Il Grande Fuoco di Simon Benetton
A dieci anni dalla scomparsa, il Museo inaugura la mostra “Segni di Fuoco” e celebra il Maestro con una performance di musica, danza, fuoco e video inediti
Comunicato stampa
Nel giorno in cui Simon Benetton avrebbe compiuto 93 anni e a dieci anni dalla sua scomparsa avvenuta il 14 ottobre 2016, il Museo Simon Benetton di Treviso celebra lo scultore, il pittore e il poeta con “Il Grande Fuoco di Simon Benetton”, un appuntamento che unisce arte, memoria e performance e che mette al centro uno degli elementi più significativi della sua ricerca: il fuoco.
Sabato 24 ottobre 2026 alle 17.00, alla presenza delle istituzioni, sarà inaugurata la mostra “Segni di Fuoco” accompagnata da video inediti di Simon Benetton al lavoro. Dopo un intervento critico del Professor Gian Domenico Mazzocato, grande amico del Maestro, l’evento proseguirà all’imbrunire nel Parco delle Macrosculture del Museo con una performance di musica, danza e fuoco.
L'iniziativa, a ingresso libero, nasce come momento di memoria ma anche di valorizzazione della ricerca dell’artista, mettendo in relazione opere, immagini, spazio e performance e riportando l’attenzione sul suo rapporto con la materia, il gesto e la trasformazione.
“SEGNI DI FUOCO”: QUANDO LA FIAMMA DIVENTA SEGNO
La mostra “Segni di Fuoco” presenta una serie di grandi opere realizzate da Simon Benetton nel 2012 su pannelli di legno e acrilico, sulle quali l’artista interviene direttamente sulla superficie utilizzando un cannello a fiamma. Attraverso quelli che lo stesso Benetton definiva “balzi” e “sciabolate”, il fuoco incide e trasforma la materia, generando campiture e segni nei toni del rosso, del blu e dell’arancio. Le opere documentano una fase della ricerca dell’artista meno conosciuta rispetto alla sua produzione scultorea in ferro e permettono di approfondirne anche la dimensione pittorica e grafica.
Ad accompagnare la mostra, alcuni video inediti di Simon Benetton al lavoro, che riportano idealmente il pubblico all’interno della sua officina, nel momento più autentico della sua esperienza: quello del lavoro, del gesto, della trasformazione della materia.
“Segni di Fuoco” si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’opera dell’artista avviato negli anni dal Museo e si pone in continuità con la grande esposizione realizzata nel 2014 al Museo di Santa Caterina di Treviso: oltre 80 opere grafiche e 30 sculture che rappresentavano i momenti più significativi del percorso artistico di Simon Benetton dal 1950 al 2014.
LA PERFORMANCE DI DANZA, SUONI E FUOCO
All’imbrunire il pubblico sarà accompagnato nel Parco delle Macrosculture, spazio circolare esterno al Museo, che ospita le grandi opere di Simon Benetton e i 24 volti in pietra progettati dall’artista, ciascuno con un’espressione differente e concepito per poter ruotare su se stesso, modificando la direzione dello sguardo e la relazione con ciò che lo circonda.
È in questo scenario che il fuoco diventa protagonista della performance costruita intorno a fuoco, ritmo e movimento. L’evento prevede la performance live “Ferro Sonante” del Maestro Marco Fedalto, la musica da lui scritta e diretta in onore di Simon Benetton, la performance degli artisti D&P Drums and Percussion che accompagneranno i ballerini e le ballerine di Evento Danza, la scuola di danza diretta da Edi Florian e l’esibizione del fire performer Davide Ciani della Compagnia CircoVolante ispirata alle evoluzioni della fiamma e al rapporto tra energia, materia ed equilibrio.
L’evento diventerà così un dialogo tra musica, danza e fuoco reale, riportando idealmente nel parco del Museo l’atmosfera dell’officina e della ricerca di Simon Benetton.
“NON VOGLIAMO SOLO RICORDARE, MA FAR VIVERE LA SUA ARTE”
A raccontare il significato dell’iniziativa è Artur Valerio, direttore del Museo Simon Benetton e già curatore del Maestro durante la sua vita. «Simon Benetton celebrava la vita attraverso la sua arte. Il ferro e il fuoco erano parte integrante del suo linguaggio, della sua ricerca e della sua stessa identità artistica. Abbiamo voluto celebrare il suo ricordo nel giorno della sua nascita, perché il modo più autentico per ricordarlo non è guardare soltanto al passato, ma lasciare che la sua arte continui a vivere e a parlare al presente.»
DIECI ANNI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE
Il decennale della scomparsa rappresenta anche un momento per fare il punto sul lavoro svolto dal Museo nella conservazione e nella valorizzazione dell'eredità artistica di Simon Benetton.
«In questo decennio al Museo Simon Benetton - sottolinea Valerio - sono state sviluppate e portate a compimento numerose iniziative ed eventi, tra cui concerti e mostre inedite, finalizzati alla valorizzazione dell’opera artistica e culturale del Maestro. Tra queste, la realizzazione dell’Archivio Storico Simon Benetton a Valdobbiadene, la messa a dimora della grande “V” monumentale, alta dieci metri, “Volontà di Credere”, portale simbolico del territorio UNESCO di Valdobbiadene e Conegliano, ultima grande macro scultura urbana realizzata dal Maestro durante la sua vita.»
Un ulteriore riconoscimento è arrivato recentemente con l’inserimento del Museo e del laboratorio nella Variante n. 13 del Piano degli Interventi del Comune di Treviso e nell’elenco delle Architetture del Novecento, in considerazione del loro valore storico, architettonico e artistico.
«La tutela del Museo - sottolinea Artur Valerio - è il risultato della sinergia tra la famiglia Benetton, l’Amministrazione comunale e l’Assessorato alla Cultura, che hanno compreso e sostenuto, insieme al Comitato Scientifico del Museo, l’importanza della tutela, della conservazione e della promozione di questo patrimonio».
LE PROSSIME INIZIATIVE
Il Museo Simon Benetton ha in programma nuovi progetti dedicati alla valorizzazione delle opere del Maestro nell'ambito dell'arte contemporanea.
IL MUSEO SIMON BENETTON
Progettato nei primi anni settanta da Roberto Fontana, collaboratore di Carlo Scarpa, uno dei grandi maestri dell’architettura moderna, è un esempio di architettura brutalista. Si caratterizza per le proporzioni armoniose, il contesto cromatico e la luminosità particolare dei suoi spazi. Questo luogo era il laboratorio in cui Simon Benetton studiava, elaborava i testi per le poesie, progettava i bozzetti per le opere e sperimentava nuove tecniche artistiche. Una volta entrato, il visitatore si trova immerso nello stato d’animo dell’artista, percependo la sua continua ricerca dell’armonia degli elementi. Il museo e il Parco delle Macrosculture offrono ai visitatori una retrospettiva permanente delle opere del Maestro dal 1950 al 2016.
www.maestrosimonbenetton.com
SIMON BENETTON ARTISTA
Simon Benetton (Treviso, 1933-2016), è stato scultore, pittore e poeta. Attratto fin da giovanissimo dal ferro, frequenta i corsi liberi dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia per poi continuare in una ricerca individuale, dimostrando una capacità innata nel realizzare opere con perfette proporzioni e forme e ispirandosi ad Arturo Martini, precursore del surrealismo, Antonio Canova e Henry Moore. Le sue opere sono presenti in 37 musei nel mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, i Musei Vaticani, Il Museo di Arte Moderna di San Francisco e il Museo d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia, oltre che in prestigiose collezioni pubbliche e private e spazi urbani. La ricerca di Simon Benetton, sviluppata nell’arco di oltre sessant’anni, ha attraversato scultura, pittura e poesia, mantenendo al centro il rapporto tra uomo, materia e spazio.
Il progetto è patrocinato dalla Regione del Veneto, Provincia di Treviso e Comuni di Treviso, Valdobbiadene, Cison di Valmarino e Pontedera (Pisa), Musei Civici di Treviso e Fondazione Marca Treviso.
L’evento è confermato anche in caso di maltempo.
IL GRANDE FUOCO DI SIMON BENETTON
Sabato 24 ottobre 2026
Museo Simon Benetton
Via L. Pagani Cesa, 10 - Treviso
17.00
Inaugurazione della mostra “Segni di Fuoco” alla presenza delle istituzioni
Intervento critico del Professor Gian Domenico Mazzocato
18.00 - 18.45
Performance di musica, danza e fuoco nel Parco delle Macrosculture