Il Fascino e il mito dell’Italia

Monza - 22/04/2015 : 06/09/2015

Dal Cinquecento al contemporaneo. La mostra rievoca la fascinazione esercitata sui grandi artisti stranieri dai monumenti, dai paesaggi e dalle tradizioni del nostro Paese. Sono esposte circa 120 opere provenienti da Italia, Europa e America.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione di Expo 2015, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di Regione Lombardia, ha realizzato la grande mostra Il Fascino e il mito dell’Italia. Dal Cinquecento al contemporaneo che apre al pubblico il 23 aprile alla Villa Reale di Monza, prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani



La mostra rievoca la fascinazione esercitata sui grandi artisti stranieri dai monumenti, dai paesaggi e dalle tradizioni del nostro Paese, attraverso una serie di opere esemplari, tra le quali capolavori di pittura, scultura e fotografia, eseguiti tra il Cinquecento e il Novecento e concessi in prestito dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali.

Viene inoltre evidenziato il ruolo dell'Italia quale “maestra delle arti”, grazie a dipinti e sculture di protagonisti stranieri come Lucas Cranach e Anton Van Dyck, Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Rubens, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Johann Zoffany e Anton Raphael Mengs, Joshua Reynolds, Ingres e Thorvaldsen, Jean-Louis Gérome, e di maestri italiani assunti a modello, come Botticelli, Correggio, Michelangelo, Tiziano, Pompeo Batoni e Canova.

Il percorso si conclude con la ricca sezione che dal XIX secolo giunge alla contemporaneità, con opere di artisti del calibro di Auguste Rodin, André Derain, Fernand Léger, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Henry Moore, Andy Warhol, Yves Klein, Christo, Anselm Kiefer, William Kentridge, Thomas Struth, Candida Hofer e altri, che hanno ripreso il dialogo con l’Italia, i suoi paesaggi, la sua arte.

La mostra, che resta aperta sino al 6 settembre, si avvale della collaborazione di circa settanta enti prestatori, fra pubblici e privati, trenta quelli stranieri e quaranta italiani per un corpus di circa 120 opere provenienti da Italia, Europa e America.