Il confine come metodo

Roma - 14/01/2015 : 14/01/2015

L'atelier Studio Roma 2015 si apre con un incontro con Sandro Mezzadra e Brett Nielson autori del libro Border as Method, or, the Multiplication of Labor (Duke University Press) per discutere di confine come «strumento epistemico», utile a osservare l’articolazione spaziale, la produzione di sapere e le tensioni del nostro tempo. Come opera il confine? Come funziona questa istituzione?

Informazioni

Comunicato stampa

« … Il confine si è iscritto al centro stesso dell’esperienza contemporanea. Non siamo soltanto di fronte a una moltiplicazione dei diversi tipi di confine, ma anche al riemergere della profonda eterogeneità del campo semantico del confine. Delimitazioni simboliche, linguistiche, culturali e urbane non sono più articolate in modi fissi dal confine geopolitico

Piuttosto si sovrappongono, si connettono e disconnettono in modi imprevedibili … »

Così scrivono Sandro Mezzadra e Brett Neilson, in Border as Method, or, the Multiplication of Labor, libro pubblicato dalla Duke University Press e tradotto in italiano per il Mulino, da cui prende il titolo la prima giornata di Studio Roma 2015. Un incontro con gli autori per discutere di confine come «strumento epistemico», utile a osservare l’articolazione spaziale, la produzione di sapere e le tensioni del nostro tempo. Come opera il confine? Come funziona questa istituzione? Con le sue interferenze, dissonanze, continuità e discontinuità, interroga le pratiche che dividono quanto quelle che connettono, mette al centro i conflitti e afferma l’ambiguità come regola. Questa discussione, che si svolgerà nella Biblioteca Angelica di Roma, fondata nel 1604 e prima biblioteca europea aperta al pubblico, avvia la ricerca in comune sulle coordinate di una produzione di sapere capace di partire dall’immaginazione dello spazio politico.


Brett Neilson è professore all’Institute for Culture and Society della University of Western Sydney (Australia). Ha contribuito a originali studi sulla globalizzazione, con particolare enfasi alla dimensione sociale e culturale. A partire da ricerche tanto sul campo che di archivio, il suo lavoro insiste nel ripensare il significato della globalizzazione attraverso una vasta gamma di temi come la migrazione e i movimenti transnazionali, la proliferazione dei confini e le trasformazioni del lavoro. Attualmente sta lavorando al progetto di ricerca Logistics as Global Governance: Labour, Software and Infrastructure along the New Silk Road, con partner e ricercatori dalla Grecia, India, Cile, Italia, Canada e Regno Unito. I suoi scritti e le sue pubblicazioni sono stati tradotti in numerose lingue. È autore fra l’altro di Free Trade in the Bermuda Triangle… and Other Tales of Counter-Globalization (University of Minnesota Press, 2004).

Sandro Mezzadra è professore di Filosofia politica all’Università di Bologna, dove tiene un corso su "Le frontiere della cittadinanza". Il suo lavoro di ricerca si è a lungo soffermato sulle varie questioni in gioco nello sviluppo della teoria politica contemporanea. Negli ultimi anni i suoi studi si sono particolarmente incentrati sulla relazione tra globalizzazione, migrazioni, cittadinanza e le trasformazioni del lavoro, in dialogo con gli studi postcoloniali che ha contribuito a introdurre nel dibattito italiano e spagnolo. Con Brett Neilson, dal 2009 al 2012 ha dato vita al progetto di ricerca transnazionale Transit Labor. Creative Labour and Social Mobilities in the Asian Century. Tra le sue pubblicazioni: Nei cantieri marxiani. Il soggetto e la sua produzione (Manifestolibri, 2014); La condizione postcoloniale. Storia e politica nel presente globale (Ombre Corte, 2008); La costituzione del sociale. Il pensiero politico e giuridico di Hugo Preuss (il Mulino, 1999).


Biblioteca Angelica
Fondata nel 1604 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca, è stata la prima biblioteca europea aperta la pubblico, senza limiti di stato o di censo. I lasciti dei nobili romani e del custode della Biblioteca Vaticana Lukas Holste costituiscono il primo fondo di questa istituzione che, per la sua inedita apertura alla città, desta un immediato interesse e acquisisce una vasta fama. Nella seconda metà del Settecento, l’architetto Luigi Vanvitelli ristruttura il salone e l’intero l’edificio, al contempo, viene steso il catalogo delle opere a stampa. In seguito alle vicende repubblicane, la Biblioteca è acquisita dallo Stato italiano che, sin dal 1873, ne accresce notevolmente il patrimonio librario, tra cui si annoverano diecimila volumi dell’Accademia Letteraria dell’Arcadia.