La catena di San Maurizio 1+1+1

Milano - 29/03/2014 : 29/03/2014

"La catena di San Maurizio 1+1+1... giovani curatori occupano Il Crepaccio". Shooting gallery di Filippo Bisagni a cura di Barbara Meneghel.

Informazioni

  • Luogo: IL CREPACCIO
  • Indirizzo: Via Lazzaro Palazzi 19 - 20124 Porta Venezia - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 29/03/2014 - al 29/03/2014
  • Vernissage: 29/03/2014 ore 19
  • Autori: Filippo Bisagni
  • Curatori: Barbara Meneghel
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

Dopo l’ormai consueto letargo invernale, Il Crepaccio riapre la stagione espositiva dando il via ad una catena di Sant’Antonio curatoriale. Uno dopo l’altro, alcuni curatori di stanza a Milano, si passeranno il testimone all’interno della vetrina su strada.
Una catena di Sant’Antonio insolita e produttiva che, in onore del “santo protettore” del Crepaccio, viene ribattezzata La catena di San Maurizio.

La catena parte sabato 29 marzo con Barbara Meneghel che cura il progetto Shooting gallery di Filippo Bisagni.

To shoot. Fotografare. To shoot. Sparare. Don’t shoot me, please. Se mi inquadri con l’obiettivo della camera, mi uccidi

O forse soltanto mi rubi l’anima. ‘May I shoot your Marilyns, Andy?’
E Dorothy Podber sparò ai dipinti di Warhol alla Factory – proprio al centro degli occhi di ogni ritratto: non intendeva dire ‘fotografarli’, Andy.
La camera – video o foto - si fa arma da fuoco. Lo scatto si fa sparo. Il video si fa tiro a segno. Shooting gallery. C’era anche quello fotografico, allettante attrazione nei Luna Park europei dal primo Dopoguerra agli anni Settanta: se fai centro, avrai in premio un tuo ritratto - scattato automaticamente mentre spari. Il Crepaccio, per una sera, si fa Luna Park. Accorrete, accorrete a sparare. A gettare uno sguardo a ciascuno dei lavori presentati da Filippo Bisagni. Che sono giochi di parole, e riflessioni sull’immagine che ha paura di essere distrutta nel momento in cui la si prende di mira.
Accorrete, vi aspettiamo dalle 19.

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After its usual winter break, Il Crepaccio reopens its exhibition program starting some sort of a ‘curatorial chain letter’ (in Italian, Catena di Sant’Antonio). One after the other, some Milan-based curators will pass the baton to each other inside the street window.
An unusual and fertile chain letter, which – in honor of Il Crepaccio’s patron saint - has been renamed La Catena di San Maurizio.

The chain will start on Saturday, March 29 with Barbara Meneghel curating the project Shooting gallery by Filippo Bisagni.

To shoot. Taking a picture. To shoot. Holding a gun, aiming at something, loading, and finally firing at it. Don’t shoot me, please. If you focus me with a camera lens, you’ll kill me. Or you’ll just steal my soul. ‘May I shoot your Marilyns, Andy?’ And Dorothy Podber fired at Warhol’s pictures at the Factory – right between each portrait’s eyes: she didn’t mean to take a photo of them, Andy. The camera turns into a gun. Its click turns into a gunshoot. The video turns into a shooting gallery. A photographic version also existed, some tempting attraction at European Luna Parks between World War I and the Seventies: if you hit the mark, you’ll get your own picture – automatically taken while you’re shooting - as a prize. Il Crepaccio, just for one night, turns into some sort of a Luna Park. Come over, come over and shoot. Come over, and cast a glance to Filippo Bisagni’s works – which are wordplays, and reflections over the image’s fear to get destroyed in the instatnt you aim at it.
Come over here, we’ll wait for you at 7 pm.