Il campo di Fossoli tra memoria e progetto

Roma - 12/10/2021 : 31/10/2021

La mostra ripercorre in una timeline la storia del campo - luogo della memoria collettiva tra i più significativi, intensi e drammatici della storia d’Italia, ultima stazione per migliaia di ebrei e antifascisti prima della deportazione nei lager nazisti - e presenta i progetti dei 4 finalisti del concorso internazionale per il nuovo Centro visitatori, cui il MAXXI ha collaborato.

Informazioni

  • Luogo: MAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
  • Indirizzo: Via Guido Reni 4a - Roma - Lazio
  • Quando: dal 12/10/2021 - al 31/10/2021
  • Vernissage: 12/10/2021 ore 18
  • Generi: documentaria, architettura

Comunicato stampa

Sono Progettisti Associati (vincitore), Studio Macola, Andrew Berman Architect, Gandolfi e Mura Architetti Associati i 4 finalisti del concorso internazionale di progettazione per il nuovo Centro visitatori del Campo di Fossoli, luogo della memoria collettiva tra i più significativi, intensi e drammatici della storia d’Italia, ultima stazione per migliaia di ebrei e antifascisti prima della deportazione nei lager nazisti.

I loro progetti saranno esposti al MAXXI dal 13 al 31 ottobre 2021 nella mostra Il Campo di Fossoli tra memoria e progetto, promossa da Fondazione Fossoli, Comune di Carpi in collaborazione con MAXXI Architettura

I lavori per la realizzazione del nuovo Centro visitatori inizieranno nell’autunno del 2022.



Ai binari ferroviari da cui partirono 16 convogli verso i campi di sterminio si ispira lo studio Progettisti Associati (Sassuolo) che utilizza un registro compositivo di assi paralleli per suddividere l’area in una griglia regolare.

Mantenere viva la tensione tra oblio e memoria è al centro del progetto di Studio Macola (Venezia) che consolida le murature diroccate con gabbie di armature che danno l’idea di cantiere in costruzione.

La proposta architettonica di Andrew Berman Architetct (New York) vuole rendere il tempo palpabile, permettendo alle stratificazioni e alle cicatrici del Campo di essere presenti attraverso tre muri in laterizio che segnano la posizione di fossati e recinti precedenti.

Punto di partenza del progetto di Gandolfi e Mura Architetti Associati (Bergamo) è la capacità di relazionarsi alle preesistenze valorizzandole attraverso nuovi inserimenti.



La giuria, presieduta da Norberto Carboni, Dirigente Settore Lavori Pubblici, Infrastrutture e Patrimonio del Comune di Carpi, e composta da: Marzia Luppi, Direttore Fondazione per il Recupero e la Valorizzazione della memoria storica del Campo di Fossoli; Paola Viganò, architetto e urbanista, professore di Urbanistica presso l'EPFL (Lausanne) e lo IUAV di Venezia; Carla Di Francesco, Consiglio scientifico Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali; Giovanni Leoni, Professore Ordinario di Storia dell'Architettura - Dipartimento Architettura Università di Bologna e Presidente del Comitato scientifico della Fondazione per il Recupero e la Valorizzazione del Campo di Fossoli ha scelto il progetto di Progettisti Associati perché “si distingue per un'interpretazione del Campo di Fossoli di grande interesse: a partire dalla sua storia, il Campo si apre all'esterno e diventa vero "spazio pubblico" in sintonia con le finalità culturali espresse dalla Fondazione Fossoli. Un processo memoriale che si apre al futuro, a nuovi usi ed interpretazioni di un luogo simbolico e stratificato”.



Dice Alberto Bellelli, sindaco di Carpi: “è un onore e un piacere, oltre che un’emozione, rappresentare la mia città in questa occasione. Costruire un Centro visitatori per un posto così particolare come il Campo di Fossoli è un'impresa veramente difficile, in quanto luogo con una propria sedimentazione antropica e storica. Ritengo molto importante il cammino fatto assieme alla Fondazione MAXXI per arrivare a questo concorso di idee: importante per risolvere i problemi intrinseci alla necessità di intervenire con un’opera moderna all'interno di un sito “archeologico”, storico e di alto valore culturale, dove bisogna conciliare sensibilità e funzionalità. Credo proprio che siamo sulla strada giusta.”



Dice Pierluigi Castagnetti, Presidente della Fondazione Fossoli: “l’oggetto della collaborazione fra il MAXXI, il Comune di Carpi e la Fondazione Fossoli ha riguardato la realizzazione di un concorso



internazionale di progettazione per la realizzazione di una struttura di accoglienza all’ingresso del Campo di Fossoli. Il tema del concorso era molto delicato data la complessità del luogo; si trattava di custodire e valorizzare un ambiente, un paesaggio , un contesto immateriale dalla grande capacità evocativa. Abbiamo pertanto pensato di rivolgerci al MAXXI perché contribuisse con la sua esperienza tecnico-specialistica a redigere un bando efficace e a raggiungere un ampio numero di progettisti interessati a misurarsi con un’impresa non facile. Le proposte ricevute hanno soddisfatto le nostre aspettative per la varietà e la qualità di approcci progettuali al tema oggetto del concorso.”



Dice Margherita Guccione, direttore MAXXI Architettura: “con molta convinzione abbiamo affiancato la Fondazione Fossoli nel concorso di progettazione per il Campo, pensando che l’intervento contemporaneo, al là della soluzione degli aspetti funzionali, pure rilevanti, possa contribuire ad accendere l’interesse per un luogo così significativo e importante ancora oggi. Il metodo del concorso si conferma estremamente efficace, non solo perché dal confronto tra soluzioni architettoniche diverse su uno stesso tema può scaturire la scelta della soluzione migliore, ma anche perché ha riattivato un dibattito culturale sul valore della memoria che può e deve essere restituita ai visitatori in tutta la sua complessità.”



IL CAMPO DI FOSSOLI E IL CONCORSO DI PROGETTAZIONE

Il Campo di Fossoli, frazione di Carpi in provincia di Modena, è un luogo della memoria collettiva, la cui conservazione e promozione sono fondamentali per non dimenticare e perché certe tragedie non accadano più.

La sua storia è complessa e stratificata, con un succedersi di avvenimenti e usi differenti: da campo di reclusione per prigionieri di guerra, ebrei e oppositori politici a luogo di transito per i campi di concentramento europei, da sede della comunità per orfani Nomadelfia a centro per i profughi giuliano-dalmati.

Per rendere la visita del Campo più accessibile, nel 1996 è stata istituita la Fondazione Fossoli, con il compito di recuperare e valorizzare il sito, migliorarne la fruizione, organizzare attività divulgative ed educative dotandosi di spazi in grado di soddisfare le esigenze funzionali, conservando la memoria del passato nelle sue manifestazioni materiche e, allo stesso tempo, guardando al futuro.

A tal fine, nell’ambito di un più ampio progetto di conservazione e valorizzazione dell’intero Campo, nel 2020 è stato bandito dal Comune di Carpi, proprietario del Campo, in collaborazione con la Fondazione Fossoli e il supporto tecnico–specialistico della Fondazione MAXXI Dipartimento Architettura, un concorso internazionale di progettazione in due gradi per il nuovo centro visitatori del Campo.

I progettisti sono stati chiamati a elaborare un’architettura capace di caratterizzare e valorizzare l’ingresso del Campo, nel rispetto delle testimonianze esistenti, veicolando un’idea di apertura del sito che rispecchi la volontà di preservare e tramandare la memoria. Tra i 38 partecipanti al concorso è stata selezionata la proposta dello studio Progettisti Associati, qui esposta insieme agli altri 3 progetti finalisti.



LA MOSTRA AL MAXXI

La mostra Il Campo di Fossoli tra memoria e progetto offre un percorso che, a partire dalla storia del Campo raccontata in una timeline nel corridoio d’ingresso al Centro Archivi, guarda al suo futuro presentando le nuove architetture che ne migliorano la fruibilità e l’accessibilità, ponendo le basi per futuri interventi di conservazione e valorizzazione.



Progettisti Associati (Sassuolo)

Il progetto del nuovo centro di accoglienza ai visitatori non può prescindere dalla sua vocazione simbolica sentita come necessità primaria da non subordinare alle sole esigenze funzionali. Da questa premessa è partito il nostro progetto.

L’area è stata suddivisa in una griglia regolare di assi paralleli che come binari ferroviari riportano alla memoria i sedici convogli partiti verso i campi di sterminio. Questo registro compositivo arriva fino in strada sottolineando l’importanza dell’area anche nel distratto e quotidiano attraversamento di via Remesina. La regolarità modulare delle linee di costruzione contiene le attuali giaciture dei due edifici principali: la Baracca 12 destinata a biglietteria e prima accoglienza e la Baracca 14.1 destinata a tutti i servizi e le funzioni richieste. Da questi assi si ergono frammenti di “muri” metallici simbolo di separazione e contenimento. All’esterno, i muri, emergendo dal terreno distanziati dal tappeto erboso e



dalle altre pavimentazioni da ghiaia grossolana da massicciata, sono completamente rivestiti in metallo. Uno dei due segmenti del muro di ingresso è in alluminio con finitura a specchio su cui è incisa la poesia testimonianza di Primo Levi Se questo è un uomo.



Studio Macola (Venezia)

Fossoli è un luogo altamente simbolico che tuttavia ha in gran parte perduto i segni della tragedia di cui è sim­bolo. Visitare Fossoli oggi rappresenta visitare uno dei luoghi più drammatici della deportazione in Italia, eppure ciò che ci si trova davanti non ha la stessa forza di quello che effettivamente il luogo rappresenta nella mente e nella cultura di chi lo visita, nei ricordi dei sopravvissuti e dei loro discendenti, nella memoria degli abitanti di quella regione d’Italia in cui la lotta contro i nazifascisti ha conosciuto uno dei periodi più tragici e cruenti. Questa distanza tra ciò che si guarda e ciò che si vede, ci sembra l’aspetto più prezioso e più rilevante del Campo. Per noi, infatti, l’immagine che il Campo di Fossoli oggi trasmette più di ogni altra cosa è quella di una tenace tensione tra l’oblio e la memoria. Per mantenere viva questa tensione è necessario evitare che le tracce del Campo si dissolvano e vengano riassorbite nell’ambiente naturale senza “restaurarle” e senza “ricostruirle” ma facendo in modo che rimangano affiancando segni architettonici minimi: delle gabbie di armature consolidano le murature diroccate dando, allo stesso tempo, l’immagine di un cantiere in costruzione.



Andrew Berman Architect (New York)

Il tempo, invisibile, è sempre presente. Il paesaggio è la sua testimonianza vivente. Vediamo a Fossoli le rovine, ancora troppo recenti, che furono costruite per terribili scopi, e poi riutilizzate per fini assistenziali. Oggi, il ciclo delle stagioni e la riaffermazione della natura rivendicano costantemente le tracce costruite del passato. La nostra risposta architettonica intende rendere il tempo palpabile, permettendo alle stratificazioni e alle cicatrici del Campo di Fossoli di essere presenti, e consentire nuove possibilità di relazionarsi con il sito: per l’educazione, per l’incontro e per connettersi con la storia. Tre semplici muri di laterizio, ortogonali tra loro, segnano la posizione di fossati e recinti precedenti. Il passaggio attraverso e lungo questi muri permette al visitatore di tracciare dei confini, dal mondo esterno fino allo spazio interno del campo. Il visitatore attraversa sottili soglie per entrare, rallentato da un’architettura intenta a creare un silenzio che permette di ascoltare e sentire il sito stesso.



Gandolfi e Mura Architetti Associati (Bergamo)

La proposta progettuale ha l’obiettivo di mettere in risalto i caratteri propri del luogo e di farli dialogare coerentemente con la rifunzionalizzazione delle sue strutture. Oggi, il complesso si presenta in un chiaro stato di degrado e rovina, con un’evidente tendenza del sito alla naturalizzazione. Ne consegue un rapporto delicato, in continua ricerca di equilibrio tra architettura e natura.

I punti di primaria importanza nella stesura del progetto sono stati la capacità di relazionarsi alle preesistenze del Campo e la loro valorizzazione tramite l’inserimento di nuovi interventi. Ci si è focalizzati sulla preservazione di quanto tramandato, intervenendo in maniera singolare su ciascun edificio. I concetti di rovina, frattura ed intercapedine hanno guidato il percorso progettuale, risultando in due interventi in continuo dialogo capaci di trasmettere nuove sensazioni al visitatore e permettere un’esperienza non ripetibile altrove nel Campo.

INFO STORICHE SUL CAMPO DI FOSSOLI (www.fondazionefossoli.org)
Il Campo di Fossoli è un luogo della memoria della Storia italiana che si trova inserito, pur nella distanza spaziale, in un sistema di grande forza, che comprende anche il Museo Monumento al Deportato, in centro a Carpi, a sua volta inserito in un territorio che porta evidenti segni delle vicende relative al secondo conflitto mondiale (cippi, lapidi ecc). Un patrimonio memoriale sempre più riconosciuto dalla comunità nazionale e internazionale

Il vecchio Campo di Fossoli venne costruito nel 1942 come campo per prigionieri di guerra. Nel dicembre del 1943 viene realizzato anche il Campo Nuovo trasformando il complesso in campo di raccolta per ebrei, provenienti dai campi provinciali del territorio, e in seguito anche per oppositori politici.

Dal 1944 l’autorità germanica rileva l’area rendendolo Polizei und Durchgangslager (campo di polizia e di transito), per prigionieri politici e razziali che vengono qui trasferiti dai campi e dalle carceri del nord Italia per essere deportati nei Lager europei. Da lì partono 2840 ebrei, un terzo della deportazione dall’Italia e oltre 2800 politici.

Terminato il conflitto, una parte del Campo di Fossoli è utilizzata per imprigionare soldati tedeschi e collaboratori; tra il ’46 e il ’47 vengono qui ospitati “stranieri indesiderabili”, ovvero profughi di guerra in attesa del permesso di rimpatrio.

Dal 1947 don Zeno Saltini occupa pacificamente alcune baracche del campo per poter alloggiare bambini orfani di guerra e famiglie di adozione dell’Opera Piccoli Apostoli, creando Nomadelfia. La comunità resta a Fossoli fino al 1952.

Nel 1954 l’Opera assistenziale profughi giuliano-dalmati prende in affitto il Campo di Fossoli, ormai vuoto, per farvi affluire profughi italiani provenienti dai territori jugoslavi. Nasce il Villaggio san Marco dove trovano alloggio 150 famiglie (circa 450 persone) che devono lasciare i territori annessi alla Jugoslavia. L’esperienza del Villaggio san Marco si conclude nel 1970 quando tutte le famiglie istriane hanno ormai lasciato Fossoli. È l’ultimo utilizzo dell’area.

Nel 1984 il Comune di Carpi ottiene in concessione gratuita dallo Stato l’ex campo di concentramento perché sia destinato alla “Istituzione del Museo-Monumento nazionale a perenne ricordo delle vittime dei campi di concentramento e a parco pubblico”.

Dal 1996 la Fondazione Fossoli svolge il compito di tutela e valorizzazione del Campo di Fossoli e di gestione della sua fruizione.