Janet Bellotto – Confluence Island

Mestre - 20/11/2015 : 19/12/2015

Confluence Island è un luogo nato dall’unione di due isole che sono confluite assieme fino a formare uno spazio altro, allo stesso tempo unico e duplice. E’ una fusione, reale e immaginaria, di terre e acque vicine geograficamente ma lontane nella loro essenza.

Informazioni

  • Luogo: 3D GALLERY
  • Indirizzo: Via Antonio Da Mestre, 31 - Mestre - Veneto
  • Quando: dal 20/11/2015 - al 19/12/2015
  • Vernissage: 20/11/2015 ore 18
  • Autori: Janet Bellotto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal giovedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 o su appuntamento

Comunicato stampa

Confluence Island è un luogo nato dall’unione di due isole che sono confluite assieme fino a formare uno spazio altro, allo stesso tempo unico e duplice. E’ una fusione, reale e immaginaria, di terre e acque vicine geograficamente ma lontane nella loro essenza.

La parola “confluent”, derivata dal significato latino di “fluire assieme”, è usata in questa esposizione per definire la fluida plasticità relazionale delle masse e delle vie d’acqua, rovesciando il concetto di Pangea e della migrazione delle placche tettoniche nel concetto delle isole re-immaginate e reali, modellate scambiando i loro parametri fisici, politici e culturali


L’esposizione prende ispirazione innanzitutto dalla storia di Venezia e Mestre, due città affini ma molto diverse, circondate dalla stessa acqua che le separa e le unisce al contempo. Come Venezia e Mestre, altre città hanno subito la stessa sorte, a partire dalle coppie di città similari e sempre legate all’acqua, come Dubai- Los Angeles, Il Cairo- Città del Messico e Istanbul-Aleppo, e tutte queste città sono state visitate personalmente dall’artista (con l’unica eccezione di Aleppo, per la quale si è avvalsa dell’esperienza indiretta).
Bellotto, esplorando gli universi di queste isole confluite, arriva a delocalizzare il concetto di isola e a trasformarlo in un concetto quotidiano e universale. Oggi, tutti viviamo su delle isole: isole virtuali, effimere, che l’artista chiama isole di contrasto. L’acqua, che in natura unisce e separa le isole, diventa metafora di un dissidio, un contrasto appunto, che può essere sociale, culturale o semplicemente casuale, e che, in questo caso, separa e distingue le isole.
Il quesito alla base del concetto espositivo è: cosa succede se queste isole di contrasto confluiscono assieme diventando isole confluite? Si apre allora una gamma infinita di possibilità, di unioni di terre che altrimenti sarebbero divise: l’esposizione esplora nuove alternative alla realtà, creando legami e officiando matrimoni di spazi lontani. Due luoghi vengono affiancati per creare un’isola nuova e vecchia allo stesso tempo, che ricorda la forma di entrambi gli spazi, che riporta due fari, organo vitale di un’isola, e che sarà bagnata da due acque diverse, che si incontreranno a metà, a ricordare e segnalare il matrimonio che le lega.
L’unione dei luoghi- isola appare, nelle opere di Janet Bellotto, talmente naturale e giusta da far sorgere il dubbio che forse un tempo esse fossero davvero uno spazio unico, che l’artista ha recuperato dalla loro storia, o che forse col tempo lo diventeranno, facendo così dell’artista un’anticipatrice del loro confluenced future.
Allo spettatore la metafora dell’isola sembrerà estendersi anche all’intera galleria e agli spazi circostanti, i lucernari saranno fari di isole confluite e la loro luce sembrerà arrivare fino al faro di Venezia. Il surreale evocato dalle opere d’arte di Janet Bellotto provocherà negli spettatori una sensazione di straniamento: alcuni luoghi in cui si sarà vissuto fino a quel momento appariranno improvvisamente nuovi, quegli stessi spazi, inondati di luce, sembreranno diversi da quelli in cui si è abitato un tempo.
“Usando brillantemente la strategia dell’ostranenie, la tecnica artistica che prevede di presentare al pubblico oggetti quotidiani e familiari in un modo strano e insolito, in modo da aumentare la percezione del familiare, la ri-contestualizzazione di Bellotto sottolinea le differenze ma porta nuovi riconoscimenti di un’inimmaginata potenza” - Kóan Jeff-Baysa
Confluence Island fa parte di un progetto molto più grande, che verrà esposto in diversi musei e gallerie internazionali e che ogni volta prenderà forma diversa a seconda del luogo in cui verrà ospitato. L’idea alla base del progetto è quella di registrare le isole che condividono somiglianze di qualche sorta – il tipo di abitazione, la loro storia, l’ambiente naturale e il suo sviluppo, un’importanza nazionale o culturale del luogo in cui abitano – e confrontarle globalmente, esplorandole in quanto entità singole e in rapporto con le altre.
La mostra, curata da Kóan Jeff Baysa, sarà visitabile dal giovedì al sabato, dalle 15.30 alle 19.30, o su appuntamento. L’inaugurazione avverrà in presenza dell’artista venerdì 20 novembre alle ore 18.00. Per informazioni scrivere a [email protected] o chiamare il 340 5715138. 3D Gallery, Piazzale Candiani 31 (passaggio di palazzo Donatello), Mestre, Venezia.

Janet Bellotto è nata a Toronto, vive e lavora a Dubai, dove è Professore Associato e Presidente Associato del College of Arts and Creative Enterprises della Zayed Univeristy . Si è diplomata in Scultura e Installazione presso l’Ontario Colleger of Art&Design di Toronto e ha ottenuto un Master in Fine Arts presso la Concordia University di Montreal. Nel 2014 e’ stata Direttore Artistico della ventesima edizione dell’Internation Symposium on Electronic Art ISAE, ospitato dalla Zayed University a Dubai. La sua sensibilità artistica la porta ad esplorare il mondo della scultura, delle installazioni, della fotografia, dei video e delle performance. L’acqua è un elemento fondamentale del suo lavoro ed è il leitmotiv della sua arte. I suoi lavori sono stati esposti in molte mostre collettive ed esposizioni personali, così come in fiere d’arte internazionali. Tra le diverse esposizioni, sono incluse: 2015 Joshua Treenial, Joshua Tree ; Art Stays 13th Festival of Contemporary Art, Ptuj, Slovenia; 2013 Residuals of Gravity, CDA Projects, Istanbul, Turkey; 2012 Nile Blue, Red Head Gallery, Toronto; Aquatica, Harvey Nichols, Dubai; 2011 The Lure, De Luca Fine Art Gallery, Toronto; 2010 – 12th Cairo Biennale, Cairo, Egypt; Drowning Ophelia, Stratford Gallery, Stratford, ON; 2009 – Point of Encounter, Tashkeel, Dubai; 2008 – Chinese Character Biennial, Chinese Base & KU Art Center, Beijing, China; WAVE, The LAB, New York City; 2007 – Dehisce, kkprojects, New Orleans, USA.

Kóan Jeff Baysa è un medico, scrittore e collezionista d’arte. Alumno del Whitney Museum ISP Curatorial e membro di AICA, che connette le aree della scienza medica con la cultura contemporanea producendo mostre interattive e organizzando forum che si concentrano sulla percezione della salute, sull'acculturazione, sulla sostenibilità , l'accesso alle esperienze creative e la sensoriale essere umano .
Ha curato mostre museali e tenuto conferenze a livello internazionale. E' nel consiglio di amministrazione di diverse organizzazioni artistiche di New York e Los Angeles, dove promuove e utilizza l'arte con l'intento di far conoscere la scienza ai giovani, i quali la utilizzano come fonte di ispirazione per innalzare le aspirazioni delle carriere nel campo della scienza e della tecnologia. E' il fondatore e co-direttore della Fondazione della Biennale di Honolulu.