Il silenzio della ragione

Bergamo - 24/01/2014 : 02/03/2014

La mostra presenta l'uno accanto all'altro il lager ed il manicomio, che pur restando in una condizione di distanza temporale sono in realtà in stretto rapporto tra loro; vicini perchè tali furono sia la logica dominante (di eliminazione ed epurazione), che gli effetti sulle persone e sulle loro anime.

Informazioni

  • Luogo: CONVENTO DI SAN FRANCESCO
  • Indirizzo: Piazza mercato del fieno 6/A, Città Alta - Bergamo - Lombardia
  • Quando: dal 24/01/2014 - al 02/03/2014
  • Vernissage: 24/01/2014 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Venerdì 24 gennaio 2014 alle ore 18.00 presso l'ex Convento di San Francesco (Piazza mercato del fieno 6/A, Città Alta, Bergamo) si terrà l'inaugurazione della mostra "Il silenzio della ragione". Presenti all’inaugurazione: Emilio Rota (Presidente Regionale Anfass) e Olivia Osio (Responsabile Progettazione Sociale UILDM).

In occasione della “Giornata della memoria” Anffas, Fondazione Bergamo nella Storia onlus, Cooperativa Namastè, Università degli Studi di Bergamo e associazione Uildm hanno organizzato la mostra “Il silenzio della ragione”

La mostra presenta l'uno accanto all'altro il lager ed il manicomio, che pur restando in una condizione di distanza temporale sono in realtà in stretto rapporto tra loro; vicini perchè tali furono sia la logica dominante (di eliminazione ed epurazione), che gli effetti sulle persone e sulle loro anime.
La mostra si apre con il colore, che esprime la follia delle opere di Tarcisio Merati cui è dedicata la prima sezione, allestita grazie alla collaborazione con l'Associazione Merati e con l'Associazione Coccolone Tribe.
Nella sala adiacente sono esposti i pannelli "Ricordiamo. Perchè non accada mai più" curati da Virginia Reggi dell'Anffas di Bologna, sulla persecuzione delle persone con disabilità in Germania. A corredo, alcuni documenti tra i quali dei materiali originali provenienti dagli archivi del Museo storico di Bergamo, illustrano le tappe del percorso ideologico che dopo il 1943 rese possibile la persecuzione in Italia di chi era considerato diverso.
Nell'ultima sala sono esposte le fotografie scattate da Fabrizio Sclocchini per il Museo della Follia della Fondazione Sgarbi.