Inquisit Istriae

Venezia - 31/07/2015 : 27/08/2015

Inquisit Istriae: un progetto di Klara Mrsic, direttrice del Boombarstick, street-urban art festival di Dignano (Croazia), la quale ha affidato al fotografo Matteo Cardin e alla performer Xena Zupanic il compito di documentare/interpretare/raccontare lo spirito animante di un’idea nata nel 2013.

Informazioni

Comunicato stampa

Imagocrazia. Photography inside/behind contemporary - la rassegna organizzata da Pramantha Arte nell’ambito di Photissima Art Fair & Festival al Chiostro dei Frari a Venezia, a cura di Maria Rosaria Gallo e Antonio Bruno Umberto Colosimo - il prossimo venerdì 31 Luglio giunge al secondo appuntamento con Inquisit Istriae: un progetto di Klara Mrsic, direttrice del Boombarstick, street-urban art festival di Dignano (Croazia), la quale ha affidato al fotografo Matteo Cardin e alla performer Xena Zupanic il compito di documentare/interpretare/raccontare lo spirito animante di un’idea nata nel 2013


«Boombarstick – specificano i curatori della rassegna - è un progetto che, attraverso un intervento di street art programmata con la realizzazione di giganteschi murales sulle facciate del borgo medievale del centro storico di Dignano, coniuga attualità, denuncia e recupero del patrimonio storico-artistico di una città dal passato fiorente e turbolento, tanto illustre quanto sinistro, oggi abbandonata alle sue varie fantasmagorie architettoniche, che subì per molti secoli il dominio veneziano e fu sede dell’Inquisizione in Istria. Ecclesia Inquisit Istriae, infatti, è la scritta che compare sull’architrave del portale della chiesa di San Martino, dove pare siano avvenute oltre 160 esecuzioni.
Con 11 scatti - stampati in grandi dimensioni - Matteo Cardin indaga i misteri di Dignano e mette in atto un’inquisizione al contrario, un’inquisizione eretica in cui la fotografia diventa esaltazione sacrilega e azione magica. L’occhio fotografico si sposta per le vie immobilizzate della città, per i vicoli stretti, per i piazzali e interroga il silenzio statico dello spazio urbano interrotto da incantesimi di personaggi, storie e colori impressi su enormi, imponenti facciate. Il bianco e nero è il filtro rilevatore con cui il fotografo/inquisitore intercetta lo spirito trasudante della città, l’ectoplasma che assume le sembianze di una dama in nero, intensa, immateriale ed eterea, solida e vaporosa. Un’entità danzante, che fuoriesce dal vuoto, dagli orifizi del tempo, dalle crepe delle rovine per la verifica della morte della morte; per la verifica e la celebrazione del sacrilegio compiuto».
Il prossimo Venerdì 31 Luglio alle ore 16.30 - presso lo stand Pramantha Arte in Photissima al Chiostro dei Frari (Archivio di Stato) - Inquisit Istriae riporta a Venezia il fantasma vivente della città che fu sotto il suo dominio, Dignano: trasfigurata nell’aspetto con la mostra, transumata nello spirito con la performance.
«Oggi croata – spiega il direttore artistico Klara Mrsic - dopo esser passata sotto varie dominazioni, Dignano è una cittadina decrepita, piena di ruderi e semi-abbandonata, ma ancora con le tracce architettoniche di un illustre passato. Così il festival d’arte e musica Boombarstick ha preso l’incarico di ridare colore alla città grazie a degli affreschi giganti dipinti sulle vecchie facciate del centro storico medievale cittadino. Questi affreschi murali vogliono restituire lustro all’immagine della città, fargli riavere la dignità persa nel corso degli ultimi anni e spingere i suoi abitanti verso la resurrezione. Eppure dipingere le facciate di un centro urbano medievale (nonostante gli interventi di artisti di spessore internazionale) viene quasi percepito come una blasfemia o un sacrilegio. Per ciò abbiamo voluto fare un parallelismo creativo tra l’inquisizione e i corpi dei condannati murati da secoli dentro le case in contrasto al “sacrilegio” di dipingere queste facciate (che già da sé raccontano una storia).

 Non a caso il soggetto di 'Inquisit Istriae' è Xena Zupanic, vista dal fotografo Matteo Cardin come un ectoplasma che vive nelle mura della città e che risorge grazie ai disegni, interpretati (in questo contesto) come dei vividi incantesimi realizzati proprio perché l’anima di Dignano - e dei suoi abitanti – “torni a vivere”; mentre Xena, con la performance M.M.D.P. 429, vuole “assicurare l’autopsia”, ovvero vedere con occhi propri l’ultima verità del suo essere: la discesa nel sottosuolo, nel regno della morte chiarificatrice. Il suo atto di morire è un’estasi richiamata, voluta, un ricongiungimento con il dolce Divino. Un Divino che divieta l’amarezza, il fiele focoso che ci costa la vita».

E Xena dice di sé: «Ammetto: io Xena, il soggetto cosciente, con l’indirizzo e il numero civico in regola, con la misura delle scarpe immutabile, con il colore variabile, con il preciso dolore sul costato sinistro individuabile ma invisibile, sono un aborto non trascurabile, un’annichilita, avvilita, disprezzata, derelitta e abbandonata, un’annientata nel centro del niente, spogliata di me stessa e da tutto, sprofondata nell’abisso del mio niente, staccata dal creato e da me stessa, voglio negazione della volontà, la volontà risoluta di non voler sapere più di volontà propria. Sono un aborto folle, una jurodivyja non molle, una che non molla la matrice maestosa in un punto fisso mostrata».

La mostra sarà visibile fino al prossimo 27 Agosto ed è parte del programma che la galleria ha organizzato in collaborazione con Porte del Mondo. L’arte dell’accoglienza Firenze e prevede una serie di mostre personali, performance, installazioni, incontri con gli artisti e momenti di approfondimento – sempre presso la medesima sede di Photissima Chiostro dei Frari (Archivio di Stato, San Polo - Venezia) - con l’intento di declinare le varie dimensioni della fotografia, attribuendole un ruolo centrale nell’essenza e nello sviluppo del contemporaneo - inteso come espressione artistica e come attualità socio-culturale che nel termine imagocrazia (potere dell’immagine) trova il suo carattere distintivo - e con il rimanente calendario:
28 Agosto / 10 Settembre, opening ore 16.30, Francesco Maria Caberlon - Domestic Pop-Dimentions - mostra, incontro con l’artista; 10 Settembre, ore 16.30, Beatrice Donello - Study 1 #199 - performance, video installazione; 11 / 24 Settembre, opening ore 16.30, Kristina Kurilionok, Antonella Zerbinati - Mind Body. Image Identity - mostra, incontro con le artiste; 25 Settembre / 8 Ottobre, opening ore 16.30 - Francesco Fumagalli – Terminatore, Francomà - Passaggio a Nord Ovest - mostre, incontro con gli artisti; 26 Settembre, ore 11.30, Marco Fulvio Barozzi - Anno Internazionale della Luce – conferenza; ore 12.30 Osservazione del Sole al telescopio; 9 / 30 Ottobre, opening ore 16.30, Maria Sartori Spencer - Reflections from New York, Mirca Lucato - Notte Presente - mostre, performance, incontro con le artiste.