Kitchen Kitchen Kitchen
Allestita nella cucina e negli spazi adiacenti di un appartamento privato a Milano, Kitchen, Kitchen, Kitchen riunisce opere realizzate tra il 1967 e il 1977 da artiste italiane e internazionali.
Comunicato stampa
Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, la cucina ricorre con insistenza nel lavoro di molte artiste. Sono gli anni in cui il pensiero femminista modifica profondamente il modo di intendere il rapporto tra corpo, lavoro, sapere, desiderio e vita quotidiana. Nel 1975 Silvia Federici e Nicole Cox pubblicano Counterplanning from the Kitchen, riconoscendo proprio nella cucina uno dei luoghi in cui il lavoro domestico si organizza e la riproduzione sociale prende forma. Pochi anni prima, in Potere femminile e sovversione sociale (1972), Mariarosa Dalla Costa e Selma James avevano individuato nel lavoro svolto dalle donne dentro la casa una delle strutture portanti, e meno riconosciute, dell’organizzazione economica e sociale.
Allestita nella cucina e negli spazi adiacenti di un appartamento privato a Milano, Kitchen, Kitchen, Kitchen riunisce opere realizzate tra il 1967 e il 1977 da artiste italiane e internazionali. La coincidenza tra il luogo della mostra e quello messo in gioco dalle opere riduce la distanza tra rappresentazione e uso: fotografie, video, tessili, scritture, suoni e azioni tornano a confrontarsi con gli oggetti, i ritmi e le funzioni della vita domestica.
Helen Chadwick, Mercedes Cuman & Diane Bond, Milli Gandini, Mako Idemitsu, Birgit Jürgenssen, Alile Sharon Larkin, Lucia Marcucci, Marisa Merz, Clemen Parrocchetti, Martha Rosler e Carolee Schneemann compongono un insieme di pratiche in cui la cucina appare, di volta in volta, come spazio di lavoro, campo linguistico, scena del desiderio e luogo di sovversione. È in questa prossimità che la mostra prende forma: nella ricorrenza di gesti capaci di mettere in relazione lavoro domestico, corpo, classe e costruzione sociale dei ruoli. A quasi cinquant’anni di distanza, pratiche sviluppate nello stesso arco di tempo, ma in contesti geografici e biografici differenti, compongono una costellazione sorprendentemente vicina.