Istantanee

Milano - 10/01/2012 : 17/01/2012

La Chie Art Gallery inaugura per la prima volta una mostra collettiva che ha come tema la fotografia, perché fino a questo momento ha trattato altri linguaggi artistici, ma la curiosità che ha sempre avuto per essa ora è prevalsa, concretizzandosi in questo progetto nato per promuovere il lavoro di cinque giovani artisti.

Informazioni

  • Luogo: CHIE ART GALLERY
  • Indirizzo: Viale Premuda 27 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 10/01/2012 - al 17/01/2012
  • Vernissage: 10/01/2012
  • Generi: fotografia, collettiva

Comunicato stampa

“E' necessario sentirsi coinvolti in quello che si ritaglia attraverso il mirino. […]
Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un fatto e l'organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono e significano quel fatto.
E' mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore.
E' un modo di vivere

….”
Henri Cartier-Bresson

La Chie Art Gallery inaugura per la prima volta una mostra collettiva che ha come tema la fotografia, perché fino a questo momento ha trattato altri linguaggi artistici, ma la curiosità che ha sempre avuto per essa ora è prevalsa, concretizzandosi in questo progetto nato per promuovere il lavoro di cinque giovani artisti con l'intento di valorizzare i confronti fra espressioni artistiche diverse, mettendo appunto personalità differenti che vogliono raccontare qualcosa del loro pensiero e della propria sensibilità quando scattano una fotografia ed ottengono così l’immagine che è la combinazione fra il riconoscimento immediato, in un istante, del significato di un evento, dell’anima di una persona, o dell’essenza vitale di un oggetto e l’interpretazione dell’autore. Di notevole interesse, soprattutto, sono le particolari definizioni che ogni artista sa dare della propria arte e, in generale, del mestiere di fotografo, per poterci così ancora di più emozionare.

Barbara Bertoncelli vive in provincia di Modena e fin da bambina le piaceva filtrare lo spazio del mondo attraverso l’obiettivo, fotografava le nuvole e le loro trasformazioni nel cielo. Oggi, come medico psichiatra, è incuriosita dall’essere umano nelle sue molteplici sfaccettature interiori ed esteriori, che osserva con incanto e disincanto da molteplici punti di vista interiori ed esteriori. Le piace praticare l’arte fotografica con la spontaneità di cogliere le persone e le cose negli istanti delle loro pose naturali, composte o scomposte, per coglierne l’essenza intima. L’essere umano, l’espressione della mimica del viso e del movimento del corpo, continuano ad essere ciò che predilige raccontare attraverso la sua osservazione fotografica. Dall’ottobre 2008 ha partecipato classificandosi tra i vincitori a vari concorsi fotografici.

Gian Luca Amaroli ritiene che l’Arte è essenzialmente espressione dell’anima, dell’intelletto umano; tecniche, stili, modi esecutivi, sono soltanto mezzi e strumenti per l’Artista di comunicare sensazioni, emozioni, ricercare ed approfondire concetti e pensieri, usufruendo di abilità innate, che si concretizzano nella disciplina eseguita, sia essa la Pittura, la Fotografia … o altre. Impegnato su vari fronti nel campo artistico: quale Referente per le iniziative ed esposizioni d’Arte della Fondazione D’Ars di Milano per la Città di Ferrara, Segretario del Club Amici dell’Arte di Ferrara, esponente storico-archivistico ed incaricato nella ricerca di artisti per la realizzazione pittorica dei Palii per il Palio di Ferrara, insegnante di “Arte & Immagine” alle nuove generazioni della scuola secondaria di 1° grado della provincia di Ferrara.

Giordano Ernesto Sala vive e svolge la professione d’architetto in provincia di Como. Nell’ottobre 2011 riceve un riconoscimento “Oscar della cultura” a Firenze dall’Associazione Galleria D’Arte Centro Storico. Da sempre attratto dalle varie forme artistiche, negli ultimi anni si è maggiormente dedicato alle realizzazioni fotografiche e attraverso queste, nella ricerca di luce e movimento approfondisce i temi a lui cari: scrittura con le luci, fissare i movimenti delle persone e oggetti ed infine animare le architetture.

Leonardo Vecchiarelli fin da giovanissimo trova la sua vocazione nello studio della cinematografia, con specializzazione in fotografia e coreografia alla "Cine-matic Devices School" di Roberto Rossellini e alla "Accademia d'Arte Drammatica" di Silvio D'Amico a Roma. Nello stesso anno, il 1988, è tra i vincitori del Concorso nazionale "Vittorio Bachelet". Dopo numerose esperienze nel 2007 inizia il suo percorso artistico che lo porterà a realizzare i cicli Midrash Shekinah, Portraits (con ritratti di Milla Jovovich, Kate Moss,Carla Bruni, Philip Starck, Pato, John Galliano...), Mater. Nel 2010 vince il primo premio nella sezione Intersection di arte contemporanea alla fiera Kunst-Art di Bolzano e inizia a lavorare al progetto de "La Grande Transizione", che qui ne ripropone quattro immagini rappresentanti donne guerriere, abbigliate e decorate come samurai che si preparano alla battaglia, ispirate a figure di imperatrici orientali. In un’epoca confusa come la nostra e carica di inquietudine, l’artista vede nelle donne la forza necessaria a ricostruire un equilibrio tra i diversi ambiti dell’esistenza per aiutare a ritrovare il senso perduto della nostra appartenenza al tutto.

Luca Bortolato ha studiato design industriale e lavora come grafico pubblicitario, questa professione lo ha portato ad avvicinarsi alla fotografia, lui stesso dice: "La fotografia come dialogo fra persone, uno scambio di sensazioni e visioni tra fotografo, soggetto e chi guarda dall'esterno. Molteplici parole non dette, melodie di forme costruite prima di tutto con il rapporto fra sé stessi e il soggetto. Un cordone ombelicale che lega le due figure, le mette sullo stesso piano, dove infine, in maniera naturale e disarmante nasce l'immagine a testimonianza di un intenso momento di scambio, di un attimo folgorante di libertà. Dovremmo sentirci proprietari di tutte le immagini che osserviamo. Dovremmo dichiararci gli Amanti generosi e passionali della fotografia. Non dovremmo chiamarci fotografi. Dovremmo semplicemente innamorarci."

“Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”
Nadar

Ilaria Sisti