Israel Larios – The Peacock
Candy Snake Gallery è lieta di presentare The Peacock, mostra personale dell’artista spagnolo Israel Larios, a cura di Arianna Baldoni.
Comunicato stampa
Candy Snake Gallery è lieta di presentare The Peacock, mostra personale dell’artista spagnolo Israel Larios, a cura di Arianna Baldoni.
L’inaugurazione si svolgerà in concomitanza con la Lambrate Art Night, con opening e aperture speciali delle gallerie del quartiere.
Con questa nuova esposizione, Larios prosegue la sua indagine pittorica rivolta alla tradizione europea del XVII e XVIII secolo, riletta come strumento per interrogare il presente. Ritratto, natura morta e paesaggio — generi storicamente consolidati — diventano nei suoi lavori dispositivi universali attraverso cui riflettere sulla condizione contemporanea.
La pittura si configura come un luogo di attraversamento temporale: il passato non è citazione nostalgica, ma lente critica. Nei suoi dipinti, il presente appare come una sorta di “rovina moderna”, attraversata da echi e memorie che riaffiorano con sottile malinconia. Larios osserva il nostro tempo come uno spazio stratificato, in cui le immagini sembrano custodire tracce di ciò che è stato, pur rimanendo pienamente immerse nell’oggi.
Il titolo The Peacock evoca un elemento iconografico carico di ambiguità simbolica: presenza elegante e silenziosa, sospesa tra naturalezza e costruzione culturale. Come nei dipinti antichi, l’animale può diventare allegoria, frammento narrativo o semplice apparizione pittorica, lasciando aperta l’interpretazione e invitando lo spettatore a una lettura lenta e meditativa.
Attraverso una tecnica rigorosa e un’attenzione meticolosa alla materia, Larios costruisce immagini che sembrano provenire da un altro tempo ma che parlano con chiarezza al presente, attivando un dialogo tra memoria e attualità, tradizione e inquietudine contemporanea.
Nel testo che accompagna la mostra, la curatrice Arianna Baldoni scrive: «La pittura di Israel Larios si manifesta come un cortocircuito temporale dove la figurazione contemporanea abita i codici della tradizione europea. Il suo lavoro attraversa il setaccio della storia per reinterpretare il presente, dove l’antico muta in mitologia contemporanea. I soggetti, pur essendo identità del nostro tempo, sono investiti di una solennità che evoca i maestri fiamminghi e olandesi, rimandando altresì agli ideali compositivi rinascimentali, sino agli echi dei protagonisti spagnoli del Siglo de Oro – guardando anche alle ricerche coeve di autori come Michaël Borremans. La luce di caravaggesca memoria assume connotazioni plastiche, agisce come strumento scultoreo immortalando i soggetti in pose ieratiche, definendone i lineamenti del volto, i tessuti elaborati, gli ornamenti barocchi e la nitidezza rigogliosa dei frutti arcimboldeschi, trasformando così i ritratti in immagini introspettive dal realismo psicologico. La sua pittura diviene un dialogo costante ripiegato sull’estetica del passato ma che trae forma dal presente, riflettendo la questione esistenziale nell’isolamento delle figure, sospese in atmosfere vacue. A questa fragilità Larios sembra anteporre un atto di resistenza nella dignità quasi sacrale degli sguardi e dei volti dipinti. Come scriveva Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere (1984): La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura».
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Israel Larios (Madrid, 1990) vive e lavora a Madrid.
Laureato in Belle Arti presso l’Universidad Complutense de Madrid, ha successivamente approfondito lo studio della scultura contemporanea attraverso la ceramica presso la Escuela de Cerámica de la Moncloa.
Ha partecipato a mostre collettive quali GEA (Galería Arte 92, Madrid), Planet Earth (Candy Snake Gallery, Milano) e Da Gonzalo Borondo a He Wei (Fondazione The Bank, Bassano del Grappa). Nel 2023 ha realizzato la sua prima mostra personale, ¿Y ahora qué?, presso Galería Arte 92 a Madrid.