sostegno delle diverse culture e civiltà.

Inti Ligabue (Venezia, 1981) - laurea economica all’Università di Bologna
e Master alla Bocconi e all’Harvard Business School, dal 2004 in azienda,
dal 2012 Amministratore Delegato e dal 2016 Presidente della società
e del Gruppo - affronta la crisi che rischia di affondare la società a inizio millennio: ristruttura, riorganizza, risana.
Dà nuovo impulso al Gruppo, che torna ai vertici internazionali
rafforzando la presenza in luoghi strategici con importanti acquisizioni e nuove commesse.

L’ultimo passaggio, recentissimo, lo vede anche armatore di una nave fluviale in costruzione destinata ai viaggi sul Danubio,
che porterà il nome di sua figlia Diletta, quarta generazione Ligabue venuta al mondo proprio nell’anno del centenario.

Centro nevralgico delle celebrazioni, realizzate
insieme alla Fondazione Giancarlo Ligabue, saranno le suggestive
sale della Scuola Grande della Misericordia a Venezia,
dove dal 22 settembre al 3 novembre un percorso espositivo intitolato
“La Grande Impresa” condurrà attraverso i 100 anni della Ligabue,
tra avventure imprenditoriali, personaggi ed eventi storici.

Ad accompagnare la mostra, anche la pubblicazione di una monografia dedicata, un cortometraggio animato sulla storia della Ligabue,
con i disegni di Simone Massi e la voce narrante di Stefano Accorsi, e un “docufilm” dedicato a Giancarlo che ripercorre il suo spirito imprenditoriale, le circa 130 spedizioni scientifiche e di ricerca, ma anche la passione e l’impegno nello sport, così come la stagione politica da parlamentare europeo. E il grande amore per Venezia.

Sempre alla Misericordia si terrà per un intero mese anche
un ampio programma di conferenze e incontri aperti al pubblico,
con studiosi e personalità di ambiti diversi – arte, storia, economia, scienza, sport - e un calendario specifico offerto alle scuole,
con i “mercoledì dell’arte” per diffondere e condividere quel gusto della conoscenza di mondi, culture e forme espressive, che ha sempre contraddistinto il nome Ligabue.

Tra le personalità attese: gli storici dell’arte Pietro Marani,
Luca Massimo Barbero, Carlo Vanoni, l’economista Carlo Cottarelli, il geografo Franco Farinelli e l’archeologo Davide Domenici, lo scienziato climatologo Carlo Barbante; il medievalista ed esperto internazionale della storia del cibo Massimo Montanari, gli sportivi Andrea Lucchetta,
Ruben Lenten, Andrea Stella, Tonino Zorzi, l’artista contemporaneo Giorgio Andreotta Calò.
23 settembre 2005: Giancarlo Ligabue riceve le chiavi della città
dall'allora sindaco di Venezia Massimo Cacciari.
(da sinistra: Inti Ligabue, Massimo Cacciari, Giancarlo Ligabue, Piero Angela)

“Quando le velocità centrifughe dell’economia aumentano
e le visuali si rastremano – scrive Inti Ligabue - proprio allora credo
sia fondamentale guardare indietro per recuperare i valori culturali, umani e individuali, e cogliere, nella nostra storia e nella nostra identità, le ragioni
e i valori del futuro.

Bisogna talvolta fermarsi, come insegna un monito dei portatori Aymara
in Sudamerica che mio padre tanto amava: se abbiamo avanzato troppo velocemente, dobbiamo attendere che le nostre anime ci raggiungano. (..)

Se dunque è necessario connettere il passato al futuro, tenendo presente
la realtà di oggi, non poteva esserci migliore occasione di una tappa tanto importante nella storia della Ligabue - i nostri primi 100 anni - per ripensare
al percorso fatto, alle ragioni e agli ideali che ci hanno animato, alle vicende aziendali e familiari, inevitabilmente legate nel tempo agli eventi nazionali
e internazionali, al mutare dei costumi, della politica e delle vicende economiche... una grande avventura che crediamo sia importante ricordare
a noi stessi e alle giovani generazioni, convinti che non c’è impresa l
addove non ci sono passione e valori fondanti condivisi.“