In questa nostra esposizione di opere in ceramica presentiamo, accanto ad una selezione di lavori recenti di Francesca della Betta, un inedito ciclo di tavole plastiche, intitolato: “il tredicesimo mese” , appositamente realizzato per l’occasione da Giuliana Cusino e accompagnato da altrettante composizioni poetiche di Clara Isabel Precioso Garcìa.

Informazioni

  • Luogo: ARTE PER VOI
  • Indirizzo: Piazza Conte Rosso, 3 - Avigliana - Piemonte
  • Quando: dal 19/11/2011 - al 18/12/2011
  • Vernissage: 19/11/2011 ore 16
  • Autori: Giuliana Cusino, Francesca della Betta
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale, arti decorative e industriali
  • Orari: sabato e domenica dalle 15,00 alle 19,00

Comunicato stampa

Il tredicesimo mese

In questa nostra esposizione di opere in ceramica presentiamo, accanto ad una selezione di lavori recenti di Francesca della Betta, un inedito ciclo di tavole plastiche, intitolato: “il tredicesimo mese” , appositamente realizzato per l’occasione da Giuliana Cusino e accompagnato da altrettante composizioni poetiche di Clara Isabel Precioso Garcìa



Accanto ad un piccolo gruppo di sculturine di animali, cavallini e fiere , dalle agili forme di fresca ispirazione, sintetica e un po’ surreale, Francesca ci propone alcune più impegnative tavole ceramiche recenti, dedicate a soggetti, frutto di una profonda e assolutamente seriosa ricerca introspettiva, in cui spiccano figure-personaggi dai puntuali tratti somatici, che lasciano spazio all’affioramento di intime e segrete evocazioni ritrattistiche.

Diverso è il discorso che riguarda il più sistematico gruppo di opere di Giuliana Cusino e, in buona parte sorprendente anche, o forse soprattutto, all’osservazione dello storico dell’arte, consueto a studiare i cicli dei mesi, risalenti alla tradizione romanica e sovente illustrati, insieme o in alternativa ai segni zodiacali, sui montanti dei portali e sulle facciate delle cattedrali.
In queste composizioni in ceramica, che delle sculture antiche conservano il valore del sapiente e paziente mestiere di plasmazione della materia e della cura nella successiva colorazione – molte, in origine, erano policrome - mancano del tutto i modelli ricorrenti in quelle: la concretezza dei temi stagionali del lavoro e la consapevolezza della loro ciclicità simbolica, nell’immobile rincorrersi degli anni. Sempre uguali a se stessi e soprannaturalmente preordinati. Qui, invece, si raffigura e insieme si racconta una ben altra dimensione e aspettativa per il nostro universo, non più costretto dai vincoli della drastica e infausta legge dell’eterno ritorno, ma finalmente liberato dai tocchi magici della visualità di Giuliana e dalla leggerezza verbale di Clara, alla cui guida poetica - volendo convertire emozioni visive e sentimenti in parole - non possiamo che affidarci, perché ci introduca alla scoperta del messaggio per immagini, costruito per tredici tappe dall’amica ceramista: dal concerto del “melanconico principe dell’inverno”, alla “realtà beffarda” della maschera di febbraio, alle “primule profane” nel vento di marzo e al divampare in aprile di “profumi di armonie raccolti in una fiaba”; questa ‘presenza’ ritorna presto “nella notte colma di magia” proclamata dalla “dea di maggio” e “fra grovigli luccicanti di capelli in danza” nel concerto di giugno e nemmeno manca in quei “fogliami di parole (che) si muovono nel bosco” a luglio o nel “gioco rotondo l’Agosto di mare” o ancora nella “sensualità settembrina” di “fameliche foglie sul corpo dorato / adagiato nel tappeto autunnale”. Se già fissando la fata di ottobre il corvo “messaggero della notte … sbircia nei tuoi occhi di cuore / per indovinare il suono del Sole”, “Novembre ai viaggiatori / in cerca di stagioni senza ore” allude e anticipa il “passaggio della Stella di Dicembre” e infine, all’insegna del viaggio-trascolorazione e trasfigurazione fantasmatica “tra le fessure dei suoi occhi” di “dea (che) sorge maestosa” traluce il messaggio del tredicesimo mese: “fiore / principio e fine di ogni cosa, / un istante di qualità luminosa / che intreccia la vita all’esistente, / paradiso che accoglie fantasie dell’anima”.

Paolo Nesta