Jacques Toussaint – …que du bleu !

Milano - 27/02/2014 : 21/03/2014

In questa mostra si trasforma nel filo conduttore di un'opera articolata con rigore attraverso le forme diverse di un unico linguaggio, tra segni grafici, rilievi in metallo e segmenti luminosi tracciati da tubi al neon blu.

Informazioni

  • Luogo: INSTITUT FRANCAIS
  • Indirizzo: Corso Magenta 63 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 27/02/2014 - al 21/03/2014
  • Vernissage: 27/02/2014 ore 18
  • Autori: Jacques Toussaint
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedì a venerdì 14-19 – sabato 10.30-12.30

Comunicato stampa

Jacques Toussaint è un artista francese che vive e lavora in Italia da molti anni.
In questa occasione Luigi Cavadini, critico d'arte e curatore della mostra propone nell'ampio spazio della galleria un percorso in cui lavori recentissimi di grafica, video e sculture si integrano in una serie di installazioni site-specific collegate tra loro da un filo blu virtuale, il colore che caratterizza molti suoi lavori e che costituisce il vero denominatore comune della sua opera


Un filo blu, che si riallaccia a un ricordo dell'infanzia dell'artista, quando, nei cantieri della capitale francese, i muratori segnavano i livelli con l'uso di un lungo cordino, che immerso nella polvere colore cobalto e teso tra due punti distanti, pizzicato come una corda di violino, lasciava sulle pareti una traccia netta di un blu intenso.
In questa mostra si trasforma nel filo conduttore di un'opera articolata con rigore attraverso le forme diverse di un unico linguaggio, tra segni grafici, rilievi in metallo e segmenti luminosi tracciati da tubi al neon blu.
In uno spazio tenuto nella semi oscurità, Jacques Toussaint, propone un viaggio suggerito dall'accostamento di costruzioni, rilievi, vetri lavorati - ora specchio, ora dalle superfici materiche rigate - e che culmina in una installazione aerea di tubi al neon dove l'artista rielabora il tema del segmento che da sempre caratterizza il suo lavoro.
Il percorso si conclude nella proiezione di un video, ultima forma espressiva dell'artista, imperniato sul gioco grafico del suo “segno”, definito all'interno del quadrato, forma perfetta che, adeguatamente segnato da linee oblique, forma una trama infinita che si espande sulle pareti dello spazio che diventano finestre aperte su un mondo nuovo, quello dello spirito.
Se "n''y voir que du bleu" significa nel linguaggio comune francese "non vederci chiaro", …que du bleu !, il titolo di questa mostra -con quel tono carico di suggestioni - viene proposto al visitatore in antifrasi, invitandolo a sognare e a immergersi nei propri pensieri per evadere dal duro mondo quotidiano.

Jacques Toussaint nasce a Parigi nel 1947. Inizia la sua attività in Italia nel 1971 dopo aver studiato a Parigi all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts.
È stato consulente delle aziende di arredamento Bernini di Carate Brianza e Matteo Grassi di Mariano Comense, per la quale ha anche creato una linea di prodotti, coordinato l’azione dei vari designers, impostato e seguito l’immagine aziendale. Per la Interflex di Meda è stato consulente per il settore arredamento dal 1983 al 1990. Alla fine del 1985 ha creato il marchio Atelier quale sintesi delle sue precedenti esperienze, per l’edizione di progetti affidati alla cura di giovani designer come Hans-Peter Weidmann, Wolfgang Laubersheimer, Hannes Wettstein, ma anche di designer molto affermati come Toshiyuki Kita, Ross Littell e Verner Panton e la riedizione di progetti firmati da maestri dell’ architettura di livello internazionale come Alvar Aalto, Alfred Roth, Werner Max Moser, Hans Georg Bellmann e Giuseppe Terragni.
A partire dal 1993 collabora alla definizione di una nuova collezione di oggetti in carta riciclata per la Arbos di Solagna.
E stato varie volte invitato a presentare i suoi lavori al Museo Casabianca di Malo (Vicenza) istituzione che illustra attraverso opere grafiche le varie tappe dell’arte contemporanea internazionale dal 1960 ai nostri giorni.
Nel 1997 ha creato “Glass Works”, una collezione di specchi nata da una ricerca e un uso nuovo di un materiale antico, il vetro. Nel 1998 ha creato sotto il marchio Connections, una collezione di oggetti artistici che intende sottolineare le connessioni che esistono tra le persone e le cose che hanno influenzato la sua ricerca.
Nel 2000 ha fondato l’Associazione del Piccolo Museo per la protezione e la salvaguardia del ricco archivio di progetti, prototipi e oggetti di design raccolti durante gli anni di collaborazione con designers famosi. Ha iniziato anche la produzione di una nuova collezione con il marchio Edizioni del Piccolo Museo.
Attivo come grafico, partecipa a mostre in gallerie ed istituzioni in Italia ed all’estero. Alcune sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Denver Art Museum, Die Neue Sammlung - Monaco di Baviera, del Kunstgewerbemuseum – Berlino, del Museo Nazionale di Poznan (PL). e della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti - Verona.

Le opere in mostra

Rilievi.
Sono esili strutture in acciaio che racchiudono vetri stampati posizionati per riflettere la luce dei segmenti di neon posti a soffitto, o ancora serigrafie del segno grafico opportunamente ridotte in scala, in sintonia con i grafismi giganti proiettati sulle pareti.

Parete specchiante (Glass-wall)
Composizioni pensate per questo luogo, formate da mattonelle di vetro argentato materico, rigato o quadrettato, disposte secondo la logica di un disegno geometrico che tende a misurare lo spazio.
Alternando formato grande e piccolo le mattonelle rifrangono anche loro le luci dell'installazione posta a soffitto, creando un effetto optical dovuto all'alternarsi di righe orizzontali e verticali.

Installazione neon sospesa.
Ad unire le due diverse aree della galleria sarà un cielo virtuale definito da segmenti fluttuanti nello spazio, che porta in questo luogo oltre alla luce l'energia vitale. I segmenti di luce al neon sprigionano una luce che porta allo straniamento del visitatore.

Video.
L'opera video rappresenta l'ultima tappa dello sviluppo della ricerca portata avanti negli anni da Jacques Toussaint, con la collaborazione di Vincenzo Nardino, graphic designer, necessaria per tradurre un linguaggio tradizionalmente statico in una sequenza dinamica di immagini in movimento.

Dietro le quinte.
Sono esposti i progetti delle installazioni site specific degli ultimi anni, attraverso plastici e immagini fotografiche di Gionata Xerra e Stefano Scatà.