Ji Dachun – Forgotten Desires and Accompanying Clouds

Roma - 15/05/2013 : 22/09/2013

Forgotten Desires and Accompanying Clouds | I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano, la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana di Ji Dachun (1968), artista cinese nato a Nantong e attivo a Pechino.

Informazioni

  • Luogo: MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
  • Indirizzo: Via Nizza, 138 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 15/05/2013 - al 22/09/2013
  • Vernissage: 15/05/2013 ore 19
  • Autori: Ji Dachun
  • Curatori: Bartolomeo Pietromarchi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.
  • Biglietti: Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 € Tariffa ridotta: non residenti 10,50 €, residenti 9,50 €
  • Email: macro@comune.roma.it

Comunicato stampa

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta, dal 16 maggio al 22 settembre 2013, Forgotten Desires and Accompanying Clouds | I desideri dimenticati e le nuvole che li accompagnano, la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana di Ji Dachun (1968), artista cinese nato a Nantong e attivo a Pechino


La sua ricerca – insolita combinazione di tradizione cinese e modernità occidentale – rivela un’eccezionale singolarità di linguaggio che, con ironia e acuto umorismo, affronta le complesse relazioni tra Oriente e Occidente, ma anche la casualità della vita quotidiana, attraverso immagini fantasiose e ironiche, spesso frutto di grottesche metamorfosi.
Nelle sue opere, surreali collisioni di forme e contesti originano così immagini bizzarre in cui, su ampi sfondi bianchi, compaiono in insolite prospettive figure isolate o in dialogo, o particolari combinazioni di oggetti, o ancora frammenti di corpi: immagini dall’ingenuità solo apparente, dietro cui si cela un radicale sarcasmo verso la realtà.
Le sue tele, pervase da una profonda enigmaticità e spesso irriverenti, assurde, inducono inevitabilmente lo spettatore alla ricerca di un senso non immediato, nascosto, come rivelano alcune delle opere in mostra – tutte realizzate a partire dal 2006 – tra cui Holy Mother A Hostage (2011), Other Worlds (2011), Plastic Brains (2011), True World Art (2011), Brain Juice (2010), Ellen’s Book (2010) e Plastic Landscape, Plastic Park (2010).
In mostra anche i lavori Rococo (2006) e la serie dei Landscape (2011), in cui l’artista affronta i temi della rovina, della decadenza e della morte, centrali nella sua ricerca.
Il MACRO con questo progetto, realizzato in collaborazione con la Aye Gallery di Pechino, intende dare spazio alla sempre più influente arte cinese, attraverso l’opera di uno dei suoi protagonisti più atipici e rilevanti.
La mostra è accompagnata da un catalogo – pubblicato in italiano, inglese e cinese – che raccoglie, oltre un ampio apparato iconografico, i contributi critici di A'cheng e Bartolomeo Pietromarchi.





Biografia
Ji Dachun, nato a Jiangsu, in Cina, nel 1968, vive e lavora a Pechino. Dopo il conseguimento della laurea nel 1993 alla Central Academy of Fine Arts di Pechino, presso il dipartimento di pittura ad olio, realizza numerose mostre in importanti musei e istituzioni. Tra le sue mostre personali si segnalano: Aye Gallery (Pechino, 2012); Barbara Gross Gallery (Monaco, 2011); Shanghai Art Museum (Shanghai, 2007); Kunstmuseum Bern (Berna, 2007); Pyo Gallery (Seoul, 2006); Posco Art Museum (Seoul, 2005); Art Beatus Gallery / Annie Wong Art Foundation (Hong Kong, 2004); Aura Gallery, (Shanghai, 2002); East Link Gallery, (Shanghai, 2000). Fra le molte mostre collettive, si ricordano quelle presso: Injoy Museum of Art (Pechino, 2011); Times Art Muesum (Pechino, 2010); Eastation Gallery (Pechino, 2009); Musée Maillol (Parigi, 2008); Asia Art Center (Pechino, 2007); Shanghai Zenda MOMA (Shanghai, 2006); Kunstmuseum Bern (Berna, Svizzera, 2005); South of Taiwan Art Center (Taiwan, 2004); Shenzhen Art Museum (Shenzhen, 2003); Shanghai Art Museum (Shanghai, 2000); Beijing International Art Gallery (Pechino, 1998, 1996); Haus der Kulturen der Welt (Berlino, 1997); National Art Museum of China (Pechino, 1993). Ha inoltre partecipato a vari eventi artistici internazionali, tra cui la Biennale di Shanghai nel 2000.
Roma, maggio 2013