Jason Dodge
La mostra si sviluppa come una costellazione di opere e pensieri che si dispiegano attorno alla pratica di Jason Dodge — non come voce unica, ma come presenza che rende possibile l’emergere di altre sensibilità artistiche.
Comunicato stampa
Al centro, la pratica di Jason Dodge stabilisce le condizioni per tali incontri. Attraverso gesti sottili, una pratica della sottrazione e l’evitamento di soggetti fissi, il suo lavoro — spesso composto da tracce e oggetti provenienti dalla vita quotidiana — mette in primo piano l’agency dello spettatore nella produzione di significato. Le tracce e gli oggetti che raccoglie resistono a una chiusura narrativa, proponendo invece la percezione stessa come una forza attiva e generativa. Attorno a questa sensibilità, le altre pratiche trovano tensione e risonanza.
Le fotografie di Merry Alpern introducono una consapevolezza acuta delle questioni etiche e della complicità implicate nel processo del guardare. Posizionando la macchina fotografica sulla soglia tra spazio pubblico e privato, le sue immagini destabilizzano la stabilità dell’osservazione e coinvolgono lo spettatore in dinamiche di sorveglianza e desiderio. La pratica di Yvo Cho interroga lo statuto e la circolazione delle immagini, mettendone in discussione l’affidabilità mentre si muovono attraverso piattaforme e contesti differenti. Lavorando con fluidità tra fotografia, scultura, pittura, architettura e design, incorpora frequentemente l’atto di documentazione all’interno dell’opera stessa. Keta Gavasheli coinvolge suono, poesia e performance attraverso strategie simili al collage che evocano le texture frammentate della memoria e dello spazio interiore. Le cassette audio funzionano al tempo stesso come medium e archivio — depositi materiali di testi parlati che rendono il linguaggio distante, parzialmente oscurato e preservato in un’altra forma. Le installazioni basate sull’immagine di Megan Plunkett esaminano le condizioni materiali e le economie visive che plasmano la realtà fotografica. Attraverso la serialità, lo spostamento spaziale e l’incorporazione di oggetti di scena o elementi trovati, coltiva uno straniamento all’interno di scene familiari. Le sculture animali di Felice Tosalli, pur radicate in un momento storico precedente, contribuiscono con un registro materiale e immaginativo distinto. Intagliate e spesso policrome in legno, le sue opere combinano precisione tecnica e una raffinata sensibilità fiabesca.