Jolanda Spagno – Surrealisma

Ostuni - 31/08/2013 : 13/09/2013

Legata ad una figurazione esplicita, estetizzante ed allucinata, memore di certo surrealismo, Jolanda Spagno mantiene la sua ricerca in equilibrio perfetto tra bellezza formale e approccio criptico della realtà.

Informazioni

Comunicato stampa

Complice o spietato avversario, il bianco è presenza compendiaria e tautologica assenza. Con algida imposizione può annullare o rendere possibile ogni cosa. Il foglio, sua sensoriale trasposizione, è l’ineliminabile punto di partenza della creazione, principio di ogni progettualità.
Legata ad una figurazione esplicita, estetizzante ed allucinata, memore di certo surrealismo, Jolanda Spagno mantiene la sua ricerca in equilibrio perfetto tra bellezza formale e approccio criptico della realtà. Dal silenzio del supporto emerge l’immagine, sempre ambigua, più ritrovata che creata

Il volto di estranianti sentinelle o il profilo di un bosco o di un orizzonte lontano, sono apparizioni fragili e rivelatrici di un universo di energie segrete; ritratti e alberi uguali a se stessi, di fatto unici, affiorano delicatamente per condurci in una dimensione mitica e fiabesca, in un’alterità diacronica e sincronica.
Il suo peculiare linguaggio, lontano dal realismo ortodosso, delinea composizioni studiate in cui nulla è accessorio e tutto è essenziale. La consueta finzione del reale si destruttura nel raddoppiamento delle parvenze, originariamente generate da abbacinanti volumi di pierfrancescana perfezione. Aspirando alla dimensione ideale la figurazione è spinta ad estraniarsi dalla quotidianità, preferendo ad essa una visione magica ed evocativa, autenticamente poetica eppure problematica: un sogno che tende a farsi incubo nella sua sacrale e altera bellezza.
Ombra e luce, bianco e nero, si sfiorano in un incontro fluido e mobile, che si stempera a tratti in passaggi chiaroscurali rarefatti, in un gioco di tonalità grigie intermedie e mutevoli. Abbinando le doti primigenie del disegno all’ambiguità percettiva di immagini lenticolari, l’artista costruisce le sue opere confondendo i piani spazio-temporali. Mentre l’abilità tecnica, espressa nella resa anatomica ineccepibile e nei chiaroscuri calibrati, accresce l’inganno, inducendo a spostare l’ambito di riferimento in un altrove lontano, la trasmutazione alchemica degli elementi visivi rispecchia una riflessione esistenziale profonda, un’esortazione ad abbandonarsi alla trasformazione e a non opporsi ai passaggi di vissuto.
Metafore di un sincero sforzo ermeneutico, le sue opere conservano l’enigmaticità dell’ultima avanguardia storica, a cui non a caso è dedicata la mostra, intitolata Sùrrealisma, traduzione islandese del nome del celebre movimento primonovecentesco. L’Islanda, gelido paradiso, paese di per sé sibillino nella rarefazione abitativa e nel silenzio mediatico, è degno paesaggio e auspicato scenario per il lavoro dell’artista.
Mediante una pittura rarefatta nei mezzi espressivi e densa nei contenuti, procede per derivazioni e revisioni della forma. Quest’ultima, analizzata nelle sue molteplici capacità illusorie, si abbandona allo scavo antropologico e alle profondità psicologiche. Le figure appaiono bloccate in un tempo senza memoria, ma in cui tutti i ricordi si affollano e reclamano ascolto. In una sorta di fenomenologia dell’apparizione, generata dalla reiterazione iconica delle lenti olf, l’immagine acquisisce un aspetto decantato e sospeso.
L’atmosfera di sospensione metafisica, legata al muto dialogo delle forme e alla tensione evocativa dei rapporti chiaroscurali, tramutano le opere in visioni interiori, che ci invitano ad estraniarci dal vivere comune per intraprendere quella ricerca di verità a cui l’imperativo hic et nunc costantemente ci sottrae.

Carmelo Cipriani


Jolanda Spagno è nata a Bari nel 1967. Conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Bari, dal 1995, si dedica alla produzione di videoanimazione, corsi di formazione per la realizzazione di cartoni animati e di didattica creativa dell’immagine. Dal 2012 è docente del corso “Pratiche creative per l’infanzia” all’Accademia di Belle Arti di Foggia.
Ha tenuto numerose personali. Tra le più recenti: 2011 – L’altra dimensione, a cura di C. Bortone, The Office Contemporary Art, Roma; 2009 – Prismi, a cura di G. De Palma, Area Archeologica Santa Maria Veterana, Triggiano (BA); 2007 – Lampisterie, a cura di A. D’Avossa, Galleria Verrengia, Salerno.
Tra le collettive: 2012 – Natural Party, Galleria Formaquattro, Milano; 2012 – Ouverture. La Festa dell’Arte, a cura di R. Lacarbonara, A. Frugis, N. Zito, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (BA); 2011 – Seguendo il cammino di Marco Polo, artisti italiani dipingono Hangzhou (Cina), Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; 54° Biennale di Venezia, a cura di V. Sgarbi, Padiglione Italia/Puglia, Complesso monumentale di Santa Scolastica, Bari; Il giardino segreto. Opere d’arte del secondo Novecento nelle collezioni private, a cura di L. De Venere, Complesso monumentale di Santa Scolastica, Bari; 2010 – Eclettica, a cura di A. Marino, Castello di Carovigno (BA); 2009 – V Festival Internazionale d’Arte Contemporanea Songzhuang, Pechino (Cina); 2007 – Natività, a cura di R. Pinto, Open Space, Catanzaro.
Nel 2011 è stata selezionata per il progetto Seguendo il cammino di Marco Polo, artisti italiani dipingono la città di Hangzhou nell’anno della Cina, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e da Hangzhou cultural brand promotion.