Il porto nascosto

Bologna - 24/01/2015 : 30/01/2015

Il titolo della mostra vuole essere un omaggio alla prima raccolta di poesie di Giuseppe Ungaretti (Il Porto Sepolto, 1916) attraverso la quale il poeta ricerca e tenta di svelare, nel mondo sotterraneo e nascosto dell’origine della propria storia, il significato primario dell’esistenza.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CIVICO BARACCANO
  • Indirizzo: Via Santo Stefano 119 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 24/01/2015 - al 30/01/2015
  • Vernissage: 24/01/2015 ore 21
  • Curatori: Gaetano Salerno, Adolfina De Stefani
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: lunedì - mercoledì - venerdì 10.00 - 14.00 martedì - giovedì 10.00 - 17.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: www.segnoperenne.it
  • Email: info@segnoperenne.it
  • Patrocini: Comune di Bologna Quartiere Santo Stefano

Comunicato stampa

Nell’ambito di Art City Bologna 2015 verrà inaugurata sabato 24 gennaio 2015 alle ore 21.00, presso la Sala Esposizioni Giulio Cavazza del Quartiere Santo Stefano di Bologna (via Santo Stefano, 119), la mostra collettiva IL PORTO NASCOSTO (segni e simboli).

L’evento, a cura di Adolfina De Stefani (artista e curatrice) e di Gaetano Salerno (curatore e critico d’arte), è realizzato in collaborazione con il Museo Internazionale dei Tarocchi di Riola (Vergato – Bologna), Mismomatic, Segnoperenne e Areacreativa42 e patrocinato dal Comune di Bologna e dal Quartiere Santo Stefano



Presenti in mostra sei artisti di varie nazionalità, selezionati per l’occasione dai curatori e posti in dialogo sia con l’annuale Mostra dei Tarocchi (la cui inaugurazione è prevista presso i medesimi spazi espositivi alle ore 18.00 di sabato 24 gennaio 2015) sia tra di loro, ciascuno invitato a indagare, assecondando le personali grammatiche e i propri linguaggi artistici, il tema del segno e del simbolo.

Enrico Bonetto, Fabio Citton, Masayuki Koorida, Gian Paolo Lucato, Ernesto Morales e Sabina Romanin rifletteranno sulla scrittura (intesa come rappresentazione grafica e come forma simbolica), legandosi così alle simbologie dei tarocchi e al messaggio veicolato oltre la valenza della forma, ponendo particolare enfasi sul significato del segno e sulla decodifica del linguaggio nascosto (grafema, morfema, immagine) che ogni opera d’arte introduce e lentamente lascia affiorare.

Il titolo della mostra vuole essere un omaggio alla prima raccolta di poesie di Giuseppe Ungaretti (Il Porto Sepolto, 1916) attraverso la quale il poeta ricerca e tenta di svelare, nel mondo sotterraneo e nascosto dell’origine della propria storia, il significato primario dell’esistenza.

Anche i sei artisti come il poeta, utilizzando la pittura, la scultura, il video, l’installazione, il ricamo, la fotografia, nascondono nei propri lavori, poco sotto la superficie mostrata al pubblico nella sua struttura assoluta e conclusa, segni e simboli da riconoscere, decodificare e interpretare per giungere a una verità che l’opera cela e possiede, come messaggio occultato, pur negandone l’evidente apparenza.

Artisti

ENRICO BONETTO
nasce a Padova nel 1972.

Dai genitori, restauratore e sarta, eredita l’amore per la matericità e per le textures. Da subito manifesta una passione prima per il disegno tecnico e poi per quello artistico, che lo seguirà negli studi fino (dopo aver conseguito una laurea in ingegneria civile) alla fondazione di “ETC STUDIO…” specializzato in architettura e design.

Il 1999 è l’anno in cui la produzione artistica inizia a essere regolare fino ad oggi percorrendo in maniera trasversale tutta la storia dell’arte contemporanea: lo stile passa da postimpressionista a informale fino alla minimal art, sempre reinterpretato e reinventato in chiave personale. È in questi anni che si cimenta anche con la scultura, principalmente opere in legno e la fotografia. È questo il suo ultimo amore dalla foto tradizionale con la macchina Reflex, alla digitale rivista con Photoshop fino all’uso dell’intramontabile Polaroid.


FABIO CITTON
nasce a Venezia nel 1961; vive e lavora a Mogliano Veneto (Treviso).

Si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia nella sezione di Pittura.
Partecipa a numerose Collettive della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia ricevendo vari premi e riconoscimenti. Allievo di Vittorio Basaglia, lo affianca nella reinterpretazione degli affreschi del Tiepolo a Palazzo dei Leoni di Mira (Venezia) e nella ricostruzione dell’opera scultorea “Marco Cavallo”.
Fa parte dell’Associazione Culturale Oltre lo sguardo e del Centro Artistico Piranesi ed è presente alle principali rassegne espositive promosse dai due gruppi.

Espone inoltre in numerose mostre personali e collettive, articolando il proprio lavoro - sempre improntato alla ricerca dell’essenzialità, del minimalismo e del rapporto tra segno e vuoto - tra pittura, scultura e installazione, utilizzando e sperimentando diversi materiali, spesso di recupero.
Insegna presso il Liceo Artistico “M. Guggenheim” di Venezia.


MASAYUKI KOORIDA
nasce a Kyoto nel 1960. Vive e lavora a Shanghai.

Nel 1983 si laurea presso la Musashino Art University di Tokyo.
Dopo un periodo d’intenso lavoro nel suo Paese si trasferisce nel 1999 in Olanda e nel 2002 a Taiwan.
Si sposta poi in Cina dove attualmente ricopre l’incarico di direttore dello Shanghai Sculpture Park, alternando il lavoro di scultore tra Shanghai e Taiwan.
Dal 1990 partecipa a numerosi eventi espositivi in Oriente e in Europa, ricevendo prestigiosi riconoscimenti dalla critica internazionale.

Sue sculture ambientali sono presenti in importanti collezioni pubbliche; tra le principali collocazioni il Rose Garden di Taiwan, lo Yuzi Paradise di Guilin (Cina), lo Shanghai Sculpture Park, il Yuehu Museum of Art di Shanghai, il Tanshan New Town di Nanjing (Cina), il Frederik Meijer Gardens & Sculptures Park di Grand Rapids (USA), lo Yorkshire Sculpture Park (Inghilterra), la Stone Forest di Shanghai.


GIAN PAOLO LUCATO
nasce a Bassano del Grappa nel 1942, dove vive e lavora.

Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1970, ha insegnato presso il Liceo Classico e il Liceo Scientifico della sua città. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto d’Arte di Nove, nel 1967 inizia la sua carriera artistica vincendo, assieme ad un amico, un premio internazionale di design a Faenza. In seguito ai corsi di Giuseppe Santomaso presso l’Accademia di Venezia inizia un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero, partecipando a diverse mostre personali e collettive.

Utilizza la fotografia e il computer per creare composizioni visive in cui si sovrappongono paesaggi e monumenti alla ricerca di un connubio espressivo e di un equilibrio compositivo che riunisce, intuendo spunti di dialogo e di biunivocità, elementi naturali, pittorici e architettonici; operando inoltre una sintesi tra Storia e Natura determina luoghi visivi in cui gli elementi, espressi da particolari significativi, individuano il giusto posto nello spazio, stimolando nuovi percorsi di analisi e recupero di memorie condivise.


ERNESTO MORALES
artista argentino, nasce nel 1974 a Montevideo (Uruguay); vive in Italia a Torino.
Dal 2006 lavora tra l’Europa e il Sudamerica. L’intenso periodo formativo trascorso a Buenos Aires lo porta a ottenere il titolo di Professore di Pittura e successivamente il Dottorato in Arti Visive presso l’Academia de Bellas Artes. Dal 1999 al 2006 ha insegnato Pittura e Storia dell’Arte Latino-Americana presso l’Universidad de Buenos Aires; è stato inoltre Direttore dell’Academia de Bellas Artes della Provincia di Buenos Aires. Il suo percorso artistico internazionale lo ha portato a realizzare mostre istituzionali e private in Paesi di diversi continenti tra cui Argentina, Uruguay, Brasile, Mexico, Italia, Francia, Germania, Spagna e Cina.

Nel 2011 la Repubblica dell’Uruguay gli ha dedicato una grande mostra presso l’Istituto Cervantes di Roma. Il lavoro di Ernesto Morales si collega, attraverso diverse manifestazioni del paesaggio, ai luoghi dell’inconscio e della memoria e delle migrazioni fisiche e mentali, dove le cose hanno la sola consistenza della luce e dell’immaginazione, ponendosi in dialogo con il realismo magico sudamericano. Parallelamente il suo lavoro è improntato verso una costante ricerca sugli sviluppi del linguaggio della pittura. Dal 2000 l’attività artistica di Ernesto Morales è patrocinata dall’Ambasciata Argentina e dall’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, dall’Assessorato alla Cultura della Città di Buenos Aires, dal Ministero degli Esteri Argentino e dall’Istituto Italiano di Cultura della città di Buenos Aires.

SABINA ROMANIN
vive e lavora a Pordenone.

Dopo la laurea in lingue e letterature straniere conseguita presso l’Università Ca' Foscari di Venezia si diploma in pittura presso l’ Accademia di Belle Arti di Venezia e frequenta l’Accademia di Plymouth (Inghilterra).
La sua ricerca artistica è orientata all’arte tessile e include libri d’artista e poesia visiva, installazioni e azioni performative in Italia e all’estero.
La ritrattistica riveste un ruolo centrale per l’efficacia del filo cucito nella resa psicologica dei soggetti ritratti. Le sue opere tessili sono presenti in collezioni pubbliche e private.

E’ stata invitata a simposi internazionali in Slovenia, Polonia e Austria.

La mostra IL PORTO NASCOSTO (segni e simboli) sarà visitabile dal 25 al 30 gennaio 2015.

L’intenso e articolato programma della serata inaugurale di sabato 24 gennaio 2015 è così cadenzato:

ore18.00: inaugurazione mostra TAROCCHI APPROPRIATI e visita guidata all’esposizione con presentazione delle opere di ventidue artisti internazionali a cura di Giovanni Pelosini e liriche a cura di Jari Casagrande.

ore 19.00: conferenza e videoproiezione sul tema “Bologna: la città che ha inventato i Tarocchi, Arcani ... e altre magie dedicate a Bologna antica” a cura di Morena Poltronieri e Ernesto Fazioli, direttori del Museo Internazionale dei Tarocchi.

ore 21.00: inaugurazione mostra IL PORTO NASCOSTO (segni e simboli) con presentazione critica a cura del professor Gaetano Salerno.

ore 22.00: performance OMAGGIO A PASOLINI (artisti: Adolfina De Stefani e Antonello Mantovani, con la partecipazione di Donato Ceron), dedicata alla scrittura e al segno di Pier Paolo Pasolini nel quarantesimo anniversario della morte.