Ingo Gerken – Cahiers de doléances II

Belluno - 29/04/2021 : 31/07/2021

Per il secondo appuntamento con Cahiers de doléances, Gerken presenta un'immagine di documentazione, modificata per questa mostra, di “Public Transport”, un progetto realizzato durante il programma di residenza per artisti del Goethe-Institut di Bangalore in India nel 2018.

Informazioni

Comunicato stampa

mezzaterra11 - flat gallery è lieta di annunciare, per Cahiers de doléances II, una mostra personale dell’artista berlinese Ingo Gerken (nato nel 1971 a Lippetal, Germania). Gerken si interroga su come l'arte sopravviva in una società capitalista e sulla complessa nozione di autonomia dell'opera d’arte. Il suo lavoro sembra essere un commento ai pattern mediatici dell’arte, dissolvendone strutture e contenuti

I suoi distintivi interventi artistici avvengono all’interno di un’arte che considera i suoi dintorni e contesti — spazi pubblici e loro regole, estetica e politica, riferimento e attinenza — traducendosi in risultati interdisciplinari come installazioni site-specific, fotografie o oggetti per gesti situazionali e scultorei.

Per il secondo appuntamento con Cahiers de doléances, Gerken presenta un'immagine di documentazione, modificata per questa mostra, di “Public Transport”, un progetto realizzato durante il programma di residenza per artisti del Goethe-Institut di Bangalore in India nel 2018. Un uomo indiano cammina per le strade trafficate del mercato di Bangalore con un oggetto geometrico riflettente sulla testa. Le persone passano o stazionano con uno scopo o una necessità e l'assurdità di ciò che l'uomo sta trasportando riesce a malapena ad attrarle, mentre l’oggetto alieno — non categorizzato, di nessun valore o materialità — sembra nuotare pigramente al di sopra della frenetica vita quotidiana. La forma matematica, privata dell’autorialità e della soggettività dell’artista, è simbolo di simmetria e perfezione; immaterialità e linguaggio universale; e, contemporaneamente, un’essenza spirituale, come un mandala. Invece di concentrarsi sulle dinamiche delle differenze culturali e sulla traduzione del paesaggio esotico, Gerken si è silenziosamente calato nell’ambiente del commercio locale e ha sviluppato una situazione in cui l’oggetto neutrale, riflettendo la popolazione e la città, poteva raggiungere una sua completa autonomia in virtù dell’anonimato di un portatore locale assunto anziché realizzarla con una performance d’artista che, con molta probabilità, avrebbe portato l’attenzione sul performer, non sull’oggetto in sé.
Durante la mostra il lavoro situazionale di Gerken ci permetterà di sperimentare delle realtà parallele: uno scenario indiano attraverso lo spazio illusorio di via Mezzaterra in Italia. Il riflesso parziale di un’antica strada commerciale italiana rispecchiata sull'angolo dell’oggetto, come un’immagine residua che si dissolve, si mescola a una, indiana, di oggi come un’egemonia che cambia nel corso del tempo.

Ingo Gerken ha studiato Pittura sperimentale e Belle Arti alla Muthesius Art Academy di Kiel, in Germania, e Arte ambientale alla Glasgow School of Art, in Scozia, nel Regno Unito. Ha tenuto innumerevoli mostre sia a livello nazionale che internazionale e ricevuto numerosi grant e riconoscimenti, come Stiftung Kunstfonds, Kunststiftung NRW, Stiftung Rheinland-Pfalz für Kultur, nonché il Fine Art Grant dello Stato di Berlino e il Neukölln Art Prize. Ha partecipato a programmi internazionali di residenza artistica in India, Russia, Francia, Regno Unito e Italia. Gerken lavora come assistente e professore invitato per diverse scuole d'arte e università in Germania, più recentemente per il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell'Università di Kassel.

Cahiers de doléances è una piattaforma parallela al nostro esistente format di mostre che si focalizza su voci creative di manifestazione, opinione, protesta o critica in una società che ci vede interconnessi.
In origine i Cahiers de doléances erano dei registri di proteste/lamentele, raccolte dagli Stati generali di Francia all’inizio del 1789, l’anno della Rivoluzione francese, ordinati da Luigi XVI come misura propedeutica alla comprensione dei problemi della popolazione.

mezzaterra11 - flat gallery è un project space concettuale che, attraverso una traduzione metalinguistica, innescata da un ‘white cube’ compresso alla piattezza, apre a nuove interpretazioni delle immagini di documentazione delle opere d’arte contemporanea. Artisti internazionali sono invitati a presentare il proprio lavoro con una sola immagine selezionata, adattata allo spazio e, infine, stampata per lo stesso, come format di mostra personale.