I mille. Scatti per una storia d’Italia

Parma - 14/04/2012 : 01/07/2012

“I mille. Scatti per una storia d’Italia” è un titolo volutamente allusivo: “I mille”, infatti, evoca Garibaldi e la sua impresa, che hanno unito il Sud al Centro e al Nord della penisola. La mostra propone dunque mille immagini, tutte tratte dagli archivi del CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma e tutte riprodotte nelle 400 pagine del catalogo critico.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DEL GOVERNATORE
  • Indirizzo: Piazza Giuseppe Garibaldi - Parma - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 14/04/2012 - al 01/07/2012
  • Vernissage: 14/04/2012
  • Generi: documentaria, fotografia
  • Orari: dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18,30) – chiuso lunedì e 1° maggio APERTURE STRAORDINARIE: 5-6-7 maggio e 2 giugno, dalle 10 alle 23 (ultimo ingresso alle 22,30)
  • Email: info@palazzodelgovernatore.org

Comunicato stampa

I MILLE
scatti per una storia d’Italia
attraverso le collezioni CSAC


Mostra organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma

Mille fotografie selezionate dagli archivi dello CSAC per raccontare un Paese e le sue vicende, le sue lotte, trasformazioni e contraddizioni.
La mostra è suddivisa in cinque raggruppamenti tematici: storia, paesaggio, ritratto, lavoro, rituali. Tematiche riconducibili, in qualche misura, ai generi fotografici, nonché agli ambiti in cui si è espressa la cultura fotografica del nostro paese


La sezione Paesaggio inizia con la fotografia dell’ottocento, quando gli studi attivi in ambito nazionale, da Alinari e Brogi a Sommer ed Anderson, delineano l’immagine del paesaggio italiano per alimentare lo spirito nazionale. Il percorso prosegue con il nuovo paesaggio degli anni trenta, diffuso dalle pubblicazioni del Touring Club ad opera di Bruno Stefani, per concludersi con la profonda trasformazione nei modi di guardare il paesaggio inaugurato con Viaggio in Italia, la mostra curata da Luigi Ghirri nel 1984, che dà vita ad una nuova poetica dello sguardo sul paesaggio.
La sezione Lavoro comprende le fotografie ottocentesche del modenese Studio Orlandini e la nuova immagine del lavoro i cui protagonisti dagli anni trenta al dopoguerra sono Bruno Stefani, lo Studio Villani, Federico Patellani. Sono presenti anche le indagini sul mondo contadino dell’americana Cuchi White e quella di Mario Giacomelli, contrassegnata da una scrittura materica. Infine negli anni settanta, gli anni della centralità del lavoro, si fa strada un nuovo modo di raccontare la fabbrica e l’operaio, come documentano le immagini di Uliano Lucas presenti in mostra.
Nella sezione Rituali il visitatore potrà compiere un viaggio nei rituali della contemporaneità, quelli della politica, nelle immagini Publifoto, alla contestazione giovanile, momento creativo di una diversa pratica rituale, fotografata da autori indipendenti impegnati nella costruzione di una diversa rappresentazione degli eventi, quali i fotografi della “scuola romana”, come Nicola Sansone, e i free lance. Un altro percorso è quello della funzione della fotografia nelle scienze etno-antropologiche, come bene documenta la serie Il Gioco della falce, una sequenza che Franco Pinna esegue al seguito di Ernesto De Martino. In mostra sono documentate anche le ricerche antropologiche che negli anni settanta sono state condotte da fotografi molti diversi tra loro, da Mimmo Jodice a Marialba Russo, da Mario Cresci a Lello Mazzacane.
La sezione Ritratti si apre con le albumine degli anni sessanta dello studio F.lli Bernieri di Torino che ritraggono i senatori del regno. Nella sezione è facile seguire le trasformazioni dei modelli della ritrattistica dagli anni trenta agli anni quaranta del Novecento, fino alle ricerche dei fotografi che negli anni cinquanta si spingono nel nostro sud per documentare i tanti volti delle Italie. Ma ritratto è anche la fotografia di impegno sociale che porta Carla Cerati, Gianni Berengo Gardin e Luciano D’Alessandro, stimolati dall’operato di Franco Basaglia, all’interno degli Ospedali Psichiatrici per dare visibilità agli esclusi. E’ ben documentata anche la nuova ritrattistica degli anni settanta quando molti fotografi si dedicano a ricerche antropologiche, disegnando una nuova immagine del volto degli italiani.
Nella sezione Storia sono esposte le immagini delle vicende storiche del nostro paese, dalle fotografie della rivolta di Milano realizzate da Luca Comerio nel 1898 ad una selezione di quelle prodotte dai diversi operatori della Publifoto, una delle maggiori agenzie di fotogiornalismo in Italia, dagli anni trenta agli anni novanta del Novecento; in questa sezione sono presenti i fotografi che hanno contribuito a costruire una nuova immagine della storia, dai fotoreportage degli anni settanta di Uliano Lucas, a Gianluigi Colin, Carlo Cerchioli, Guglielmo Esposito.

Autori presenti:

Aurelio Amendola, Olivo Barbieri, Aniello Barone, Gabriele Basilico, Enzo e Raffaello Bassotto, Gianni Berengo Gardin, Vincenzo Castella, Carla Cerati, Carlo Cerchioli, Giovanni Chiaramonte, Gianluigi Colin, Luca Comerio, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Gualberto Davolio Marani, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Renato Grignaschi, Guido Guidi, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Uliano Lucas, Giovanni Lunardi, Paola Mattioli, Lello Mazzacane, Nino Migliori, Paolo Novelli, Studio Orlandini, Federico Patellani, Gianni Pezzani, Franco Pinna, Publifoto, Francesco Radino, Paolo Rosselli, Marialba Russo, Nicola e Antonio Sansone, Bruno Stefani, Angelo Roberto Tizzi, Libero Tosi, Giuliana Traverso, Studio Vaghi, Mauro Vallinotto, Foto Vasari, Studio Villani, Cuchi White.