La cordata ideale. Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte nella Torino tra le due guerre
La mostra offre uno sguardo approfondito sul sodalizio umano e alpinistico tra due figure leggendarie. La cordata diventa così metafora di un legame fondato su fiducia, complementarità e condivisione del rischio.
Comunicato stampa
Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte nella Torino tra le due guerre
A cura di Enrico Camanni
Con la collaborazione di Club Alpino Accademico Italiano – Gruppo Occidentale; Scuola Nazionale di Alpinismo “Giusto Gervasutti” – CAI Torino; Associazione La Fournaise
Buona parte della riflessione contemporanea sull’alpinismo tende oggi a superare una lettura puramente eroica e individuale della montagna, per restituire la complessità delle relazioni umane, culturali e simboliche che ne hanno plasmato la storia. In questo senso, appare sempre più necessario rileggere le grandi imprese del passato come esito di legami, sodalizi e visioni condivise, capaci di ridefinire il significato stesso dell’esperienza alpinistica.
La mostra La cordata ideale. Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte nella Torino tra le due guerre, promossa dal Museo Nazionale della Montagna e curata da Enrico Camanni, con il coordinamento di Veronica Lisino e Marco Ribetti, apre al pubblico il 2 aprile offrendo uno sguardo approfondito sul sodalizio umano e alpinistico tra due figure leggendarie. La cordata diventa così metafora di un legame fondato su fiducia, complementarità e condivisione del rischio.
Frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e catalogazione, l’esposizione si basa su un patrimonio documentario recentemente acquisito dal Museo. Il nucleo principale proviene dal Fondo Andrea Filippi, a cui si sono aggiunti nel tempo ulteriori materiali, tra cui la donazione della famiglia Gervasutti e quella della famiglia Gagliardone, che ampliano il quadro delle testimonianze sull’alpinismo tra gli anni Trenta e Quaranta. A questo insieme si aggiungono gli album fotografici concessi in prestito dalla famiglia Boccalatte, che restituiscono con particolare intensità la dimensione intima e condivisa dell’esperienza alpinistica, includendo anche la figura di Ninì Pietrasanta, protagonista di primo piano di quella stagione.
Attraverso fotografie, filmati, taccuini e attrezzature, la mostra costruisce un ritratto incrociato di Gervasutti e Boccalatte: il primo, capace di trasferire sulle Alpi occidentali la tecnica del sesto grado dolomitico; il secondo, pianista e scalatore raffinato, in cui forza e sensibilità si intrecciano. Insieme diedero vita a una cordata straordinaria, interrotta tragicamente dalla morte di Boccalatte nel 1938 sull’Aiguille de Triolet.
Il percorso ripercorre alcune tra le imprese più significative dell’alpinismo novecentesco, nel gruppo del Monte Bianco e oltre, accanto alle attività nelle “palestre” alpine intorno a Torino. Un itinerario multimediale mette in dialogo immagini storiche e sguardi contemporanei, interrogando l’attualità di un’eredità ancora viva, attraverso la collaborazione con il Club Alpino Accademico Italiano e la Scuola Nazionale di Alpinismo “Giusto Gervasutti” del CAI Torino. Le ripetizioni delle vie aperte da Gervasutti e Boccalatte diventano così occasione per interrogare la persistenza del loro lascito e il fascino di itinerari che continuano a misurarsi con il presente.
La mostra si configura così come uno spazio di riflessione in cui la montagna diventa non solo teatro di imprese, ma laboratorio di relazioni, memoria e possibilità.