La Forma del Pathos

Roma - 05/06/2015 : 05/06/2015

La Forma del Pathos è la prima tappa di un progetto che possa strutturarsi come un laboratorio permanente e itinerante di arti perfomative.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO DELL'OROLOGIO
  • Indirizzo: Via dei Filippini, 17/a - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/06/2015 - al 05/06/2015
  • Vernissage: 05/06/2015 ore 19-22
  • Curatori: Gianluca Brogna
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

Un progetto a cura di Gianluca Brogna

(Step One)
Con Elena Bellantoni, John Cascone, Mariana Ferratto, Filippo Riniolo, Mauro Romito



Teatro dell’Orologio, Roma, Via de' Filippini 17/a
5 giugno 2015, Ore 19-22

La Forma del Pathos è la prima tappa di un progetto che possa strutturarsi come un laboratorio permanente e itinerante di arti perfomative. Un confronto teorico e pratico sulla performance, un luogo dedicato alla visione e alla fruizione che vorrebbe diventare una piattaforma di riflessione sull’azione dell’artista e l’interazione con il pubblico

L’idea è nata dopo la lettura di un saggio breve scritto da Giorgio Agamben “Ninfe”, che ripropone una serie di riletture del concetto di Pathosformel elaborato da Aby Warburg già nel 1905 in uno scritto su Dürer. “Le immagini di cui è fatta la nostra memoria tendono, cioè, nel corso della loro trasmissione storica (collettiva e individuale) incessantemente a irrigidirsi in spettri e si tratta appunto di restituirle alla vita.” dice Agamben in un passo di questo testo, sarà appunto compito del performer restituire in azioni, questi spettri, immagini dai contorni sfocati, e riattivare la memoria dello spettatore.
Il Teatro dell’Orologio di Roma ospiterà il primo incontro, uno spazio teatrale, luogo archetipo dell’azione, dove la narrazione diventa pathos e l’artista si sveste della sua individualità per diventare veicolo e strumento del racconto. Un luogo dove teatro e arti visive possano incontrarsi di nuovo, dove possano essere riattivate le sinergie intercorse tra le due discipline, ripartire con dovuta deferenza dalle sperimentazioni degli anni ’60 e ’70. Si cercherà di strutturare un percorso di condivisione, fra artista e spettatore, cercando di elidere un invisibile ma contingente diaframma che in teatro separa l’azione e la visione, includendo il fruitore nel sistema di percezione dell’immagine e della messa in scena.