Kimsooja – To Breathe – The Flags

Milano - 13/03/2018 : 05/05/2018

Galleria Raffaella Cortese e` lieta di presentare la quarta personale di Kimsooja in galleria – dalla sua prima collaborazione nel 2004 – in concomitanza con il progetto site specific To Breathe per la Cappella Portinari, Basilica di Sant’Eustorgio a Milano.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA RAFFAELLA CORTESE
  • Indirizzo: Via Alessandro Stradella 7 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/03/2018 - al 05/05/2018
  • Vernissage: 13/03/2018 ore 19
  • Autori: Kimsooja
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì - sabato h. 10:00-13:00 / 15:00-19:30 e su appuntamento

Comunicato stampa

Galleria Raffaella Cortese e` lieta di presentare la quarta personale di Kimsooja in galleria – dalla sua prima collaborazione nel 2004 – in concomitanza con il progetto site specific To Breathe per la Cappella Portinari, Basilica di Sant’Eustorgio a Milano (10 marzo – 15 giugno).
Kimsooja, artista sudcoreana nota a livello internazionale, individua da sempre nel nomadismo una condizione inevitabile dell’essere contemporaneo attingendo ai propri continui spostamenti che diventano materiale indispensabile per la creazione delle sue opere

Utilizzando diversi media tra cui performance, video, foto e installazioni, i suoi lavori si focalizzano su temi che indagano la natura dualistica ed esistenziale della filosofia, come la relazione tra yin e yang, tra vita e morte, tra mobilita` e immobilita` e tra locazione e dislocazione, elaborando problematiche fondamentali legate all’arte, alla vita e di valenza anche politica.
In occasione di questa mostra Kimsooja espone due lavori fortemente interconnessi: un video e un’installazione. Nello spazio di via Stradella 4 il video To Breathe – The Flags presenta una successione di duecentoquarantasei bandiere nazionali che, sovrapponendosi in un ciclo continuo, creano uno stato transnazionale di identita`. L’intento di quest’azione e` ‘svuotare’ le bandiere, intese come simboli della sovranita` dello Stato, e riconfigurarle attraverso questa stratificata dissolvenza incrociata. Poiche´ le immagini sono semitrasparenti, i colori e i disegni di piu` bandiere vengono mescolati creando una rottura visiva e simbolica delle gerarchie. Il lavoro include anche bandiere di nazioni che non sono riconosciute a livello internazionale, come la Scozia o il Tibet, cosi` come le nazioni le cui bandiere sono vietate in altri paesi, come la Corea del Nord. L’opera fu originariamente creata per il un lavoro commissionato dal Museo Olimpico dell’International Olympic Committee (IOC) per le Olimpiadi di Londra del 2012 sebbene in questa prima versione fossero incluse solo le bandiere dei paesi partecipanti.
Nell’installazione site specic To Breathe – Zone of Nowhere presente nello spazio di via Stradella n.1 le sequenze video di To Breathe – The Flags prendono forma in immagini unitarie: dodici bandiere fluttuano nello spazio e i visitatori possono camminare nell’installazione intrecciandosi tra e oltre i con ni nazionali. Lo spettatore, muovendosi nello spazio, rinnova continuamente il suo punto di vista: ancora una volta il lavoro di Kimsooja mostra l’impegno di coinvolgere il pubblico e ispirare solidarieta` e rispetto per gli altri facendo appello al senso di umanita` che tutti possediamo.
La mostra To Breathe – The Flags e` un desiderio di convivenza per un mondo ideale in cui gli individui possono unirsi per celebrare le distinzioni e la comune umanita`. L’onnipresente simbolo nazionale della bandiera si trasforma in un oggetto piu` provvisorio e fluido, senza gerarchia o pregiudizio politico, mettendo tutte le nazioni sullo stesso livello: un’esperienza visiva nella quale differenze e con itti tra nazioni possono fondersi insieme. Afferma Kimsooja “Mi vedo come una persona completamente indipendente, svincolata da qualsiasi credo, paese o contesto religioso. Voglio essere un individuo libero che e` aperto al mondo”. E` alla luce di questa filosofia a che le bandiere illustrano uno stato di perpetuo divenire, confondendo l’occhio mentre si accumulano nella mente. Questo stato fluido e` cio` che da` al lavoro il suo potere, suggerendo un punto di riferimento che e` allo stesso tempo in nessun luogo e ovunque.
Kimsooja e` nata nel 1957 a Daegu, Corea. Vive e lavora a New York e Seoul. L’artista ha esposto sue opere in grandi musei e istituzioni come: PICA Perth Institute of Contemporary Art (2018); Kunstmuseum Liechtenstein (2017); MMCA Seoul (2016); EMST National Museum of Contemporary Art, Athens, Greece (2016-2009-2005); Centre Pompidou Metz (2015); Guggenheim Museum Bilbao (2015); Collection Lambert en Avignon (2014); Vancouver Art Gallery (2013); Museum of Modern Art St. Etienne (2012); Kunsthal 44 Møen (2012); Perm Contemporary Art Museum (2012); Miami Art Museum (2012); Feldkirch Church and Kunstmuseum Lichtenstein (2010); National Museum of Contemporary Art Korea for the Yeong Gwang Nuclear Power Plant (2010); Atelier Hermes, Seoul (2009); Baltic Center for Contemporary Art, Gateshead, UK (2009); Hirshhorn Museum (2008); Fondazione Bevilacqua La Masa & La Fenice Theatre, Venice (2006); Crystal Palace of Reina So a Museum, Madrid (2006); Kunsthalle Wien (2002); Kunsthalle Bern (2002); Palazzo delle Poste, Trieste (2001); MoMA PS1 (2001). Ha partecipato a Kassel Documenta 14: ANTIDORON - The EMST Collection (2017) e a numerose Biennali: Busan (2016), Venice (2013, 2007, 2005, 2001, 1999), Gwangju (2012, 2001, 1995), Thessaloniki (2010), Moscow (2009) Whitney Biennial (2002), Lyon (2000), Sa~o Paulo (1997) and Istanbul (1997).

Mathilde Rosier e Kimsooja. Due artiste a Milano

Galleria Raffaella Cortese, Milano ‒ fino al 6 maggio 2018. Con due progetti esterni rispetto alle sedi di via Stradella, la pratica di due artiste agli antipodi rafforza la capacità di entrambe di collegare nuovi spazi a iniziative già in essere, convogliando in lavori inediti. Tra la Fondazione Luzzatto e i Chiostri di Sant’Eustorgio, prassi e metodologie esplorano contesti storicizzanti.