Il museo che…non c’è

Brindisi - 05/10/2014 : 08/11/2014

Il museo presenta una raccolta permanente di sculture contemporanee, ed esposizioni performance e dibattiti per un’idea non solo meramente museale ma laboratoriale, incentrata sulla ricerca e sulla didattica e soprattutto sulla partecipazione cittadina.

Informazioni

  • Luogo: EX CONVENTO DELLE SCUOLE PIE
  • Indirizzo: Via Giovanni Tarantini 39 - Brindisi - Puglia
  • Quando: dal 05/10/2014 - al 08/11/2014
  • Vernissage: 05/10/2014 ore 10
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Il MAP è aperto dal lunedì al sabato dalle 18,00 alle 20,00 ( chiuso la domenica) e solo su richiesta al mattino o i festivi per gruppi in orari da concordare telefonando al 3382618983

Comunicato stampa

La nuova stagione espositiva del MAP si apre domenica 5 ottobre alle ore 10 con la Giornata nazionale degli Amici dei Musei d'Italia che, organizzata dalla FIDAM, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, è giunta alla undicesima edizione

“Il museo che … non c’è” è il titolo fortemente provocatorio assunto dagli Amici dei Musei di tutta Italia come argomento per questa giornata: “un grido di dolore” e insieme “un’assunzione di responsabilità”, per i “musei che non nascono, altri che restano chiusi, altri che non sanno ‘aprirsi’ al mondo perché incapaci o disinteressati a condividersi. Musei, tutti questi, che continuano a ‘non esserci’ perché autocentrati e ‘difesi’, senza metafisica e senza emozione, senza ricerca e senza didattica”.



Su questo orientamento l’ Associazione Amici dei Musei di Brindisi, in collaborazione con CRACC spin off dell’Università del Salento hanno scelto le dinamiche aperte al territorio del MAP Brindisi, che con proprie risorse e da tre anni in concordato con la Fondazione Arcivescovile “A. De Leo”, oltre a riproporre al pubblico e al turismo culturale la riapertura giornaliera di uno scrigno del barocco qual è la chiesa delle Scuole Pie (via Tarantini 37), presenta una raccolta permanente di sculture contemporanee, ed esposizioni performance e dibattiti per un’idea non solo meramente museale ma laboratoriale, incentrata sulla ricerca e sulla didattica e soprattutto sulla partecipazione cittadina .

Il tema dato, affatto, è stato approfondito sul 900 invisibile. Arte pubblica a Brindisi, una mostra fotografica – aperta sino al prossimo 8 novembre - che indaga e censisce per la prima volta un autentico museo urbano diffuso che pur se non c’è potrebbe esserci . Un aspetto poco conosciuto ai più quello del patrimonio monumentale dislocato in sedi varie sedi cittadine istituzionali, statali, comunali, come le scuole, elementari, medie e superiori, l’Agenzia delle Entrate, l’ I.N.P.S., l’A.S.L., il Genio Civile, il Teatro “Verdi”, che custodiscono nei diversi quartieri della città, dal Centro Storico al Paradiso e al Casale, dai Cappuccini alla Commenda, opere d’arte realizzate, a partire dalla metà del 900, in virtù della legge cosiddetta del “2%”. Sculture, mosaici, ceramiche, rilievi bronzei o cementizi e pitture di artisti internazionali, come Amerigo Tot, italiani di grande notorietà quale il siciliano Enzo Assenza, il laziale Franco Miele, a cui si aggiungono i salentini pugliesi Aldo Calò e Gaetano Spedicato, e alcuni di origine brindisina quali Antonio Pinto, direttore dell’Istituto d’arte di Monopoli, Roberto Manni vissuto tra la natìa San Pancrazio e Venezia, Nino De Gennaro. In virtù della possibilità di realizzare opere pari al valore del 2% del fatturato globale di nuovi edifici pubblici, questi artisti hanno contribuito con la loro arte fatta di pannelli decorativi e inserti artistici di certo interesse alla costituzione di un patrimonio che, nel trascorrere dei decenni, si è storicizzato e perciò va riconosciuto e sottratto all’indifferenza e al degrado per essere divulgato e valorizzato in nuovi studi, in inediti itinerari culturali e turistici per un museo disseminato in tanti luoghi della città di Brindisi.

N.B. seguono testi del depliant di Franca Mariani presidente Amici dei Musei Brindisi e Massimo Guastella docente di Storia del’Arte Contemporanea. Metodologia della ricerca - Università del Salento

INFO IL MUSEO CHE… NON C’ E’
IL 900 INVISIBILE. Arte pubblica a Brindisi
dal 5 ottobre all’8 novembre

MAP - Museo Mediterraneo dell'Arte Presente
ex Chiesa S. Michele Arcangelo delle Scuole Pie
Via Tarantini 37, Brindisi
Ingresso libero/donation

Il MAP è aperto dal lunedì al sabato dalle 18,00 alle 20,00 ( chiuso la domenica) e solo su richiesta al mattino o i festivi per gruppi in orari da concordare telefonando al 3382618983
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Organizzazione:
Una produzione AMICI DEI MUSEI BRINDISI - CRACCsrl Spin Off Università del Salento

in collaborazione con :
Lega Ambiente Brindisi
Laboratorio TASC, Dipartimento dei Beni Culturali Università del Salento
Fondazione Biblioteca Arcivescovile “A. De Leo” Brindisi
Centro Studi "Edgardo Simone"
"monitorARTI" web magazine

IL MUSEO CHE … VORREMMO CI FOSSE

La Giornata nazionale degli Amici dei Musei d'Italia, che si tiene ormai dal 2004 sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, ha lo scopo di riunire annualmente attorno ad uno stesso tema dato, le iniziative svolte dalle Associazioni Museali federate nel Paese.

L'Associazione Amici dei Musei di Brindisi, in collaborazione con il MAP di Brindisi e a cura di Massimo Guastella, sviluppando la tematica "Il Museo che… non c'è", propone una mostra fotografica sull'arte pubblica a Brindisi, su quella produzione artistica al di fuori dei circuiti delle gallerie e dei musei, un'area di produzione ai margini dei sistemi dell'arte, un museo urbano diffuso.

In ogni città ci sono angoli di territorio che silenziosamente raccontano la storia di una comunità.

Passano spesso inosservati o dati per scontati proprio da chi in quelle città vive perché non sempre si ha il tempo di fermarsi ad ascoltare i racconti che custodiscono.

Nelle scuole, negli uffici pubblici sono collocate opere d'arte contemporanea, testimonianze che rappresentano un patrimonio poco noto alla città, un museo che … c’è.

La mostra fotografica ci guiderà alla scoperta di questi luoghi dell'identità urbana.

Franca Mariani

Presidente Amici dei Musei di Brindisi



L’ARTE CONTEMPORANEA NEGLI EDIFICI PUBBLICI

La legge 717 del 29 luglio 1949, e le sue successive modifiche stabilisce che le amministrazioni dello Stato nella costruzioni di edifici pubblici «devono destinare all'abbellimento di essi mediante opere d'arte una quota non inferiore al 2 per cento della spesa totale prevista nel progetto». Grazie alla legge cosiddetta del “2%” un patrimonio artistico, consistente, si è costituito nel secondo 900 in Italia. La sua conoscenza sfugge ai più. Anche a Brindisi vi sono opere d’arte contemporanea pubblica, eseguite con svariate tecniche artistiche, collocate all’interno e all’esterno di immobili pubblici.

In questa sede mi limito a fare cenno a un primo elenco di talune opere e autori. Appartiene al salentino Aldo Calò (1910-1983) la Biforma (1960) scultura polimaterica di astrazione formale, posta nell’atrio del palazzo già del Genio civile, in via Casimiro. Sono di Enzo Assenza (1915-1982), scultore di origine siciliana i due allegorici bassorilievi in terracotta policroma apposti nel 1962 sulle pareti esterne della Scuola Elementare “G. Crudomonte” (scene di educazione domestica e scolastica, e d’uomini di scienza del passato) e della scuola media “Giulio Cesare” ( vita nei campi, scene di pesca, lezioni tra i banchi). In quest’ultima scuola, nell’aula magna, campeggia un mosaico dalle tessere policrome eseguito dal brindisino Antonio Pinto (1909 – 1981). L’artista è l’autore del mosaico posto nell’entrata del Palazzo già Intendenza di Finanza. Vi rappresentò l’Allegoria della Finanza non senza memoria di antichi mosaici veneziani e ravennati. Allo stesso Pinto e all’artista laziale Franco Miele (1924 - 1983) si deve il fregio musivo collocato al piano terra del Palazzo I.N.P.S. di piazza Vittoria. Il tema degli strumenti di lavoro evocano la mission dell’Istituto previdenziale.

Roberto Manni (1912 - 2003), nativo di San Pancrazio Sal.no, firma gli 84 mq del mosaico Progresso Scientifico e l’Uomo (1973) sviluppato, dalla scuola di mosaico di Sant’Apollonia di Venezia, in 300 toni di colore, lungo due pareti dell’Aula Magna dell’ITIS “ Giorgi” di Brindisi. L’architetto Nespega nel progetto del teatro “Verdi” (1967) volle il bassorilievo in cemento dell’ungherese Amerigo Tot: tre “maschere” che sovrastano l’ingresso principale.

L’artista brindisino Nino De Gennaro (1921- 2006) fu incaricato di eseguire opere di destinazione pubblica: i tre rilievi in ceramica (1968-69) per la scuola elementare “Deledda”, al quartiere Paradiso, dove raffigura episodi pedagogici, e il rilievo in bronzo con Dante, miti e simboli urbani (1971) incluso sul muro di cinta,



all’entrata principale dell’istituto già magistrale “Palumbo”. Altre opere si annoverano tra le esecuzioni del “2%”: dal rilievo ceramico policromo , a firma Placidi (1961), nell’edifico della Direzione generale dell’ASL, in via Napoli, alla statua bronzea della madre con figli di Gaetano Spedicato nell’atrio della scuola “G. Rodari”, nel quartiere Cappuccini. Un itinerario culturale negletto disseminato per Brindisi, ancora da scoprire, studiare e valorizzare.

Massimo Guastella

docente di Storia del’Arte Contemporanea. Metodologia della ricerca

- Università del Salento





Amerigo Tot, Maschere, 1967, cemento patinato, Teatro Verdi





Enzo Assenza, Scene di lavoro e scolastiche, 1962, ceramica policroma, Scuola elementare Crudomonte





Antonio Antonio, Allegoria, Palazzo già dell'Intendenza di Finanza





Roberto Manni, Progresso Scientifico e L'Uomo (part.), 1973, mosaico, ITIS Giorgi