I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi

Informazioni Evento

Luogo
CENTRO ARTI E SCIENZE GOLINELLI
via Paolo Nanni Costa 14, Bologna, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da martedì a venerdì, dalle ore 16.30 alle 19.30; sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle 20.00. Lunedì chiusa

Vernissage
05/02/2026

ore 16.30 su invito

Uffici stampa
DELOS
Generi
arte contemporanea, collettiva

43 artisti internazionali dalla Collezione Privata Marino Golinelli. Un viaggio visuale in quattro continenti per ampliare il nostro sguardo sul mondo.

Comunicato stampa

Dal 6 febbraio al 28 giugno 2026 Fondazione Golinelli presenta la mostra I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, il secondo atto del percorso espositivo pluriennale dedicato alla Collezione Marino Golinelli.
L’esposizione riunisce oltre 50 opere d’arte contemporanea – tra dipinti, installazioni, arazzi, sculture, disegni, fotografie e video – provenienti dalla Collezione Privata dell'imprenditore e filantropo bolognese Marino Golinelli. L’attuale corpus principale della collezione, composto da circa 850 opere, è il frutto di numerosissimi viaggi, incontri e ricerche che Marino Golinelli, vissuto fino a quasi 102 anni, ha condiviso con la moglie Paola Pavirani Golinelli. Un insieme di lavori che restituisce un affresco multiculturale della società, ancora oggi straordinariamente attuale per la sua capacità di far emergere le tensioni e le speranze della contemporaneità.
Intrecciando visioni globali e prospettive intime, Opus Mundi, il secondo capitolo de I preferiti di Marino, offre ai visitatori un viaggio intorno al mondo in quattro tappe – Africa, Nord e Sud America, Asia ed Europa – attraversando le geografie e le sensibilità che hanno nutrito lo sguardo di Marino Golinelli.
Protagonisti della mostra sono 43 artisti di fama internazionale, le cui opere - la maggior parte esposte al pubblico per la prima volta - mettono in luce le grandi trasformazioni che attraversano il nostro presente: dalla transizione ecologica a quella digitale, dai conflitti geopolitici alle migrazioni – insieme a una riflessione sul futuro dell’umanità e sul rapporto tra arte e scienza e tecnologia.
La sezione dedicata agli artisti africani rivela l’abilità dell’arte di sublimare il dolore in bellezza e speranza, portando alla luce tematiche dal valore universale, quali la memoria, il potere, la resilienza.
Dalle sculture simboliche del mozambicano Gonçalo Mabunda, realizzate con armi dismesse della guerra civile, alle visioni tessili di Athi-Patra Ruga (Sud Africa) e Abdoullaye Konaté (Mali), dalle stampe di William Kentridge alle opere postmoderne di Cameron Platter, entrambi di origini sudafricane.
La sezione americana offre un racconto visivo delle contraddizioni sociali e politiche di un continente in costante ricerca di nuove frontiere materiali e spirituali. I “banner painting” di Daniel González (Argentina) intrecciano materiali poveri in composizioni coloratissime ed esplosive che rompono ogni convenzione estetica. Il duo artistico britannico-argentino Lucy e Jorge Orta affronta i temi della sostenibilità ambientale e dell’identità collettiva, attraverso una video installazione e disegni dove l’arte diventa attivismo. Le opere dell’artista brasiliano Angelo Venosa e di Charles Ross, statunitense, approfondiscono la relazione tra natura, geometria e spiritualità, aprendo nuove prospettive sulla connessione tra l’essere umano e il Pianeta. L’argentino Tomás Saraceno mescola arte e scienza: sospese tra questi mondi, le sue sculture galleggianti esplorano nuovi modi sostenibili di abitare e vivere l’ambiente.
In Asia la sperimentazione artistica dà vita a un complesso universo di segni e simboli che riflettono le metamorfosi del presente e gli echi della storia, passata e recente, contrapponendoli a visioni immaginifiche di futuro. L’opera di Ronald Ventura (Filippine) fonde realismo e immaginazione, cultura pop e tradizione figurativa; Huma Bhabha, artista pakistano-americana, costruisce figure totemiche fortemente evocative, capaci di reinventare la tradizione scultorea del passato. Il minuzioso lavoro di Bestrizal Besta (Indonesia) ricrea un mondo surreale che richiama universi fiabeschi, mentre il duo artistico sino-italiano Rosfer & Shaokun combina fotografia digitale e pittura per sondare i concetti di immagine e identità. In mostra anche un dipinto del vietnamita Nguyễn Thái Tuấn, al centro del quale ci sono gli effetti che le vicende storiche e politiche del suo Paese hanno avuto sulla vita quotidiana della collettività.
Nella sezione dedicata all’Europa, la ricerca artistica esplora media e linguaggi eterogenei, trascendendo l’attuale modernità e sperimentando forme nuove e sguardi inediti. Marcello Maloberti (Italia) indaga la dimensione poetica del gesto e della performance. Il collettivo Atelier Van Lieshout (Paesi Bassi) pone domande profonde sul nostro mondo e su come affrontare temi come l’iperconsumo, il benessere animale e la scarsità delle risorse naturali. L’ opera di Arcangelo Sassolino (Italia) amplia gli orizzonti della scultura, dando vita a un dialogo tra arte e fisica, energia e materia, mentre i lavori di Bjarne Melgaard (Norvegia), Jannis Varelas (Grecia) e Fabrizio Dusi (Italia), riflettono su identità, società e storia, in una dimensione al tempo stesso critica e visionaria.
Il percorso espositivo è arricchito da REBORN — The Moment of Awareness, un’esperienza immersiva di realtà virtuale che permette al visitatore di teletrasportarsi all’interno di alcune delle opere della collezione e attraversare una sequenza di ambienti digitali a esse ispirati. Il progetto – una vera e propria estensione tecnologica e digitale della mostra – esplora i processi di percezione e interpretazione della realtà, usando scene generate virtualmente dagli esperti di Fondazione Golinelli.
Con I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, Fondazione Golinelli invita visitatori di tutte le età a lasciarsi guidare dallo sguardo visionario e curioso di Marino Golinelli. La mostra diventa così un racconto che apre al dialogo, genera domande e invita alla riflessione su come possiamo plasmare il nostro futuro.