Kan Yasuda – Isole del silenzio
La Fondation d’Enterprise Wilmotte presenta l’Evento Collaterale della Biennale Arte 2026, Kan Yasuda – Isole del silenzio dell’artista giapponese Kan Yasuda.
Comunicato stampa
La mostra si presenta come un’esperienza insieme fisica e contemplativa, in cui Yasuda costruisce un giardino minerale: uno spazio interiore dove silenzio, semplicità ed essenzialità prendono forma nella materia e nello spazio.Yasuda è noto per la sua straordinaria maestria nella lavorazione della pietra, con cui realizza opere di sobrietà ed eleganza naturale. La texture liscia del marmo — materiale da sempre legato all’architettura — risuona con particolare intensità negli spazi della fondazione. Come nei giardini zen, le sue sculture diventano isole di quiete, dove il silenzio si fa ritmo e musicalità. Il visitatore è invitato ad attraversare questo paesaggio interiore, rallentare, osservare e percepire lo spazio che lo circonda. L’azione stessa di scavare la materia fa eco alla nozione giapponese di Ma (間), concetto centrale tanto nell’arte quanto nella musica. Ma, inteso come “intervallo”, “spazio” o “distanza”, non indica un vuoto inteso come mancanza, ma uno spazio intermedio tra due materie, due momenti, due note. È un’assenza che diventa presenza, un silenzio capace di generare ritmo e risonanza. Nelle opere di Yasuda, il vuoto scolpito nella pietra non è sottrazione, ma elemento attivo che equilibra e armonizza, instaurando un dialogo continuo tra durezza e dolcezza, tra forma e non-forma.
Un video intitolato Oltre la forma introduce l’atmosfera della mostra e svela il processo con cui l’artista scolpisce il marmo. Questo primo passaggio conduce alla sala principale, immersa in una quasi totale oscurità, dove il pavimento bianco amplifica la sensazione di purezza.
Qui, dieci sculture sono disposte come “isole”, pietre disseminate in un giardino interiore che invita alla contemplazione. Le loro forme ovali e circolari catturano la luce in modo diverso a seconda del punto di vista, mentre le cavità presenti in alcune opere aggiungono una dimensione ulteriore, favorendo raccoglimento e calma.
Kan Yasuda instaura così un dialogo tra durezza e morbidezza, tra forma e vuoto. L’artista afferma che le sue opere nascono da una riflessione sulla “non-materia”, il vuoto che circonda ogni cosa. In questo paesaggio interiore, il visitatore raggiunge uno stato quasi meditativo, sostenuto dalla purezza delle linee e dall’equilibrio dei volumi, vivendo lo spazio come un luogo di rifugio e quiete.
La scenografia e l’illuminazione, progettate dall’Agence Wilmotte di Parigi, inducono questa sensazione di sospensione grazie a una luce radente che solleva visivamente le opere dal pavimento, combinata con fasci luminosi concentrati che ne accarezzano delicatamente le superfici superiori.
Al cuore della mostra si sviluppa un dialogo costante tra pieno e vuoto, densità e leggerezza, che dà origine a un equilibrio perfetto. Qui il vuoto ha lo stesso peso del pieno, e il tempo sembra sospeso in un giardino interiore di silenzio e contemplazione, dove la serenità prende forma.