John Isaacs – The Architecture of Empathy

Brescia - 18/01/2014 : 08/03/2014

Per la sua prima mostra in Italia John Isaacs presenta nella sala principale della galleria un solo nuovo lavoro, una grande scultura in marmo di Carrara, realizzata con una tecnica tradizionale che riporta alla mente una celebre opera del passato.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MASSIMO MININI
  • Indirizzo: Via Luigi Apollonio 68 - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 18/01/2014 - al 08/03/2014
  • Vernissage: 18/01/2014 ore 18
  • Autori: John Isaacs
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: From monday to friday - 10am to 7.30pm Saturday - 3.30 to 7.30pm
  • Email: info@galleriaminini.it

Comunicato stampa

La Galleria Massimo Minini è lieta di presentare la personale dell'artista inglese John Isaacs (Lancaster, 1968).

Per la sua prima mostra in Italia John Isaacs presenta nella sala principale della galleria un solo nuovo lavoro, una grande scultura in marmo di Carrara, realizzata con una tecnica tradizionale che riporta alla mente una celebre opera del passato. Una presenza molto fisica, di impatto, che apre a letture e suggestioni che catturano il visitatore per la bellezza intrinseca del materiale e la perfezione delle forme


"E così quel pezzo di montagna scolpito diventa un pezzo d’anima, ci parla del nostro desiderio che la vita continui, della nostra possibilità di inventarla come un’opera d’arte, di quanto è inutile l’arte che parla solo di se stessa e non è capace di trasformare il marmo in carne, di come la vita sia un sogno da vivere tanto nella luce quanto al buio e di come l’arte possa rivelarla, anche coprendola con un velo." Così racconta Didi Bozzini nel testo in catalogo.
In questa mostra Isaacs guarda al passato in una citazione che allude subito a possibilità di nuove interpretazioni e riflessioni, sull'arte, la bellezza, la vita. Pathos e stupore ancora una volta emergono dal lavoro, oggi in modo più raffinato e sottile, rispetto ad alcune opere dissacranti degli anni precedenti. " Forma e contenuto sono completamente legati. Se la scultura è qualcosa, essa è la relazione tra il corpo umano e lo spazio circostante. L'atto di abitare lo spazio è già di per se stesso una forma di comunicazione con l'ambiente nel quale ci si trova - per me non è possibile separare l'uno dall'altro." afferma Isaacs.
Artista eclettico, John Isaacs lavora da oltre quindici anni utilizzando i materiali più diversi - cera, tessuto, bronzo, neon, ceramica, pittura, collage, fotografia - indagando tematiche legate alla complessità del vivere moderno, ai paradossi della quotidianità, all'identità dell'uomo. Le sculture spesso grottesche, ma assolutamente affascinanti e tecnicamente perfette, sono una critica verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi, il consumismo, l'inquinamento.

In occasione della mostra sarà presentato il nuovo libro John Isaacs - The Architecture of Empathy, con testi di Didi Bozzini e Massimo Minini.