Ilha de São Jorge

Venezia - 05/06/2014 : 06/07/2014

L’Isola di San Giorgio Maggiore viene virtualmente trasformata in un'isola extraterritoriale attraverso la proiezione di una serie di cortometraggi che documentano come la modernità sia stata assorbita nelle cinque Repubbliche africane di lingua portoghese: Angola, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico e São Tomé e Príncipe.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 5 Giugno 2014, Beyond Entropy Africa inaugura la mostra "Ilha de São Jorge"- aperta al pubblico dal 6 giugno al 6 luglio 2014 - dove l’Isola di San Giorgio Maggiore viene virtualmente trasformata in un'isola extraterritoriale attraverso la proiezione dei video realizzati da Suleimane Biai+Filipa César, Filipe Branquinho+Tiago Correia-Paulo+Rui Terneiro, Monica de Miranda, Irineu Destourelles, Kiluanji Kia Henda, Kwame Sousa+René Tavares . Una serie di cortometraggi che documentano come la modernità sia stata assorbita nelle cinque Repubbliche africane di lingua portoghese: Angola, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico e São Tomé e Príncipe



Il progetto include la pubblicazione "Ilha de São Jorge", a cura di Ana Vaz Vaz Milheiro e Stefano Serventi con Paula Nascimento, e prosegue la ricerca di Beyond Entropy iniziata con "Beyond Entropy Angola" (2012) e "Luanda, Enciclopedic City" (2013), arricchendo il tema "Absorbing Modernity: 1914-2014” della Biennale di Architettura 2014.
Beyond Entropy intende proporre una riflessione su come la modernità sia stata concepita, sviluppata, costruita, abitata, assorbita e respinta in questi paesi, e restituire un esempio paradigmatico di quelle condizioni in grado di aprire possibili prospettive sullo sviluppo urbano e architettonico in questi territori.

Con il video "Uma Cabana", Filipa César e Suleimane Biai immaginano la costruzione di un edificio come esperienza e pratica rituale per articolare la memoria storica e iscriverla nel presente politico e sociale della Guinea-Bissau. Il film "Concrete Affection" di Kiluanji Kia Henda, ispirato al testo dello scrittore polacco Ryszard Kapuściński "Another Day of Life", indaga il vuoto della città di Luanda lasciato dai coloni portoghesi dopo la loro partenza, portando alla ribalta l'architettura unica della capitale dell’Angola. Le immagini dell’hotel di stampo modernista, situato nel centro di Luanda, dominano il video di Monica de Miranda dal titolo "Hotel Globo" raccontando, scena dopo scena, la storia della diaspora angolana.
Con "Mionga House", gli artisti René Tavares e Kwame Sousa scrutano le caratteristiche della comunità autoctona del sud dell’Isola di São Tomé. Il progetto di Irineu Destourelles mette in luce la relazione tra la matrice socio-culturale e il passato e il presente del tessuto urbano della città di Mindelo nella Repubblica di Capo Verde. I cortometraggi della serie "Journey to The Centre of Capricorn" di Filipe Branquinho, Tiago Correia-Paulo e Rui Tenreiro propongono una lettura poetica e surreale dell’architettura coloniale e contemporanea della città di Maputo in Mozambico.
L'eredità architettonica dell’impero Portoghese pervade il dibattito postcoloniale e lo sviluppo del moderno stato-nazione dei paesi in lingua portoghese dell'Africa. Da questa connessione storica e linguistica nasce “Ilha de São Jorge”: anche se geograficamente distanti, questi paesi condividono un patrimonio; pur presentando elementi distintivi correlati al territorio, alla cultura e alle tradizioni le città e le forme urbane sono il risultato di metodi, tecniche e procedure che possono essere ricondotte a un passato comune legato alla matrice portoghese. La comune eredità postcoloniale è rilevante per articolare un discorso sui loro modi affini nel declinare o assorbire l’architettura modernista. Questa inedita riflessione sull’architettura che non solo evidenzia gli elementi comuni con il Portogallo ma sottolinea in particolare le connessioni interne alle cinque ex colonie, contribuisce allo sviluppo di un discorso sul moderno.
Il progetto espositivo e la pubblicazione che lo correda, dal titolo “Ilha de São Jorge”, curata da Ana Vaz Milheiro e Stefano Serventi con Paula Nascimento, sono suddivisi in cinque sezioni: oggetti, edifici, città, paesaggio, visioni. Un volume che include testi creativi, immagini e studi accademici con i contributi di architetti, ricercatori e artisti che accompagnano la mostra arricchendola di contenuti.


Beyond Entropy Ltd è un’agenzia di ricerca sulla produzione territoriale, urbanistica e architettonica che opera su scala globale in tre territori: Africa, Europa e Mediterraneo. Usa il concetto di energia come strumento per concepire una nuova forma di architettura oltre la retorica della sostenibilità partendo dallo studio di situazioni critiche: dall’espansione urbana non-controllata per le infrastrutture abbandonate nelle isole deserte, alla riqualificazione dei centri storici delle città sovraffollate nei paesi emergenti.