Italia-Oriente

Corinaldo - 06/09/2014 : 07/09/2014

“Italia-Oriente” è una sezione specifica del Festival Dolce India dedicata a iniziative di particolare interesse nei confronti della cultura contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Italia-Oriente: residenza d’artista di Jacopo Mandich e Noa Pane
A cura di Fulvio Chimento
Il 5-6-7 settembre 2014 si svolge la IV edizione del Festival *Dolce India*, organizzato dall’Ass. Joytinat Yoga e Ayurveda presso l’Ashram Joytinat di Corinaldo (AN), realtà fondata nel 2003 dal maestro indiano Swami Joythimayananda nella splendida cornice delle colline marchigiane. Il festival, ideato da Fulvio Chimento e Antonella Malaguti, funge da cassa di risonanza culturale al Convegno Internazionale di Ayurveda, che giunge quest’anno alla sua XV edizione

Il Festival *Dolce India* offre al pubblico un ricco programma dedicato alla letteratura, all’arte contemporanea, alla musica, alla danza, alla meditazione e alla cucina naturale. L’evento è patrocinato da Regione Marche e Aam Terra Nuova Edizioni.

RESIDENZA ITALIA-ORIENTE…

“Italia-Oriente” è una sezione specifica del Festival *Dolce India* dedicata a iniziative di particolare interesse nei confronti della cultura contemporanea. Sabato 6 settembre alle ore 18.30 verranno svelate le opere di Jacopo Mandich e Noa Pane, elaborate durante una residenza presso l’Ashram Joytinat; l’evento ideato e curato da Fulvio Chimento. L’iniziativa è tesa a creare un confronto tra la cultura occidentale e orientale attraverso l’arte contemporanea, e le opere, realizzate con materiali reperiti in loco, sono ispirate a una riflessione inerente i cinque elementi su cui si basa la filosofia indiana: terra, aria, fuoco, acqua, etere. I lavori dei due artisti affiancheranno quelli realizzati nelle scorse edizioni da Umberto Chiodi, Valerio Giacone, Jean-Baptiste Maitre e Chiara Pergola.
Come afferma Fulvio Chimento: “Nella residenza Italia-Oriente, gli artisti, agendo nello spazio fisico (e non nell’isolamento del proprio studio), determinano un ambiente creativo potenzialmente senza limiti, dove l’interazione con osservatori “esterni” e di passaggio accresce di contenuto l’elaborazione dell’opera”. Ciò che distingue questa esperienza da altre residenze basate sull’”immersione” dell’artista nel contesto naturale è che presso l’Ashram Joytinat “lo spazio del sacro” costituisce l’indagine ultima, andando oltre la natura soggettivamente osservata. Le persone che vivono in questa piccola comunità seguono un percorso di crescita interiore attraverso regole condivise, un cammino difficile paragonabile a quello che un artista intraprende scegliendo di dedicare la propria esistenza a qualcosa di universale come l’arte, “bene comune” per eccellenza.

PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL 5-7 SETTEMBRE

Il Festival prende il via venerdì 5 alle ore 18.30 con un incontro dal titolo “Yoga e spiritualità nel terzo millennio”, intervengono Swami Joythimayananda e Padre Antonio Gentili, moderatore dell’incontro è Guido Gabrielli (direttore del mensile Yoga Journal). La serata prosegue alle 21.30 con la proiezione del film Noi non siamo come James Bond, (2012), che ha come protagonisti il regista Mario Balsamo e Guido Gabrielli (uno dei protagonisti sarà presente in occasione della proiezione). Il film, vincitore del Premio della Giuria al Torino Film Festival è un road movie documentario che affronta la corruttibilità della materia contro l’inalterabilità di un sogno: il cammino di due amici lungo il percorso della guarigione. Sabato 6 settembre alle ore 18.30 verranno presentate al pubblico le opere realizzate da Jacopo Mandich e Noa Pane, mentre alle 21.30 è possibile ascoltare i suoni e le atmosfere d’oriente con la musica indiana di Ruben Narrainen (voce e harmonium), Maurizio Murdocca (tablas), Nadeem Khan (sitar). Domenica 7 settembre alle 18 spettacolo di Flamenco e danza Bharatanatyam con le danzatrici Nadesh Joythimayananda e Simona Di Spirito. L’accostamento tra questi due stili non deve sembrare audace, poiché il Flamenco è il frutto di un’evoluzione di danze tradizionali indiane, che arrivarono in Andalusia grazie a popolazioni nomadi provenienti dall’Asia. Chiude il Festival alle 21.30 un concerto di campane tibetane eseguito da Peter Treichler e Cristina Pacciarini. L’entrata al Festival è gratuita.

BIOGRAFIE

Jacopo Mandich nasce a Roma nel 1979, città in cui vive e lavora. Realizza sculture con materiali di recupero e negli ultimi anni si è specializzato nella lavorazione del ferro e del legno. Collabora con gruppi e singoli artisti alla realizzazione di spettacoli, eventi, esposizioni e laboratori legati al riciclaggio artistico e alla sensibilizzazione eco-solidale; assembla scarti metallici, ritagli industriali, brandelli di macchine da scrivere, dando vita a creature antropomorfe e masse dinamiche. Jacopo Mandich dai materiali “poveri” estrae l’essenza energetica e potenza alchemica. Tra le mostre collettive si segnala: Fondazione Pomodoro, a cura di Jaqueline Cerasoli, Vicariato di Pietrarubia (PU), 2010. Alcune delle sue ultime mostre personali: Erosione dei tempi, a cura di Xilef Welner, Galleria Love and dissent, Roma, 2011; Conduttori di riflessi, a cura di Nana Ingres, Art Gallery via dei Banchi Vecchi 46, Roma, 2011; ; Cosmogonie, a cura di Marta Gargiulo, Galleria Varsi, Roma 2013; A ferro e fuoco, a cura di Cristian Porretta, Galleria Faber, Roma, 2014.

Noa Pane nasce a Roma nel 1983, vive a Urbino dove studia all’Accademia di Belle Arti. Si occupa di pittura e di scultura, realizza inoltre delle performance artistiche, negli ultimi anni si dedica alla land art ricorrendo spesso a materiali di riciclo e riuscendo a far convivere con immediatezza elementi naturali e industriali. Tra le sue esposizioni collettive si segnalano: Gaia il pianeta che vive, a cura di Raffaello Paiella, presso il centro Elsa Morante di Roma; nel 2013 partecipa Land Art per il Furlo a cura di Andreina De Tommasi. Nel 2014 partecipa alla collettiva OrtoArte all’interno dell’Orto Botanico di Urbino, in un evento a cura di Giancarlo Lepore, e si aggiudica il secondo premio “Biennale arte creativa” indetto dall’Accademia di Viterbo, a cura di Laura Lucibello. Tra le sue performance: Equilibri infranti, Tour Eiffel, Parigi (2012); Color Explosion, questo evento è curato da Clemence Soulat e Nezha Kandoussi, rue de Sévigné, Parigi (2012).

Fulvio Chimento nasce a Roma nel 1979, si laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa. Affianca all'attività di curatela artistica varie collaborazioni editoriali. Nel 2010 cura la VII edizione di Gemine:Muse per il Comune di Modena e il Premio Starting Point (Museo Carlo Zauli, Faenza) per conto dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Nel 2012 è ideatore di “Spazio Arte”, progetto mirato a creare un archivio filmico degli artisti contemporanei (il progetto è stato presentato per la prima volta a luglio del 2013 presso la Galleria civica di Modena); nel 2013 cura presso lo Spazio Icarus di Reggio Emilia la collettiva Art Mob. Dal 2013 collabora con la Fondazione Fotografia Cassa di Risparmio di Modena. Nel 2014 cura la mostra DADO. Sinopie di un writer presso il Musée de l’Ohm, all’interno del Museo Medioevale di Bologna, nello stesso anno pubblica il libro Arte italiana del terzo millennio, Mimesis Edizioni, Milano. Presentazioni del libro si sono svolte al MART di Rovereto, al Museo MAR di Ravenna, al DAMS di Bologna e al Centro Culturale “La Piola” di Bruxelles.

Per il programma dettagliato consultare il sito: www.ayurveda-ashram.it; Tel. 071.679032
Direttore artistico: Fulvio Chimento; [email protected]; 3404700468