Joseph Grahame – Reflected Noise

Milano - 04/06/2021 : 02/07/2021

Seconda mostra personale, in galleria e in Italia, del giovanissimo artista inglese Joseph Grahame, classe 1995, a cura di Domenico de Chirico.

Informazioni

Comunicato stampa

REFLECTED NOISE
Joseph Grahame
Curated by Domenico de Chirico

Opening reception on Friday 4 June 2021, h 4 to 8 pm
4 June - 2 July 2021

MILANO
Via Cosimo del Fante 14, 20122 Milano


La galleria Alessandro Albanese, è lieta di presentare “Reflected
Noise”, seconda mostra personale, in galleria e in Italia, del giovanissimo
artista inglese Joseph Grahame, classe 1995, a cura di Domenico de Chirico.
Il rumore bianco è un particolare tipo di rumore caratterizzato dall'assenza
di periodicità nel tempo e da un’ampiezza costante su tutto lo spettro di
frequenze

È chiamato bianco per analogia con il fatto che una radiazione
elettromagnetica di simile spettro all'interno della banda della luce visibile
apparirebbe all'occhio umano come luce bianca.

La concezione di un’impossibile concretezza sonora che trova il suo
corrispettivo visivo in un’entità luminosa che “appare” in un certo modo
piuttosto che in un altro all’occhio umano, rende piena consapevolezza di
ciò che è in gioco nel lavoro e nella ricerca artistica di Joseph Grahame.
“Reflected Noise” fa riferimento sia al processo fisico di creazione del
segno all'interno di questo corpus di lavori sia al contesto più ampio di
influenze esterne che si riflettono sul lavoro stesso. La creazione di un
vortice di senso è inevitabile. La prassi sintattica portata avanti da
Grahame è estremamente materica e induttiva. L’induttività, e dunque la
creazione di una semantica finale in ogni opera, è data anche dal processo
di causalità che la caratterizza. La dispersione di pittura da una parte
all’altra dei componenti dell’opera, ovvero la migrazione di pigmenti di
colore, danno forma a segni imprevedibili che tuttavia sono messi in atto
dal meticoloso assemblaggio dei tessuti caratterizzanti. Inoltre, gli stessi
tessuti, lavorati spesso sul pavimento, ricevono e assorbono quella
commistione vitale di matericità ed energia che risulta fondamentale nella
creazione di una prospettiva compositiva di forte impatto.

Il risultato è magistralmente costituito da opere che decantano una pittura
scultorea di incantevole sensibilità e durezza, duttilità e tensione, ponendo
domande fondamentali rispetto al senso di intangibilità dell’opera d’arte e
al suo essere intrinsecamente legata alle complessità del mondo vigente e
circostante.

Domenico de Chirico


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White noise is a particular type of noise which is characterized by its lack of repetition over a certain period of time and by a constant amplitude over the frequencies’ spectrum. An electromagnetic radiation of such spectrum within the beam of visible light would appear to the human eye as white, hence the analogy for which it is called ‘white noise’.

The concept of impossibility of a concrete sound which finds its visual correspondent in a luminous entity which is perceived in a certain way rather than another by the human eye is what we find in Joseph Grahame’s artistic research and works.


“Reflected Noise” cites both the physical process of creating a mark within the modus operandi and the external influences which are reflected within the work itself. Inevitably and unequivocally it creates a real vortex of the senses.

The syntactic process brought forward by Grahame is extremely material and inductive. The inductiveness and the creating of an ultimate semantics in every piece are given by the process of casualty that characterizes Grahame’s paintings.


The way the paint is dispersed from one side of the canvas to the other and the migration of colour pigments give then shape to unpredictable marks that are implemented by the characterizing fabrics.


The same fabrics often worked into on the floor, receive and absorb that very mixture of materiality and energy which are fundamental in creating an incredibly strong and high impact perspective in Grahame’s compositions.

The result is masterfully construed in works that extol a sculptural way of painting of enchanting sensibility and harshness, ductility and tension, all the while asking fundamental questions relating to the intangibility of the work of art and its being linked to the complexity of the contemporary surrounding world.