Human rights?

Rovereto - 29/08/2020 : 25/11/2020

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE OPERA CAMPANA DEI CADUTI
  • Indirizzo: Via Miravalle - Rovereto - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 29/08/2020 - al 25/11/2020
  • Vernissage: 29/08/2020 ore 9-19
  • Curatori: Roberto Ronca
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Orario di visita continuato: gennaio, febbraio, novembre, dicembre dalle ore: 9.00 alle ore 16.30 | marzo, ottobre: 9.00 - 18.00 | aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre: 9.00 - 19.00

Comunicato stampa

HUMAN RIGHTS - THE FUTURE’S SHAPE - WOMEN CAN SAVE THE WORLD | 141 ARTISTI DA 31 PAESI
DIFENDONO LA PARITÀ DI GENERE
Nell’obiettivo 5 Agenda 2030 UNRIC pone l’attenzione sul diritto fondamentale della parità di genere, e specifica:
“Mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di genere e nell’emancipazione delle donne attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio (tra cui la parità di accesso all’istruzione primaria per ragazzi e ragazze), donne e ragazze continuano a subire
discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo


La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in
pace.
Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la
rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società
e l’umanità intera.
Traguardi:
AIAPI | ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ARTI PLASTICHE ITALIA – Comitato Nazionale IAA/AIAP UNESCO Official Partner
www.aiapi.it www.spaziotempoarte.com Mobile +39 348 06 13 364
5.1. Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze
5.2. Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il
traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo
5.3. Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili
5.4. Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di
protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali
5.5. Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico,
economico e della vita pubblica
5.6. Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma
d’Azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti
nelle successive conferenze
5.A Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della
terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali
5.B Rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per
promuovere l’emancipazione della donna
5.C Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e
l’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli”
--E basta cercare dati statistici per notare, ancora una volta, quanto lontana sia ancora la parità di genere tra uomini e donne.
 Action Aid evidenzia che, nonostante sia un fenomeno che ha registrato una notevole diminuzione dalla metà degli anni
Novanta, ogni anno nella sola Africa ci sono tre milioni di donne e di bambine a rischio FGM (female genital mutilation,
mutilazioni genitali femminili).
 Sempre Action Aid: nel 30% dei casi a livello globale, le donne subiscono violenza dal proprio partner all’interno delle mura
domestiche. L’Africa subsahariana e il Sud-est asiatico sono le zone del mondo maggiormente colpite dal problema. Le
conseguenze
possono essere sia fisiche sia psicologiche. Il 42 % delle donne vittime di violenza ha riportato lesioni e ferite permanenti.
L’omicidio e il suicidio sono le conseguenze più gravi. Gravidanze indesiderate, aborti e malattie sessualmente trasmissibili
sono solo alcune delle altre conseguenze della violenza sessuale.
 Più di 33.000 ragazze diventano spose bambine ogni giorno. Globalmente, 12 milioni di ragazze si sposano ogni anno prima
dei 18 anni, circa 33.000 ogni giorno, o uno ogni due secondi. Oggi ci sono circa 650 milioni di donne che sono state spose
bambine.
 Le donne hanno il 47% in più di probabilità di subire gravi lesioni in incidenti stradali. Perché le caratteristiche di sicurezza
delle auto sono progettate per gli uomini.
 Le donne nelle zone rurali dell’Africa spendono 40 miliardi di ore all’anno per raccogliere acqua (fonte Nazioni Unite). Nelle
zone rurali dell’Africa sub-sahariana, la mancanza di servizi e infrastrutture, combinata con l’aspettativa dei doveri domestici
e delle opportunità di lavoro limitate per le donne, significa spendere parte della propria vita a raccogliere acqua e legna per
le loro famiglie.
 Ogni giorno nel mondo vengono uccise 137 donne da un membro della propria famiglia. L’ultimo report diffuso dalla Polizia
di Stato in Italia con i dati aggiornati al 2019, parla di 88 vittime ogni giorno: una donna ogni 15 minuti.
 In tutto il mondo, si stima che circa il 35% delle donne abbia subito violenza, sessuale e non, almeno una volta nella vita. Nel
38 % dei casi di omicidi di donne, il colpevole è il partner.
 43.600: è il numero di donne e ragazze uccise nel 2012 in tutto il mondo da un partner, un ex fidanzato, un membro della
propria famiglia. Un terzo delle donne dichiara poi di avere subito almeno una volta una forma di violenza, fisica o sessuale.
Solo l’11 % delle vittime denuncia il caso alle autorità. A presentare queste cifre è il rapporto Combating violence against
women
 Nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. Lo affermano le Nazioni Unite, secondo cui il
fenomeno - noto come il gender pay gap - è “il più grande furto della storia”. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, non
vi sono distinzioni di aree, comparti, età o qualifiche. “Non esiste un solo paese, nè un solo settore in cui le donne abbiano
gli stessi stipendi degli uomini”.
 Le donne dedicano in media tre ore in più al giorno rispetto agli uomini in faccende domestiche e nella cura della famiglia nei
paesi in via di sviluppo, due ore in più al giorno rispetto agli uomini nei paesi sviluppati.
 La vulnerabilità economica delle donne è ancora più visibile tra le madri sole con figli. Le famiglie monoparentali sono
sempre più diffuse, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Madri sole con bambini costituiscono circa il 75 %
di tutte le famiglie monoparentali e soffrono tassi di povertà più elevati rispetto ai padri single.
 Le donne sono in gran parte escluse dai rami esecutivi di governo e raramente sono leader dei maggiori partiti politici. Non
va meglio in altri settori, dove la rappresentanza femminile tra i manager aziendali, i legislatori e gli alti funzionari rimane
bassa, con nessun paese che raggiunge o supera la parità e solo circa la metà dei paesi con il 30 % o più.
 La recente relazione “Women, Business and the Law” della Banca mondiale ha misurato la discriminazione di genere in 187
paesi; ha rilevato che solo Belgio, Danimarca, Francia, Lettonia, Lussemburgo e Svezia hanno ottenuto il punteggio
massimo su otto indicatori (dal ricevere una pensione alla libertà di circolazione) che influenzano le decisioni economiche
prese dalle donne durante la loro carriera. Un’economia tipica dà alle donne solo tre quarti dei diritti degli uomini nelle aree
misurate.
 Secondo il più recente rapporto “Global Gender Gap” del World Economic Forum, al ritmo attuale ci vorranno altri 108 anni
per raggiungere la parità di genere. Tra i 106 Paesi coperti dalla prima edizione del rapporto, le maggiori lacune da chiudere
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sono le dimensioni di empowerment economico e politico, che richiederanno rispettivamente 202 e 107 anni di chiusura.
Potremmo proseguire all’infinito, parlando anche del problema del congedo parentale punito dalle aziende e dai governi, della
considerazione della ‘responsabilità’ della donna nella violenza sessuale, dell’odio (anche in rete) per donne che vengono giudicate dal
loro aspetto prima che dalla loro professionalità, eccetera, eccetera, eccetera.
Sì, praticamente all’infinito.
Quindi quanti altri dati dobbiamo raccogliere per evidenziare la gravità del problema? Le donne hanno il diritto e il dovere di vedersi
riconosciute come esseri umani prima che come donne. Fondamentale è spostare l’attenzione dal genere al concetto. Perché è
ancora così difficile da comprendere pur essendo tanto semplice?
Di tutti è la responsabilità e di tutti deve essere l’impegno.
Dopo aver affrontato tanti temi importanti e urgenti, nel 2020 AIAPI chiede alle Artiste e agli Artisti di tutto il mondo di concentrare
l’attenzione su questo tema, così urgente e così vitale da risultare perfino assurdo: in un mondo equo non si dovrebbe nemmeno porre
il problema! Eppure la questione è sempre evidentissima, in qualsiasi parte del mondo, dove le donne vengono troppo spesso relegate
a ruoli stabiliti in altre epoche, in altre forme sociali, in altri contesti storici.
Sia gli uomini che le donne devono lottare per la parità di genere, perché da questo, molto più che da molti altri fattori, dipende una
società sana ed equa, che sa riconoscere a tutti e a tutte ciò che in maniera individuale sanno rappresentare, a prescindere dal sesso
di appartenenza.
Parlare dellla parità di genere significa parlare della società stessa, della sua costruzione presente e futura, mantenendo uno sguardo
sul passato, così da non dimenticare quali e quante discriminazioni e violenze le donne abbiano subito sempre.
Il futuro sarà sempre più determinato dalle donne e dalle bambine. Per troppo tempo la donna è stata relegata in una posizione
secondaria, pur avendo dovuto lavorare come e più dell’uomo per essere riconosciuta ‘degna’ del proprio ruolo.
E, in effetti, se gli uomini avessero saputo salvare il mondo, non lo avrebbero già fatto? Quindi se l’uomo, da solo, non può salvare il
mondo, forse può farlo con la donna, in un contesto sinergico di parità assoluta che inspiegabilmente non si è ancora raggiunto.
In occasione del 75° anniversario dell’ONU cogliamo l’occasione di occuparci di uno dei temi più sentiti dalle Nazioni Unite, creando
un circolo virtuoso tra Fondazione (detta la piccola ONU), ONU, UNRIC e l’arte.
Alle Artiste e agli Artisti di tutto il mondo la parola sulle donne.
GLI ARTISTI
Behnaz Abdollahi, Federica Aiello Pini, Laura Alunni, Marco Anastasi, Simone Anticaglia, Alfredo Avagliano, Rossella Baldecchi, PG
Baroldi, Serena Battisti, Lourdes Berbeyer, Francesco Bernabé e Chiara Ventura, Bernie, Luciana Bertaccini, Carla Maria Bertolini,
Claudia Bianchi, Bluer, Gina Bonasera, Clelia Caliari, Maria Capellini, Rita Carelli Feri, Norma Carminati, Carlotta Castelletti, Christine
Cézanne-Thausse, Daniela Chionna, Alex Coin, Anna Colitti, Lilliana Comes, DANIMO, Giuseppe De Michele, Albert Dedja, Catia Di
Mieri, Brigitte Dietz, Vanda Dimattia, Maria Donnici, Paola D'Orsogna e Sara Scamarcia, Koffi M. Dossou, Claudio Elli, Fabrizio
Fabbroni, Cristina Fornarelli, Fresneda Gutiérrez, Ignazio Fresu, Antonio Fumagalli, Marco Furlanetto, Lucio Greco, Giuseppina Irene
Groccia, Marco Gubellini, Isabella Guidi, Lucia Guido, Jiayi Guo, Sien He, Theo Hues, Ch.Jalayer, Deniz Karakurt Şekerci, Yuni Ko,
Liis Koger, Fenia Kotsopoulou, Stella Kukulaki, La Chigi, Ilze Laizāne, Annalisa Lenzi, LIA-CODE, Lavinia Longhetto, Roberto
Lorenzini, Lilia Lujan, Ornella Luvisotto, Lucinda Lyons, Luz Mari, Annette Mahoney, Francesca Romana Mainieri, Gabriella Maldifassi,
Rosy Mantovani, Stefano Marrucci, Angel Martìnez Martìnez, Martini, Marco Mattei, Gerasimos Mavris, Giovanni Mazzi, Claudia
Mazzitelli, Maria Micozzi, Anna Montanaro, Muriel Montini, Penelope Morout, Luca Morselli, Piero Motta, Shahnila Mughees,
Mouhamed Ndiaye-Mooxamed, Margaret Nella, Murat Oğuz, Özlem Oğuz, Manuel Olivares, Giulio Orioli, Marta Panzacchi, Nicole
Papaefthimiou, Lia Pascaniuc, Marco Paseri, Laura Pellizzari, Luca Piccini, Yajaira M. Pirela, Graziana Pizzini, Carmen Popescu,
Caterina Prato, QUELLODELLEUOVA, Roberto Ramirez Anchique, Daniele Renzi, Sandra Rosa, Imerio Rovelli, Milenna Saraiva,
Antonella Sassanelli, Giuseppe Sassone, Cinzia Scarpa, Jean Scuderi, Vittorio Sedini, Antonella Soria, Gemma Spada, Jessica
Spagnolo e Francesco Fai, Kostas Spiropoulos, Maria Stamati, Reinhard Stammer, TAM Cagliari-Mimmo di Caterino e Barbara Ardau,
Simonetta Testa, Tizzio, Alessia Todeschi, Ivan Toninato, Diana Tonutto, Elina Tsingiroglou, O. Yemi Tubi-MOYAT, Raffaella Vaccari,
Luisa Valenzano, Marilena Vita, Petr Vlach, Max Volpa, Thomas Welti, Stefano Zaghetto, Cristina Zanella, Francesco Zavattaro
Ardizzi, Yuge Zhou, Susi Zucchi
LE NAZIONI
IRAN | SPAIN | ITALY | FRANCE | MEXICO | AUSTRIA | ALBANIA | GERMANY | TOGO | CHINA | TURKEY | SOUTH KOREA |
CANADA | ESTONIA | GREECE | UK | LATVIA | DENMARK | ARGENTINA | PAKISTAN | OMAN | SENEGAL | ROMANIA |
VENEZUELA | COLOMBIA | BRAZIL | TAIWAN | NIGERIA | CZECH REPUBLIC | SWITZERLAND | USA
STRUTTURA ORGANIZZATIVA E ARTISTICA
DIREZIONE ARTISTICA Roberto Ronca
COORDINAMENTO E GESTIONE PROGETTO AIAPI e SPAZIO-TEMPO ARTE
IDEAZIONE Roberto Ronca e Debora Salardi
COMUNICAZIONE Debora Salardi
PUBBLICHE RELAZIONI Debora Salardi, Ornella Luvisotto
CONCEPT COORDINATOR Piergiorgio Baroldi
SEDE Fondazione Campana dei Caduti - Rovereto (TN)
UFFICIO STAMPA AIAPI | Spazio-Tempo Arte | Art&Forte
AMMINISTRAZIONE Studio Baroldi
WEBDESIGN Spazio-Tempo Arte
ASSISTENZA LEGALE Maria Antonietta Maggi
SPAZIO-TEMPO ARTE FACEBOOK MANAGER - AIAPI FACEBOOK MANAGER Alfredo Avagliano