I Martedì Critici – Mario Ceroli

Roma - 17/09/2013 : 17/09/2013

L'Associazione culturale I Martedì Critici è lieta di annunciare l'apertura della stagione autunnale degli incontri, ormai giunti al quarto anno di attività. Ospite dell'appuntamento inaugurale del nuovo ciclo romano sarà Mario Ceroli, nato a Castelfrentano (Chieti) nel 1938.

Informazioni

Comunicato stampa

L'Associazione culturale I Martedì Critici è lieta di annunciare l'apertura della stagione autunnale degli incontri, ormai giunti al quarto anno di attività, martedì 17 settembre, presso il Chiostro del Bramante. Ospite dell'appuntamento inaugurale del nuovo ciclo romano sarà Mario Ceroli, nato a Castelfrentano (Chieti) nel 1938. Esposta in una recente mostra antologica curata da G. Maraniello al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, dal titolo Faccia a faccia, la scultura di Ceroli continua a destare meraviglia, rivelando un'inesauribile vocazione alla sperimentazione di materie, dimensioni e spazialità

Trasferitosi a Roma da bambino, dove ancora giovanissimo comincia a lavorare con Leoncillo, Colla e Fazzini, Ceroli esordisce con una mostra di ceramiche, per poi aggiudicarsi nel 1958 il premio per la giovane scultura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna con un lavoro costituito da tronchi e chiodi. La sua forte presenza nella scena artistica romana ha dato un grande impulso al rinnovamento linguistico dell'arte italiana ed internazionale degli anni Sessanta sia per aver contribuito alla formazione della nuova figurazione in seno al gruppo della Scuola di Piazza del Popolo, sia per aver anticipato con le opere realizzare a partire dal 1967, il movimento dell'Arte Povera; da allora Ceroli lavora con elementi naturali, come terra, fuoco, ghiaccio, stracci, carta, cenere, portando avanti un linguaggio autonomo, sollecitando costantemente la materia a rivelare la propria intrinseca realtà. Il legno, elemento povero e primario, è uno dei supporti prediletti dallo scultore, con il quale negli anni Sessanta comincia a realizzare le sue celebri sagome, essenziali come ombre, profili di figure umane, articolati in composizioni, scene, o ripetuti in maniera seriale in opere come La Cina (1966), esposta nel 2007 in occasione della mostra di riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, per la cura di M. Calvesi e C. Terenzi. Le forme ritagliate nel legno, siano esse lettere, geometrie, oggetti, rappresentazioni di derivazione pop, o traduzioni tridimensionali di opere d'arte del passato, sono la materializzazione di un'idea nello spazio e con esso entrano in dialogo. Cassa Sistina è la prima opera percorribile realizzata da Ceroli, premiata alla Biennale dei Venezia del 1966. Questa vocazione alla spazialità si esprime nella realizzazione di veri e propri ambienti, come gli interni della chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo e di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca, di numerosi monumenti e installazioni, di allestimenti scenici per teatro e cinema, tra cui ricordiamo Riccardo III per la regia di Luca Ronconi e Orgia di Pier Paolo Pasolini.

Dopo l'esordio, negli anni Sessanta Ceroli ha tenuto mostre personali presso la galleria La Tartaruga a Roma, Il Naviglio a Milano e la Bonino Gallery a New York. Nel 1967 partecipa alle mostra anticipatrice dell'Arte Povera Fuoco, immagine, acqua, terra presentata da A. Boatto e M. Calvesi all’Attico di Roma e alla collettiva Arte Povera e Im Spazio presentata da G. Celant alla Bertesca di Genova; nello stesso anno prende parte alla Biennale di Parigi invitato da Maurizio Calvesi.. Accademico di San Luca dal 1989, Ceroli ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (1968, 1976, 1988, 1983), alla Biennale di San Paolo in Brasile nel 1989, alla Quadriennale di Roma nel 1992. Nel 2001 a Roma è stato presente alla rassegna Novecento alle Scuderie Papali e ai Mercati Traianei.